La qualità del suolo è un aspetto fondamentale della gestione sostenibile dell’agrosistema, al pari della qualità dell’acqua e dell’aria. Studiare la qualità del suolo significa valutare quanto bene esso svolga le proprie funzioni e come esse possano essere migliorate o salvaguardate per il futuro. Poiché la definizione di qualità del suolo è oggettiva, essa non può essere valutata utilizzando fattori di opportuna convenienza, ma attraverso l’uso di indicatori. Le proprietà biochimiche possono essere utilizzate come “indicatori precoci” delle perturbazioni che degradano il suolo in quanto risultano maggiormente sensibili alle variazioni indotte dall’attività antropica e dall’ambiente rispetto alle proprietà chimiche del suolo, come il contenuto in sostanza organica. Tra le più utilizzate proprietà biochimiche del suolo, ai fini della valutazione della qualità del suolo vi sono la biomassa, l’attività e la struttura della sua comunità. La biomassa microbica del suolo, può essere considerata come la cruna dell’ago attraverso cui tutta la materia organica del suolo deve passare affinché gli elementi nutritivi in essa contenuti siano resi disponibili per l’assorbimento vegetale e per la biomassa microbica stessa. Va comunque ricordato che ai fini di una corretta valutazione della qualità del suolo è opportuno integrare i parametri biologici con quelli fisici e chimici.

Badalucco, L., Laudicina, V.A. (2012). Bioindicatori della qualità del suolo. In V. Ferro, V. Bagarello (a cura di), Monitoraggio della qualità dei suoli e rischio di desertificazione (pp. 317-330). McGraw-Hill.

Bioindicatori della qualità del suolo

BADALUCCO, Luigi;LAUDICINA, Vito Armando
2012-01-01

Abstract

La qualità del suolo è un aspetto fondamentale della gestione sostenibile dell’agrosistema, al pari della qualità dell’acqua e dell’aria. Studiare la qualità del suolo significa valutare quanto bene esso svolga le proprie funzioni e come esse possano essere migliorate o salvaguardate per il futuro. Poiché la definizione di qualità del suolo è oggettiva, essa non può essere valutata utilizzando fattori di opportuna convenienza, ma attraverso l’uso di indicatori. Le proprietà biochimiche possono essere utilizzate come “indicatori precoci” delle perturbazioni che degradano il suolo in quanto risultano maggiormente sensibili alle variazioni indotte dall’attività antropica e dall’ambiente rispetto alle proprietà chimiche del suolo, come il contenuto in sostanza organica. Tra le più utilizzate proprietà biochimiche del suolo, ai fini della valutazione della qualità del suolo vi sono la biomassa, l’attività e la struttura della sua comunità. La biomassa microbica del suolo, può essere considerata come la cruna dell’ago attraverso cui tutta la materia organica del suolo deve passare affinché gli elementi nutritivi in essa contenuti siano resi disponibili per l’assorbimento vegetale e per la biomassa microbica stessa. Va comunque ricordato che ai fini di una corretta valutazione della qualità del suolo è opportuno integrare i parametri biologici con quelli fisici e chimici.
Settore AGR/13 - Chimica Agraria
Badalucco, L., Laudicina, V.A. (2012). Bioindicatori della qualità del suolo. In V. Ferro, V. Bagarello (a cura di), Monitoraggio della qualità dei suoli e rischio di desertificazione (pp. 317-330). McGraw-Hill.
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