Con sentenza depositata il 7 febbraio 2012 le Sezioni Unite si sono pronunciate sul dibattito che riguarda la configurabilità del reato previsto ex art. 615 ter c.p. nel caso in un cui un soggetto legittimamente autorizzato ad accedere al sistema informatico o telematico vi operi per il conseguimento di finalità illecite. Da lungo tempo su questo tema si sono sviluppati due opposti orientamenti giurisprudenziali. Il primo giunge ad ammettere l’illecito sulla base dell’analogia con la fattispecie di violazione di domicilio e la valorizzazione delle finalità sottese alla condotta del soggetto agente. Il secondo, invece, focalizza l’attenzione sul dato letterale e sul momento consumativo del delitto, rappresentato dall’accedere abusivamente o dal mantenersi all’interno del sistema, prescindendo dunque da eventuali condotte successive ed in tal modo giunge a negare il reato. L’odierno intervento delle Sezioni Unite si avvicina alla prima impostazione affermando che la condotta di accesso o di mantenimento nel sistema posta in essere da un soggetto abilitato che violi i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare integra la fattispecie in esame. L’Autrice ripercorre i precedenti orientamenti giurisprudenziali e si sofferma sull’analisi della soluzione adottata dalle Sezioni Unite.

gay, p. (2012). L’intervento delle sezioni Unite nel dibattito sul reato di accesso abusivo ad un sistema informatico di cui all’art. 615 ter c.p. LA RIVISTA NELDIRITTO, 3/2012(3/2012).

L’intervento delle sezioni Unite nel dibattito sul reato di accesso abusivo ad un sistema informatico di cui all’art. 615 ter c.p.

GAY, Petra
2012-01-01

Abstract

Con sentenza depositata il 7 febbraio 2012 le Sezioni Unite si sono pronunciate sul dibattito che riguarda la configurabilità del reato previsto ex art. 615 ter c.p. nel caso in un cui un soggetto legittimamente autorizzato ad accedere al sistema informatico o telematico vi operi per il conseguimento di finalità illecite. Da lungo tempo su questo tema si sono sviluppati due opposti orientamenti giurisprudenziali. Il primo giunge ad ammettere l’illecito sulla base dell’analogia con la fattispecie di violazione di domicilio e la valorizzazione delle finalità sottese alla condotta del soggetto agente. Il secondo, invece, focalizza l’attenzione sul dato letterale e sul momento consumativo del delitto, rappresentato dall’accedere abusivamente o dal mantenersi all’interno del sistema, prescindendo dunque da eventuali condotte successive ed in tal modo giunge a negare il reato. L’odierno intervento delle Sezioni Unite si avvicina alla prima impostazione affermando che la condotta di accesso o di mantenimento nel sistema posta in essere da un soggetto abilitato che violi i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare integra la fattispecie in esame. L’Autrice ripercorre i precedenti orientamenti giurisprudenziali e si sofferma sull’analisi della soluzione adottata dalle Sezioni Unite.
Settore IUS/17 - Diritto Penale
gay, p. (2012). L’intervento delle sezioni Unite nel dibattito sul reato di accesso abusivo ad un sistema informatico di cui all’art. 615 ter c.p. LA RIVISTA NELDIRITTO, 3/2012(3/2012).
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