Esistono dei luoghi sulla terra caratterizzati da un assetto morfologico complesso, che tengono insieme molteplici fattori di carattere naturale ed antropico, definendo un paesaggio, fisico e culturale di straordinaria ricchezza e diversificate qualità materiali ed immateriali. Alcune caratteristiche, peculiari soltanto di alcuni territori, unitamente all’opera dell’ingegno dell’uomo, ne hanno determinato la fortuna nell’avvicendamento delle epopee storiche – si faccia riferimento a rocche, promontori, avvallamenti, insenature, gole, golfi, argini; presso i quali sono stati erti castelli, fortificazioni, insediamenti, villaggi, bastioni, porti, empori, luoghi sacri, acropoli, od intere città. Altri luoghi, modificati per mano dell’uomo a scopo anche non abitativo, costituiscono un corollario di segni attorno alle città che definiscono un prezioso corpus testimoniale del suo passaggio e della sua permanenza nei luoghi, nonché delle questioni sociali, economiche, antropologiche, artistiche e architettoniche ad essi collegate. È questo il caso delle cave e dei sistemi di estrazione e coltivazione di risorse minerarie che, specialmente nel territorio pugliese, costituiscono testimonianze tangibili di un passato storico che rivela nel presente tracce dei principi insediativi, della fondazione e della trasformazione delle città e del paesaggio, ribadendo quanto la coltivazione del materiale lapideo sia strettamente connessa con la vita, l’accrescimento e la trasformazione della città e degli apparati urbani, e si corrisponda con essa attraverso le medesime dicotomie che correlano pieno e vuoto, interno ed esterno, materia e forma, positivo e negativo. Pertanto, non è complesso ascrivere i paesaggi di cava al sistema del Patrimonio.
Ganazzoli, A., Margagliotta, A., Margagliotta, L.S., Richiusa, E., Russo, A., Tuzzolino, G.F. (2024). Misurare il paesaggio. Uno spazio interno per Santa Chiara. In A. Bottega, E. Monsellato, M. Montemurro (a cura di), STONE LANDSCAPES. NEW STORIES FOR MEDITERRANEAN QUARRIES (pp. 114-117). Foggia : Claudio Grenzi Editore.
Misurare il paesaggio. Uno spazio interno per Santa Chiara
Ganazzoli Angelo;Margagliotta Antonino;Margagliotta Luigi Savio;Richiusa Emanuele;Russo Antonello;Tuzzolino Giovanni Francesco
2024-01-01
Abstract
Esistono dei luoghi sulla terra caratterizzati da un assetto morfologico complesso, che tengono insieme molteplici fattori di carattere naturale ed antropico, definendo un paesaggio, fisico e culturale di straordinaria ricchezza e diversificate qualità materiali ed immateriali. Alcune caratteristiche, peculiari soltanto di alcuni territori, unitamente all’opera dell’ingegno dell’uomo, ne hanno determinato la fortuna nell’avvicendamento delle epopee storiche – si faccia riferimento a rocche, promontori, avvallamenti, insenature, gole, golfi, argini; presso i quali sono stati erti castelli, fortificazioni, insediamenti, villaggi, bastioni, porti, empori, luoghi sacri, acropoli, od intere città. Altri luoghi, modificati per mano dell’uomo a scopo anche non abitativo, costituiscono un corollario di segni attorno alle città che definiscono un prezioso corpus testimoniale del suo passaggio e della sua permanenza nei luoghi, nonché delle questioni sociali, economiche, antropologiche, artistiche e architettoniche ad essi collegate. È questo il caso delle cave e dei sistemi di estrazione e coltivazione di risorse minerarie che, specialmente nel territorio pugliese, costituiscono testimonianze tangibili di un passato storico che rivela nel presente tracce dei principi insediativi, della fondazione e della trasformazione delle città e del paesaggio, ribadendo quanto la coltivazione del materiale lapideo sia strettamente connessa con la vita, l’accrescimento e la trasformazione della città e degli apparati urbani, e si corrisponda con essa attraverso le medesime dicotomie che correlano pieno e vuoto, interno ed esterno, materia e forma, positivo e negativo. Pertanto, non è complesso ascrivere i paesaggi di cava al sistema del Patrimonio.| File | Dimensione | Formato | |
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