L’attenzione dell’Unione Europea al contrasto della criminalità organizzata è rinnovata dalla risoluzione votata dal Parlamento Europeo il 25 ottobre 2011. Proseguendo una ormai ultradecennale serie di interventi in materia, il documento – ancorché solo di valore politicamente rilevante - si caratterizza per una prospettiva di analisi del fenomeno aggiornata e comprensiva dei vari possibili profili di intervento. L’occasione si presta per fare il punto sulle competenze dell’UE in materia penale dopo il Trattato di Lisbona e sul ruolo che in essa svolge proprio il tema del contrasto alla criminalità organizzata, cruciale sin dagli albori del diritto penale europeo. Una rilevanza che non viene sminuita dalla tradizionale difficoltà definitoria dei caratteri del fenomeno, rispetto alla quale invece il documento si sforza di superare le incertezze derivanti dalle diverse tradizioni giuridiche – rispettivamente di tipo euro-continentale e di common law – nell’individuazione dei caratteri dei modelli di incriminazione dell’organizzazione criminale. A questo incremento di efficacia dell’azione di contrasto non corrisponde nel testo in esame un adeguato aggiornamento rispetto alle garanzie complessive. Un tale versante rimane oggi essenzialmente affidato alla penetrazione anche nelle materie penalistiche delle forme di tutela assicurate dalla CEDU, che però anche per la caratteristiche del relativo tipo di sindacato necessitano di un sostegno più comprensivo, quale può essere offerto da una adeguata valorizzazione teorica della Carte UE dei diritti fondamentali.

Militello, V. (2011). Criminalità organizzata transanazionale ed intervento europeo fra contrasto e garanzie. RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO PENALE DELL'ECONOMIA, /(4), 821-837.

Criminalità organizzata transanazionale ed intervento europeo fra contrasto e garanzie

MILITELLO, Vincenzo
2011-01-01

Abstract

L’attenzione dell’Unione Europea al contrasto della criminalità organizzata è rinnovata dalla risoluzione votata dal Parlamento Europeo il 25 ottobre 2011. Proseguendo una ormai ultradecennale serie di interventi in materia, il documento – ancorché solo di valore politicamente rilevante - si caratterizza per una prospettiva di analisi del fenomeno aggiornata e comprensiva dei vari possibili profili di intervento. L’occasione si presta per fare il punto sulle competenze dell’UE in materia penale dopo il Trattato di Lisbona e sul ruolo che in essa svolge proprio il tema del contrasto alla criminalità organizzata, cruciale sin dagli albori del diritto penale europeo. Una rilevanza che non viene sminuita dalla tradizionale difficoltà definitoria dei caratteri del fenomeno, rispetto alla quale invece il documento si sforza di superare le incertezze derivanti dalle diverse tradizioni giuridiche – rispettivamente di tipo euro-continentale e di common law – nell’individuazione dei caratteri dei modelli di incriminazione dell’organizzazione criminale. A questo incremento di efficacia dell’azione di contrasto non corrisponde nel testo in esame un adeguato aggiornamento rispetto alle garanzie complessive. Un tale versante rimane oggi essenzialmente affidato alla penetrazione anche nelle materie penalistiche delle forme di tutela assicurate dalla CEDU, che però anche per la caratteristiche del relativo tipo di sindacato necessitano di un sostegno più comprensivo, quale può essere offerto da una adeguata valorizzazione teorica della Carte UE dei diritti fondamentali.
Settore IUS/17 - Diritto Penale
Militello, V. (2011). Criminalità organizzata transanazionale ed intervento europeo fra contrasto e garanzie. RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO PENALE DELL'ECONOMIA, /(4), 821-837.
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