l D.L. 8 agosto 2025, n. 116 (conv. in L. 3 ottobre 20125, n. 157) - c.d.“Decreto Terra dei fuochi” - costituisce una microriforma delle misure di contrasto agli illeciti penali in materia di rifiuti. Le novità introdotte (conversione in delitti di molte delle contravvenzioni, introduzione di nuove figure di reato, inasprimento del trattamento sanzionatorio, estromissione degli illeciti penali in materia di rifiuti dalla sfera applicativa dell’art. 131-bis c.p. etc.) risultano improntate ad una logica di iper-punitivismo, che non riconosce alcuno spazio operativo a fattispecie premiali di natura riparatoria. Alla foga repressiva si affianca poi una sovrabbondanza di fattispecie di reato interferenti con altre già vigenti, che è destinata a generare in futuro non pochi problemi in sede applicativa. Le difficoltà interpretative rischiano peraltro di aggravarsi ulteriormente, se il legislatore non provve- derà a ben coordinare le nuove previsioni con i contenuti del decreto legislativo di attuazione della nuova Direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente e con la futura riforma della disciplina della responsabilità da reato degli enti.
Siracusa, L. (2026). Decreto Terra dei fuochi: un surplus repressivo che non risana le ferite della violenza ambientale. DIRITTO PENALE E PROCESSO(2), 169-185.
Decreto Terra dei fuochi: un surplus repressivo che non risana le ferite della violenza ambientale
Siracusa, Licia
2026-01-01
Abstract
l D.L. 8 agosto 2025, n. 116 (conv. in L. 3 ottobre 20125, n. 157) - c.d.“Decreto Terra dei fuochi” - costituisce una microriforma delle misure di contrasto agli illeciti penali in materia di rifiuti. Le novità introdotte (conversione in delitti di molte delle contravvenzioni, introduzione di nuove figure di reato, inasprimento del trattamento sanzionatorio, estromissione degli illeciti penali in materia di rifiuti dalla sfera applicativa dell’art. 131-bis c.p. etc.) risultano improntate ad una logica di iper-punitivismo, che non riconosce alcuno spazio operativo a fattispecie premiali di natura riparatoria. Alla foga repressiva si affianca poi una sovrabbondanza di fattispecie di reato interferenti con altre già vigenti, che è destinata a generare in futuro non pochi problemi in sede applicativa. Le difficoltà interpretative rischiano peraltro di aggravarsi ulteriormente, se il legislatore non provve- derà a ben coordinare le nuove previsioni con i contenuti del decreto legislativo di attuazione della nuova Direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente e con la futura riforma della disciplina della responsabilità da reato degli enti.| File | Dimensione | Formato | |
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