Il saggio mette in evidenza il rapporto stretto che lega lo sviluppo delle tecnologie belliche delle armi da fuoco e la ricerca mineraria in Sicilia, con particolare attenzione agli eventi accaduti nel Quattrocento. Dopo un breve excursus sull’approvvigionamento di ferro in Sicilia e nell’intera Penisola, sullo sfruttamento minerario dell’Isola e sulle licenze concesse fino al XV secolo per la prospezione geologica del territorio, si chiarisce il procedimento della prova/experimentum di una ferriera, non documentato prima della fine del XV secolo. Lo studio poi delle vicende di Fiumedinisi, nel cui territorio vengono realizzate più ferriere, mostra come la spinta esasperata allo sfruttamento del sottosuolo, per la realizzazione di armi e di munizioni, induca il viceré Ferdinando d’Acuña ad investire grossi capitali e ad incentivare i privati nelle produzioni belliche. Gli investimenti della Corona determinano una vera e propria rivoluzione tecnologica in Sicilia tra il 1490 e il 1494, grazie anche alle ferriere di Fiumedinisi, della cui riuscita si compiace il viceré, che così scrive: «certu su renixuti beni comu quisti jorni havimo visto». Un resoconto dettagliato delle maestranze presenti in Sicilia alla fine del XV secolo, delle opere e delle strutture edificate sul territorio, nonché il confronto tra questa realtà e le altre della Penisola, mostra la tenacia isolana a stare al passo con le tecnologie straniere, nonostante le difficoltà economiche e i conflitti nel Mediterraneo.

Conte, G. (2012). Le miniere in Sicilia nel tardo Medioevo. MEDIAEVAL SOPHIA(12), 33-51.

Le miniere in Sicilia nel tardo Medioevo

Gaetano Conte
2012-01-01

Abstract

Il saggio mette in evidenza il rapporto stretto che lega lo sviluppo delle tecnologie belliche delle armi da fuoco e la ricerca mineraria in Sicilia, con particolare attenzione agli eventi accaduti nel Quattrocento. Dopo un breve excursus sull’approvvigionamento di ferro in Sicilia e nell’intera Penisola, sullo sfruttamento minerario dell’Isola e sulle licenze concesse fino al XV secolo per la prospezione geologica del territorio, si chiarisce il procedimento della prova/experimentum di una ferriera, non documentato prima della fine del XV secolo. Lo studio poi delle vicende di Fiumedinisi, nel cui territorio vengono realizzate più ferriere, mostra come la spinta esasperata allo sfruttamento del sottosuolo, per la realizzazione di armi e di munizioni, induca il viceré Ferdinando d’Acuña ad investire grossi capitali e ad incentivare i privati nelle produzioni belliche. Gli investimenti della Corona determinano una vera e propria rivoluzione tecnologica in Sicilia tra il 1490 e il 1494, grazie anche alle ferriere di Fiumedinisi, della cui riuscita si compiace il viceré, che così scrive: «certu su renixuti beni comu quisti jorni havimo visto». Un resoconto dettagliato delle maestranze presenti in Sicilia alla fine del XV secolo, delle opere e delle strutture edificate sul territorio, nonché il confronto tra questa realtà e le altre della Penisola, mostra la tenacia isolana a stare al passo con le tecnologie straniere, nonostante le difficoltà economiche e i conflitti nel Mediterraneo.
2012
Conte, G. (2012). Le miniere in Sicilia nel tardo Medioevo. MEDIAEVAL SOPHIA(12), 33-51.
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