In apertura alla Logica, opera dedicata al puro pensiero speculativo, Hegel, se pur con qualche reticenza, non può esimersi dallo spiegare le ragioni storiche che rendono necessaria una tale impresa, presentando il suo tempo come «il singolare spettacolo di un popolo civile senza metafisica»: il progresso del pensiero moderno e della scienza, pur avendo contribuito ad uno sviluppo tecnico e politico hanno operato un progressivo sradicamento della metafisica e, dunque, dell’interrogazione del pensiero circa se stesso. Questa rimozione dello speculativo dall’ambito del sapere si manifesta però in tutta la sua urgenza e drammaticità nell’esistenza umana nella sua concretezza storica, basti pensare al capitolo della Fenomenologia dall’emblematico titolo La legge del cuore e il delirio della presunzione. La Scienza della logica si presenta così come risposta al bisogno di unificazione di fronte alle opposizioni che lacerano la modernità: il procedere del sapere intellettuale come moltiplicazione e rafforzamento delle scissioni deve lasciare spazio ad un pensiero che si muova in tutt’altra direttrice, quella del dispiegamento del fondamento. A partire da qui, si comprende la portata etica dell’opera– l’etica ha nella logica il suo terreno di sviluppo – e la necessità di rivolgersi alla Logica hegeliana là dove si vuole interrogare il complesso problema della storia in Hegel, proprio perché è nella Logica che il piano del divenire storico e del concetto giungono a collisione. La possibilità stessa di una filosofia speculativa si apre entro un complesso rapporto tra divenire storico concreto – è possibile solo a seguito di un determinato sviluppo di pensiero – e immanenza ontologica del concetto entro ogni determinatezza storica. A partire dalle considerazioni che si presentano entro la prefazione dell’opera hegeliana si vuole interrogare il possibile rapporto che si instaura entro il presente storico tra zeitlos e Zeitlichkeit, nell’idea che ogni momento storico, dunque la stessa contemporaneità, presenti specifiche questioni, o lacerazioni, giunte a maturazione, le quali rivolgono un appello al pensiero.
Monti, B. (2025). «Un popolo civile senza metafisica» Zeitlosigkeit e Zeitlichkeit nella Scienza della logica di Hegel. In F. Abbate, G. Pintus (a cura di), Il progresso morale. Sfide, opportunità e prospettive future (pp. 573-589). Roma : Inschibboleth.
«Un popolo civile senza metafisica» Zeitlosigkeit e Zeitlichkeit nella Scienza della logica di Hegel
Beatrice Monti
Primo
2025-01-01
Abstract
In apertura alla Logica, opera dedicata al puro pensiero speculativo, Hegel, se pur con qualche reticenza, non può esimersi dallo spiegare le ragioni storiche che rendono necessaria una tale impresa, presentando il suo tempo come «il singolare spettacolo di un popolo civile senza metafisica»: il progresso del pensiero moderno e della scienza, pur avendo contribuito ad uno sviluppo tecnico e politico hanno operato un progressivo sradicamento della metafisica e, dunque, dell’interrogazione del pensiero circa se stesso. Questa rimozione dello speculativo dall’ambito del sapere si manifesta però in tutta la sua urgenza e drammaticità nell’esistenza umana nella sua concretezza storica, basti pensare al capitolo della Fenomenologia dall’emblematico titolo La legge del cuore e il delirio della presunzione. La Scienza della logica si presenta così come risposta al bisogno di unificazione di fronte alle opposizioni che lacerano la modernità: il procedere del sapere intellettuale come moltiplicazione e rafforzamento delle scissioni deve lasciare spazio ad un pensiero che si muova in tutt’altra direttrice, quella del dispiegamento del fondamento. A partire da qui, si comprende la portata etica dell’opera– l’etica ha nella logica il suo terreno di sviluppo – e la necessità di rivolgersi alla Logica hegeliana là dove si vuole interrogare il complesso problema della storia in Hegel, proprio perché è nella Logica che il piano del divenire storico e del concetto giungono a collisione. La possibilità stessa di una filosofia speculativa si apre entro un complesso rapporto tra divenire storico concreto – è possibile solo a seguito di un determinato sviluppo di pensiero – e immanenza ontologica del concetto entro ogni determinatezza storica. A partire dalle considerazioni che si presentano entro la prefazione dell’opera hegeliana si vuole interrogare il possibile rapporto che si instaura entro il presente storico tra zeitlos e Zeitlichkeit, nell’idea che ogni momento storico, dunque la stessa contemporaneità, presenti specifiche questioni, o lacerazioni, giunte a maturazione, le quali rivolgono un appello al pensiero.| File | Dimensione | Formato | |
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