Il contributo analizza il film The Dig (La nave sepolta, 2021) come caso di rappresentazione cinematografica della pratica archeologica, concentrandosi in particolare sulla ricostruzione metodologica dello scavo di Sutton Hoo del 1939. Attraverso una lettura critica delle sequenze narrative e delle dinamiche tra i personaggi – con particolare attenzione alla figura di Basil Brown e al ruolo di Peggy Piggott – l’articolo evidenzia come il film traduca sullo schermo procedure, strumenti e problemi tipici del lavoro sul campo (ricognizione, messa in sicurezza delle sezioni, gestione dei reperti, ruolo delle istituzioni). La pellicola viene inoltre interpretata come dispositivo culturale capace di veicolare temi chiave dell’archeologia contemporanea: la tensione tra memoria individuale e memoria collettiva, le implicazioni etiche dello scavo funerario, la dimensione pubblica della ricerca e il rapporto tra narrazione storica e divulgazione. Sullo sfondo della vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il film costruisce un intreccio simbolico tra morte, patrimonio e identità, mostrando al contempo i limiti e le potenzialità del mezzo cinematografico nella trasmissione della conoscenza archeologica.
Vitaloni, C. (2022). Lo scavo nella dimensione cinematografica de “La nave sepolta”. BTA. BOLLETTINO TELEMATICO DELL'ARTE(934).
Lo scavo nella dimensione cinematografica de “La nave sepolta”
Chiara Vitaloni
Primo
2022-12-28
Abstract
Il contributo analizza il film The Dig (La nave sepolta, 2021) come caso di rappresentazione cinematografica della pratica archeologica, concentrandosi in particolare sulla ricostruzione metodologica dello scavo di Sutton Hoo del 1939. Attraverso una lettura critica delle sequenze narrative e delle dinamiche tra i personaggi – con particolare attenzione alla figura di Basil Brown e al ruolo di Peggy Piggott – l’articolo evidenzia come il film traduca sullo schermo procedure, strumenti e problemi tipici del lavoro sul campo (ricognizione, messa in sicurezza delle sezioni, gestione dei reperti, ruolo delle istituzioni). La pellicola viene inoltre interpretata come dispositivo culturale capace di veicolare temi chiave dell’archeologia contemporanea: la tensione tra memoria individuale e memoria collettiva, le implicazioni etiche dello scavo funerario, la dimensione pubblica della ricerca e il rapporto tra narrazione storica e divulgazione. Sullo sfondo della vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il film costruisce un intreccio simbolico tra morte, patrimonio e identità, mostrando al contempo i limiti e le potenzialità del mezzo cinematografico nella trasmissione della conoscenza archeologica.| File | Dimensione | Formato | |
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