L’identificazione dei soggetti con i personaggi dei videogiochi costituisce un passaggio fondamentale per i giovani che così possono assumere personalità e svolgere attività coerenti con il proprio essere o, al contrario, totalmente opposte. La letteratura sul tema evidenzia come nei videogiochi vengano ribaditi i più comuni stereotipi di genere: uomini forti, coraggiosi e aggressivi e, al contrario, donne deboli e bisognose di essere salvate o spietate seduttrici. La ricerca si pone come obiettivo di individuare se tali stereotipi vengono effettivamente introiettati dai giovani e meno giovani giocatori e giocatrici ed analizzando le diverse tipologie di giochi, se è possibile individuare delle attività videoludiche gradite ad entrambi i sessi da cui partire per costruire materiali per l’apprendimento. Si è anche deciso di rilevare i dati, con uno strumento appositamente costruito, attraverso la comunicazione in un ambiente di social networking. I risultati confermano come gli stereotipi di genere vengano mantenuti e che i videogiocatori scelgono di identificarsi con personaggi del proprio sesso ma comunque giovani atletici e dominanti. Emerge anche che gli uomini preferiscono sparatutto, i giochi di ruolo e sportivi, mentre le donne preferiscono i giochi di simulazione e i rompicapo. In conclusione è possibile definire, ai fini dell’apprendimento, dei software che riprendono le caratteristiche di competitività e azione dei giochi preferiti dagli uomini e le miscelino con le capacità di riflessione e di problem-solving necessarie per i videogiochi preferiti dalle donne.

Lovecchio, S., Marino, E. (2011). videogiochi: strumenti di edutainment per uomini e donne?. In T. Minerva, l. Colazzo (a cura di), Connessi! scenari di innovazione nella formazione e nella comunicazione (pp. 567-574). milano : ledizioni ledipublishing.

videogiochi: strumenti di edutainment per uomini e donne?

MARINO, Eleonora Bianca
2011

Abstract

L’identificazione dei soggetti con i personaggi dei videogiochi costituisce un passaggio fondamentale per i giovani che così possono assumere personalità e svolgere attività coerenti con il proprio essere o, al contrario, totalmente opposte. La letteratura sul tema evidenzia come nei videogiochi vengano ribaditi i più comuni stereotipi di genere: uomini forti, coraggiosi e aggressivi e, al contrario, donne deboli e bisognose di essere salvate o spietate seduttrici. La ricerca si pone come obiettivo di individuare se tali stereotipi vengono effettivamente introiettati dai giovani e meno giovani giocatori e giocatrici ed analizzando le diverse tipologie di giochi, se è possibile individuare delle attività videoludiche gradite ad entrambi i sessi da cui partire per costruire materiali per l’apprendimento. Si è anche deciso di rilevare i dati, con uno strumento appositamente costruito, attraverso la comunicazione in un ambiente di social networking. I risultati confermano come gli stereotipi di genere vengano mantenuti e che i videogiocatori scelgono di identificarsi con personaggi del proprio sesso ma comunque giovani atletici e dominanti. Emerge anche che gli uomini preferiscono sparatutto, i giochi di ruolo e sportivi, mentre le donne preferiscono i giochi di simulazione e i rompicapo. In conclusione è possibile definire, ai fini dell’apprendimento, dei software che riprendono le caratteristiche di competitività e azione dei giochi preferiti dagli uomini e le miscelino con le capacità di riflessione e di problem-solving necessarie per i videogiochi preferiti dalle donne.
Settore M-PED/03 - Didattica E Pedagogia Speciale
Lovecchio, S., Marino, E. (2011). videogiochi: strumenti di edutainment per uomini e donne?. In T. Minerva, l. Colazzo (a cura di), Connessi! scenari di innovazione nella formazione e nella comunicazione (pp. 567-574). milano : ledizioni ledipublishing.
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