Logique et existence (1953) di J. Hyppolite si presenta come un’anticipazione di alcune delle questioni che occuperanno buona parte del pensiero francese del secondo Novecento, un pensiero che, a seguito dell’affermarsi della teoria strutturalista, non cessa di interrogarsi sulla possibilità di un al di là del linguaggio entro la pervasività indiscussa di quest’ultimo. Le riflessioni svolte da Hyppolite a partire dall’analisi della logica hegeliana – dove fondante è l’idea di una identità dialettica tra linguaggio, pensiero ed essere – portano l’autore al rifiuto di qualsiasi interpretazione strumentale della pratica linguistica e, insieme, ad una serrata critica di ogni presunto “ineffabile”. L’insistenza sul carattere dialettico dell’identità di gnoseologia e ontologia, se da un lato evita la tesi di una supposta fine della storia entro un sapere finalmente soddisfatto di sé, dall’altro indica nel linguaggio – in quanto effettualità del movimento negativo dello Spirito –, non solo l’origine della soggettività, ma la sua primaria alienazione, ponendo così la questione dell’ambigua collocazione dell’esistente individuale entro la presa del discorso.
Monti, B. (2025). Oltre l’ineffabile: Hyppolite e il discorso dell’Essere. In G. Ferrara, S. Iacona, M. Mulone, F. Piccolo, S. Quasimodo (a cura di), Parole, Cose, Simboli. Tra antiche e nuove rappresentazioni del reale (pp. 83-93). Palermo : Palermo University Press.
Oltre l’ineffabile: Hyppolite e il discorso dell’Essere
Beatrice Monti
Primo
2025-01-01
Abstract
Logique et existence (1953) di J. Hyppolite si presenta come un’anticipazione di alcune delle questioni che occuperanno buona parte del pensiero francese del secondo Novecento, un pensiero che, a seguito dell’affermarsi della teoria strutturalista, non cessa di interrogarsi sulla possibilità di un al di là del linguaggio entro la pervasività indiscussa di quest’ultimo. Le riflessioni svolte da Hyppolite a partire dall’analisi della logica hegeliana – dove fondante è l’idea di una identità dialettica tra linguaggio, pensiero ed essere – portano l’autore al rifiuto di qualsiasi interpretazione strumentale della pratica linguistica e, insieme, ad una serrata critica di ogni presunto “ineffabile”. L’insistenza sul carattere dialettico dell’identità di gnoseologia e ontologia, se da un lato evita la tesi di una supposta fine della storia entro un sapere finalmente soddisfatto di sé, dall’altro indica nel linguaggio – in quanto effettualità del movimento negativo dello Spirito –, non solo l’origine della soggettività, ma la sua primaria alienazione, ponendo così la questione dell’ambigua collocazione dell’esistente individuale entro la presa del discorso.| File | Dimensione | Formato | |
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