Dalla loro prima formulazione alle loro più recenti declinazioni gli ecomusei hanno spesso dimostrato di essere validi veicoli di trasformazione territoriale attraverso il coinvolgimento delle comunità locali (o, quantomeno, di parte di esse). Pur nella molteplicità di forme e di strutture assunte negli anni dagli ecomusei, riveste particolare interesse il nesso tra queste musealizzazioni dinamiche e le produzioni artistiche di varia natura. Alcune iniziative ecomuseali, infatti, sembrano realizzare un difficile equilibrio tra esigenze di valorizzazione e di fruizione, ponendosi all’interno delle dinamiche territoriali come ideale trait d’union capace di fare interagire istanze e forze diverse. Così, il processo di “costruzione” identitaria che passa per le rappresentazioni culturali di un territorio, sintetizzate dall’azione ecomuseale, può includere produzioni artistiche in grado di dialogare non solo con la dimensione locale, ma di proiettarsi anche su un contesto globale. In questo senso, il legame fra ecomuseo e produzione artistica può fungere da volano per lo sviluppo territoriale, ad esempio nell’ambito della rigenerazione urbana sostenibile o in quello turistico. Tra le produzioni artistiche che appaiono particolarmente interessanti per una integrazione in chiave ecomuseale si può individuare la Street Art. Infatti, sebbene all’interno di tale etichetta confluiscano esperienze eterogenee, essa detiene almeno alcune peculiarità costanti: la prevalente presenza nei contesti urbani; l’azione di (ri)semantizzazione degli spazi urbani; il movimento che attiva fra le varie parti di una città; l’istanza di visibilità (sociale e artistica) per molti degli autori che si definiscono Street Artist. Questo contributo, utilizzando una duplice prospettiva geografica e semio-culturale e muovendo dall’analisi di due casi di ecomusei e musei costruiti attorno a questa tipologia d’arte, lo Street Art Museum di Amsterdam (SAMA) e il Museo d’Arte Urbana (MAU) di Torino, intende proporre una riflessione sui temi citati ed esplorare alcune possibilità di applicazione a nuovi contesti, tenendo in conto criticità e punti di forza di una proposta ecomuseale integrata.
Modica, M., Sabato, G. (2025). Ecomusei, Street Art e sviluppo. Un approccio geografico culturale alla trasformazione urbana. In S. Cannizzaro (a cura di), Beni culturali, ecomusei e sviluppo territoriale (pp. 233-246). Firenze : Angelo Pontecorboli.
Ecomusei, Street Art e sviluppo. Un approccio geografico culturale alla trasformazione urbana
Sabato G
2025-01-01
Abstract
Dalla loro prima formulazione alle loro più recenti declinazioni gli ecomusei hanno spesso dimostrato di essere validi veicoli di trasformazione territoriale attraverso il coinvolgimento delle comunità locali (o, quantomeno, di parte di esse). Pur nella molteplicità di forme e di strutture assunte negli anni dagli ecomusei, riveste particolare interesse il nesso tra queste musealizzazioni dinamiche e le produzioni artistiche di varia natura. Alcune iniziative ecomuseali, infatti, sembrano realizzare un difficile equilibrio tra esigenze di valorizzazione e di fruizione, ponendosi all’interno delle dinamiche territoriali come ideale trait d’union capace di fare interagire istanze e forze diverse. Così, il processo di “costruzione” identitaria che passa per le rappresentazioni culturali di un territorio, sintetizzate dall’azione ecomuseale, può includere produzioni artistiche in grado di dialogare non solo con la dimensione locale, ma di proiettarsi anche su un contesto globale. In questo senso, il legame fra ecomuseo e produzione artistica può fungere da volano per lo sviluppo territoriale, ad esempio nell’ambito della rigenerazione urbana sostenibile o in quello turistico. Tra le produzioni artistiche che appaiono particolarmente interessanti per una integrazione in chiave ecomuseale si può individuare la Street Art. Infatti, sebbene all’interno di tale etichetta confluiscano esperienze eterogenee, essa detiene almeno alcune peculiarità costanti: la prevalente presenza nei contesti urbani; l’azione di (ri)semantizzazione degli spazi urbani; il movimento che attiva fra le varie parti di una città; l’istanza di visibilità (sociale e artistica) per molti degli autori che si definiscono Street Artist. Questo contributo, utilizzando una duplice prospettiva geografica e semio-culturale e muovendo dall’analisi di due casi di ecomusei e musei costruiti attorno a questa tipologia d’arte, lo Street Art Museum di Amsterdam (SAMA) e il Museo d’Arte Urbana (MAU) di Torino, intende proporre una riflessione sui temi citati ed esplorare alcune possibilità di applicazione a nuovi contesti, tenendo in conto criticità e punti di forza di una proposta ecomuseale integrata.| File | Dimensione | Formato | |
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