L’idea di scala in architettura attesta la sua importanza in seno ai propositi di una misurazione. Identificabile nel rapporto fra le dimensioni di un oggetto e quelle di una sua rappresentazione, tale concetto si pone al centro delle discipline riguardanti il disegno mentre si attesta in una dimensione trasversale rispetto all’idea di composizione. Il progetto, infatti, nel suo ricondursi al governo di una complessità, traduce in forma l’esito di una serie di azioni. Queste prescindono da una compartimentazione scalare tesa a distinguere precisi ambiti disciplinari per connettere l’idea di misura a un equilibrio proporzionale tra elementi diversi posti nello stesso quadro. Ne consegue che, se è vero che l’idea di interno presuppone come dato essenziale il riconoscimento di un limite, rimane possibile riferirsi a uno spazio raccolto anche svincolandosi dalla necessità di una copertura fisica del manufatto per individuare analogie operative con lo spazio aperto del patio e, alla scala della città, nella progettazione dello spazio concluso del campo, della piazza, fino a intessere proficue relazioni con l’ampia dimensione del territorio, in seno al posizionamento di avamposti rocciosi, cuspidi, modellazioni del suolo, orografie, come limiti esatti di invasi circoscritti. Analogamente, procedendo in senso inverso, l’idea di paesaggio, nel contemplare connessioni tra spazi di natura e dimensione antropica, tende a riferirsi sia alla scala geografica quanto ai caratteri dell’urbano in seno alle diverse declinazioni tipologiche riferite alle spazialità del parco, del giardino, del patio, fino a lambire le connessioni con la stanza, nei suoi rapporti di contiguità con l’esterno. Ne consegue che all’idea di una progressione scalare espressa dal tracciamento di un segmento lineare caratterizzato da due estremità distanti – con agli antipodi i temi caratterizzanti il paesaggio, per la scala ampia, e l’interno, per il dettaglio – possa, più proficuamente, sostituirsi un’ideale circonferenza sulla quale far rifluire la composizione unitaria e isotropa dell’Architettura.
Russo, A. (2026). Il segmento e la circonferenza. In P. De Marco, F. Guarrera, P. Mei (a cura di), SEMINARIO DUE LA SCALA DELLA RICERCA IN PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA (pp. 112-113). Maggioli.
Il segmento e la circonferenza
Russo, Antonello
2026-01-01
Abstract
L’idea di scala in architettura attesta la sua importanza in seno ai propositi di una misurazione. Identificabile nel rapporto fra le dimensioni di un oggetto e quelle di una sua rappresentazione, tale concetto si pone al centro delle discipline riguardanti il disegno mentre si attesta in una dimensione trasversale rispetto all’idea di composizione. Il progetto, infatti, nel suo ricondursi al governo di una complessità, traduce in forma l’esito di una serie di azioni. Queste prescindono da una compartimentazione scalare tesa a distinguere precisi ambiti disciplinari per connettere l’idea di misura a un equilibrio proporzionale tra elementi diversi posti nello stesso quadro. Ne consegue che, se è vero che l’idea di interno presuppone come dato essenziale il riconoscimento di un limite, rimane possibile riferirsi a uno spazio raccolto anche svincolandosi dalla necessità di una copertura fisica del manufatto per individuare analogie operative con lo spazio aperto del patio e, alla scala della città, nella progettazione dello spazio concluso del campo, della piazza, fino a intessere proficue relazioni con l’ampia dimensione del territorio, in seno al posizionamento di avamposti rocciosi, cuspidi, modellazioni del suolo, orografie, come limiti esatti di invasi circoscritti. Analogamente, procedendo in senso inverso, l’idea di paesaggio, nel contemplare connessioni tra spazi di natura e dimensione antropica, tende a riferirsi sia alla scala geografica quanto ai caratteri dell’urbano in seno alle diverse declinazioni tipologiche riferite alle spazialità del parco, del giardino, del patio, fino a lambire le connessioni con la stanza, nei suoi rapporti di contiguità con l’esterno. Ne consegue che all’idea di una progressione scalare espressa dal tracciamento di un segmento lineare caratterizzato da due estremità distanti – con agli antipodi i temi caratterizzanti il paesaggio, per la scala ampia, e l’interno, per il dettaglio – possa, più proficuamente, sostituirsi un’ideale circonferenza sulla quale far rifluire la composizione unitaria e isotropa dell’Architettura.| File | Dimensione | Formato | |
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