Nella vastissima produzione editoriale sul fenomeno mafioso i gruppi criminali sono stati spesso rappresentati come organizzazioni verticistiche, fortemente centralizzate e gerarchizzate. Si è fatto spesso ricorso alla metafora della piramide, della burocrazia o dell'azienda, evidenziando, in tal modo, la presenza di una netta articolazione interna e di una precisa suddivisione dei ruoli e delle funzioni tra i singoli associati. Pur riconoscendo l'efficacia e la persistente attualità di una simile rappresentazione, questo volume guarda alle organizzazioni criminali da un punto di vista differente, adoperando una prospettiva di analisi di tipo relazionale. Le singole cosche possono essere, infatti, concepite come reti di relazioni che si sviluppano a partire da un processo continuo e costante di interazione tra i propri membri, dando luogo ad assetti organizzativi complessi, fluidi e in continua trasformazione. Attraverso l'impiego - inedito in questo ambito - delle tecniche della social network analysis, e l'utilizzo delle intercettazioni delle conversazioni dei singoli mafiosi come fonti empiriche, la ricerca ricostruisce e mette a confronto la specifica struttura reticolare di due differenti gruppi criminali: l'uno, espressione della consorteria siciliana Cosa Nostra; l'altro, riconducibile all'interno del più variegato contesto campano della Camorra. L'analisi, inserita in un progetto di ricerca di interesse nazionale, è stata condotta con rigore metodologico, avvalendosi di contributi teorici mutuati dalla teoria organizzativa. Essa offre non soltanto interessanti spunti di riflessione per lo studio sociologico del fenomeno mafioso, ma suggerisce anche l'utilizzo di strumenti innovativi di indagine per il contrasto alla criminalità organizzata.

Scaglione, A. (2011). Reti mafiose. Cosa nostra e camorra: organizzazioni criminali a confronto. Milano : Franco Angeli.

Reti mafiose. Cosa nostra e camorra: organizzazioni criminali a confronto

SCAGLIONE, Attilio
2011-01-01

Abstract

Nella vastissima produzione editoriale sul fenomeno mafioso i gruppi criminali sono stati spesso rappresentati come organizzazioni verticistiche, fortemente centralizzate e gerarchizzate. Si è fatto spesso ricorso alla metafora della piramide, della burocrazia o dell'azienda, evidenziando, in tal modo, la presenza di una netta articolazione interna e di una precisa suddivisione dei ruoli e delle funzioni tra i singoli associati. Pur riconoscendo l'efficacia e la persistente attualità di una simile rappresentazione, questo volume guarda alle organizzazioni criminali da un punto di vista differente, adoperando una prospettiva di analisi di tipo relazionale. Le singole cosche possono essere, infatti, concepite come reti di relazioni che si sviluppano a partire da un processo continuo e costante di interazione tra i propri membri, dando luogo ad assetti organizzativi complessi, fluidi e in continua trasformazione. Attraverso l'impiego - inedito in questo ambito - delle tecniche della social network analysis, e l'utilizzo delle intercettazioni delle conversazioni dei singoli mafiosi come fonti empiriche, la ricerca ricostruisce e mette a confronto la specifica struttura reticolare di due differenti gruppi criminali: l'uno, espressione della consorteria siciliana Cosa Nostra; l'altro, riconducibile all'interno del più variegato contesto campano della Camorra. L'analisi, inserita in un progetto di ricerca di interesse nazionale, è stata condotta con rigore metodologico, avvalendosi di contributi teorici mutuati dalla teoria organizzativa. Essa offre non soltanto interessanti spunti di riflessione per lo studio sociologico del fenomeno mafioso, ma suggerisce anche l'utilizzo di strumenti innovativi di indagine per il contrasto alla criminalità organizzata.
Settore SPS/07 - Sociologia Generale
9788856837568
Scaglione, A. (2011). Reti mafiose. Cosa nostra e camorra: organizzazioni criminali a confronto. Milano : Franco Angeli.
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