Quando nel 2019, di comune accordo con il Consiglio economico della parrocchia, decidemmo di procedere al restauro di santa Costanza, non potevamo immaginare fin dove questa felice scelta ci avrebbe condotti. La Società Storica Civitavecchiese aveva promosso in anni passati il recupero di altre opere d’arte nella nostra chiesa di San Felice da Cantalice e ora, nella persona del suo presidente il dr. Enrico Ciancarini, premeva per restaurare anche il corpo di santa Costanza. Obiettivamente gli effetti del tempo e gli atti vandalici del 1992 avevano sfigurato l’immagine della santa. Vederla in quello stato era un colpo al cuore, una mancanza di rispetto per la santa e per la stessa fedeltà a Dio che ella rappresenta. Urgeva anche un bisogno di conoscenza e di verità. Di molti santi dei primi secoli siamo coscienti di non poter avere notizie precise, ma di santa Costanza non sapevamo proprio nulla. Il restauro realizzato magistralmente dal dr. Davide Rigaglia aveva cominciato a rispondere a entrambe le esigenze, perché il simulacro di santa Costanza si rivelava di rara bellezza e già questo spingeva a chiedersi chi ne fosse l’artefice. Punto di svolta fu l’incontro con il prof. Massimiliano Ghilardi, che subito si appassionò alla nostra santa, dedicandovi in questi anni molte energie. Il 3 dicembre 2020, prima che il corposanto fosse rivestito e riportato solennemente in chiesa, Ghilardi ci raggiunse in convento per un esame de visu della santa. Egli già da tempo si dedicava allo studio delle reliquie e quel giorno ci aprì davvero gli occhi sulla natura e la storia di questi corpisanti. I suoi suggerimenti ci consentirono di indirizzare le ricerche nella direzione giusta, a cominciare dallo studio dei sigilli in ceralacca, distribuiti in più parti del corposanto, che saranno poi identificati dal prof. Rocco Ronzani. L’idea di sottoporre il corposanto a un esame radiografico si era poi rivelata davvero indovinata. Per la prima volta dopo tre secoli vedevamo “che cosa c’è dentro” santa Costanza.
Galassi, F.M., Varotto, E. (2025). Osservazioni Antropologiche e paleoradiologiche sul corposanto di Santa Costanza di Civitavecchia. In E. Ciancarini, S. DeLeo (a cura di), Santa Costanza si racconta. Scienza e storia di un corposanto nella Chiesa dei Frati Cappuccini di Civitavecchia (pp. 143-148). Edizioni Cappuccine.
Osservazioni Antropologiche e paleoradiologiche sul corposanto di Santa Costanza di Civitavecchia
Elena Varotto
2025-01-01
Abstract
Quando nel 2019, di comune accordo con il Consiglio economico della parrocchia, decidemmo di procedere al restauro di santa Costanza, non potevamo immaginare fin dove questa felice scelta ci avrebbe condotti. La Società Storica Civitavecchiese aveva promosso in anni passati il recupero di altre opere d’arte nella nostra chiesa di San Felice da Cantalice e ora, nella persona del suo presidente il dr. Enrico Ciancarini, premeva per restaurare anche il corpo di santa Costanza. Obiettivamente gli effetti del tempo e gli atti vandalici del 1992 avevano sfigurato l’immagine della santa. Vederla in quello stato era un colpo al cuore, una mancanza di rispetto per la santa e per la stessa fedeltà a Dio che ella rappresenta. Urgeva anche un bisogno di conoscenza e di verità. Di molti santi dei primi secoli siamo coscienti di non poter avere notizie precise, ma di santa Costanza non sapevamo proprio nulla. Il restauro realizzato magistralmente dal dr. Davide Rigaglia aveva cominciato a rispondere a entrambe le esigenze, perché il simulacro di santa Costanza si rivelava di rara bellezza e già questo spingeva a chiedersi chi ne fosse l’artefice. Punto di svolta fu l’incontro con il prof. Massimiliano Ghilardi, che subito si appassionò alla nostra santa, dedicandovi in questi anni molte energie. Il 3 dicembre 2020, prima che il corposanto fosse rivestito e riportato solennemente in chiesa, Ghilardi ci raggiunse in convento per un esame de visu della santa. Egli già da tempo si dedicava allo studio delle reliquie e quel giorno ci aprì davvero gli occhi sulla natura e la storia di questi corpisanti. I suoi suggerimenti ci consentirono di indirizzare le ricerche nella direzione giusta, a cominciare dallo studio dei sigilli in ceralacca, distribuiti in più parti del corposanto, che saranno poi identificati dal prof. Rocco Ronzani. L’idea di sottoporre il corposanto a un esame radiografico si era poi rivelata davvero indovinata. Per la prima volta dopo tre secoli vedevamo “che cosa c’è dentro” santa Costanza.| File | Dimensione | Formato | |
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