Non era forse destino che un testo conclusivo, scritto da un’autrice, venisse a compensare l’asimmetria posta in essere dalla scrittura di un testo iniziale, operata da un autore? E non è forse questa una ragione per essere grati? In questo modo un segno può essere realizzato davvero, perché un “segno” è anzitutto l’immagine lasciata su un supporto da un oggetto atto a incidere, a scrivere o a segnare; e solo in senso derivato questo signum (l’impronta, la traccia, l’intaglio) va ad innescare delle interpretazioni e diventa, quindi, aliquid stans pro aliquo, ossia il segno della semiologia.
Licata, G. (2026). Donare e ridonare. STUDIUM PHILOSOPHICUM, 25(11), 2-6.
Donare e ridonare
Gaetano Licata
2026-03-01
Abstract
Non era forse destino che un testo conclusivo, scritto da un’autrice, venisse a compensare l’asimmetria posta in essere dalla scrittura di un testo iniziale, operata da un autore? E non è forse questa una ragione per essere grati? In questo modo un segno può essere realizzato davvero, perché un “segno” è anzitutto l’immagine lasciata su un supporto da un oggetto atto a incidere, a scrivere o a segnare; e solo in senso derivato questo signum (l’impronta, la traccia, l’intaglio) va ad innescare delle interpretazioni e diventa, quindi, aliquid stans pro aliquo, ossia il segno della semiologia.| File | Dimensione | Formato | |
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