Il contributo affronta il tema della tenuta della motivazione della decisione giudiziaria dinanzi ai fenomeni di esternalizzazione algoritmica di segmenti dell'attività cognitiva e valutativa del giudice. Muovendo dal rilievo che il ciclo funzionale della norma — dalla costruzione della regula iuris alla sua applicazione al fatto — si struttura su ineludibili processi di selezione e rarefazione della realtà, il contributo si interroga sulle conseguenze dell'ulteriore perdita di informazione che l'interposizione di sistemi algoritmici nei quadranti decisori produce sul nesso di appartenenza tra la decisione e il giudice-persona. Entro tale orizzonte, la cornice costituzionale dell'obbligo di motivazione viene ricostruita quale presidio identitario della funzione giurisdizionale. Sul versante del diritto europeo, il contributo analizza il quadro normativo in materia di decisioni automatizzate — dal Reg. (UE) 2016/679 (GDPR) e dalla Dir. (UE) 2016/680 al Reg. (UE) 2024/1689 (AI Act) — alla luce delle più recenti pronunce della Corte di Giustizia UE e del Bundesverfassungsgericht, dalle quali emerge la configurazione del right to explanation come diritto alla tracciabilità dell'intervento umano nella catena decisionale. L'analisi si sofferma quindi sulle nozioni di controllo umano significativo e supervisione umana effettiva, esaminandone le declinazioni nell'AI Act, nella L. 132/2025 e nelle Raccomandazioni del CSM del 2025, segnalandone i rischi di genericità e inazionabilità operativa. In chiave propositiva, viene articolato un canone di "minimo di motivazione" della decisione assistita, fondato sull'obbligo di disclosure dell'avvenuto ricorso a sistemi algoritmici, prospettando il rischio che la surrettizia esternalizzazione di distretti decisori possa incidere sulla validità del provvedimento, il cui tessuto motivazionale deve poter reggere autonomamente una volta espunte le porzioni "assistite".

Di Chiara, G., Alongi, B.C. (2026). Decisioni assistite : tessitura della motivazione e garanzie costituzionali nella Generative AI Era. In A. De Caro, B.C. Alongi, F. Barbieri, A. De Marco, P. Raucci, G. Rossi, et al. (a cura di), Accertamento penale, AI e cybersicurezza : inventari e prime sperimentazioni nella prospettiva dell’IA ACT e della legge n. 132 del 2025: opportunità, problemi e nuovi diritti (pp. 107-148). Napoli : Edizioni Scientifiche Italiane.

Decisioni assistite : tessitura della motivazione e garanzie costituzionali nella Generative AI Era

Di Chiara, Giuseppe;Alongi, Bianca Claudia
2026-01-01

Abstract

Il contributo affronta il tema della tenuta della motivazione della decisione giudiziaria dinanzi ai fenomeni di esternalizzazione algoritmica di segmenti dell'attività cognitiva e valutativa del giudice. Muovendo dal rilievo che il ciclo funzionale della norma — dalla costruzione della regula iuris alla sua applicazione al fatto — si struttura su ineludibili processi di selezione e rarefazione della realtà, il contributo si interroga sulle conseguenze dell'ulteriore perdita di informazione che l'interposizione di sistemi algoritmici nei quadranti decisori produce sul nesso di appartenenza tra la decisione e il giudice-persona. Entro tale orizzonte, la cornice costituzionale dell'obbligo di motivazione viene ricostruita quale presidio identitario della funzione giurisdizionale. Sul versante del diritto europeo, il contributo analizza il quadro normativo in materia di decisioni automatizzate — dal Reg. (UE) 2016/679 (GDPR) e dalla Dir. (UE) 2016/680 al Reg. (UE) 2024/1689 (AI Act) — alla luce delle più recenti pronunce della Corte di Giustizia UE e del Bundesverfassungsgericht, dalle quali emerge la configurazione del right to explanation come diritto alla tracciabilità dell'intervento umano nella catena decisionale. L'analisi si sofferma quindi sulle nozioni di controllo umano significativo e supervisione umana effettiva, esaminandone le declinazioni nell'AI Act, nella L. 132/2025 e nelle Raccomandazioni del CSM del 2025, segnalandone i rischi di genericità e inazionabilità operativa. In chiave propositiva, viene articolato un canone di "minimo di motivazione" della decisione assistita, fondato sull'obbligo di disclosure dell'avvenuto ricorso a sistemi algoritmici, prospettando il rischio che la surrettizia esternalizzazione di distretti decisori possa incidere sulla validità del provvedimento, il cui tessuto motivazionale deve poter reggere autonomamente una volta espunte le porzioni "assistite".
2026
Settore GIUR-13/A - Diritto processuale penale
Di Chiara, G., Alongi, B.C. (2026). Decisioni assistite : tessitura della motivazione e garanzie costituzionali nella Generative AI Era. In A. De Caro, B.C. Alongi, F. Barbieri, A. De Marco, P. Raucci, G. Rossi, et al. (a cura di), Accertamento penale, AI e cybersicurezza : inventari e prime sperimentazioni nella prospettiva dell’IA ACT e della legge n. 132 del 2025: opportunità, problemi e nuovi diritti (pp. 107-148). Napoli : Edizioni Scientifiche Italiane.
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Descrizione: G. Di Chiara, B. C. Alongi, Decisioni assistite. Tessitura della motivazione e garanzie costituzionali nella Generative AI Era
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