Nel quadro dell’attuale crisi ecologica, è ormai comprovato come i fattori di rischio su infrastrutture, ecosistemi e patrimoni incidano sulle condizioni di vita e sui sistemi di valori dei territori rurali, con conseguente abbandono e perdita di senso dei luoghi. Tale condizione interroga il concetto di stesso di abitare e richiede una rilettura etica e situata dei rapporti tra corpo, spazio e ambiente secondo possibili pratiche fenomenologiche ed etologiche. In questa prospettiva, il quadro internazionale invita a considerare il territorio rurale come dispositivo culturale, spostando il tema della patrimonializzazione da mera tutela a processo generativo di cittadinanza, coesione e sviluppo. Pur tra rischi di museificazione sterile o colonizzazione turistica, esperienze dialogiche radicate nell’azione situata riconoscono nel ‘camminare’ una modalità interpretativa lenta che restituisce profondità al tema dell’identità, riattiva l’attenzione multisensoriale e riallinea corpo, mente e contesto. Pertanto, la camminata, come scienza spaziale (Spaziergangwissenschaft), rende operativa la trascrizione del territorio nelle sue stratificazioni temporali, connettendo presente e passato, percezione e rappresentazione secondo caratteri storici, culturali, sociali e geografici.
Torregrossa, P.M. (2025). Il progetto di architettura tra energia e memoria. Eto-fenomenologia del territorio rurale. In CISAV-APS (a cura di), Saperi Territorializzati. Riflessioni e prospettive sui paesi di domani (pp. 99-104). CISAV-APS Centro Indipendente Studi Alta Valle del Volturno.
Il progetto di architettura tra energia e memoria. Eto-fenomenologia del territorio rurale
Torregrossa, Pietro Maria
2025-12-01
Abstract
Nel quadro dell’attuale crisi ecologica, è ormai comprovato come i fattori di rischio su infrastrutture, ecosistemi e patrimoni incidano sulle condizioni di vita e sui sistemi di valori dei territori rurali, con conseguente abbandono e perdita di senso dei luoghi. Tale condizione interroga il concetto di stesso di abitare e richiede una rilettura etica e situata dei rapporti tra corpo, spazio e ambiente secondo possibili pratiche fenomenologiche ed etologiche. In questa prospettiva, il quadro internazionale invita a considerare il territorio rurale come dispositivo culturale, spostando il tema della patrimonializzazione da mera tutela a processo generativo di cittadinanza, coesione e sviluppo. Pur tra rischi di museificazione sterile o colonizzazione turistica, esperienze dialogiche radicate nell’azione situata riconoscono nel ‘camminare’ una modalità interpretativa lenta che restituisce profondità al tema dell’identità, riattiva l’attenzione multisensoriale e riallinea corpo, mente e contesto. Pertanto, la camminata, come scienza spaziale (Spaziergangwissenschaft), rende operativa la trascrizione del territorio nelle sue stratificazioni temporali, connettendo presente e passato, percezione e rappresentazione secondo caratteri storici, culturali, sociali e geografici.| File | Dimensione | Formato | |
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