Tra le sfide che deve affrontare oggi il settore delle costruzioni vi è il perseguimento della qualità attraverso l’utilizzo di sistemi di gestione capaci di ottimizzare ogni fase del processo produttivo. Il percorso intrapreso grazie alle recenti normative in tema di sicurezza, certificazione energetica, certificazione dei prodotti e dei processi, la legge quadro in materia di lavori pubblici va nella giusta direzione ma molto rimane ancora da fare. In particolare il processo edilizio, a causa dell’aumentata complessità e della sua suddivisione, insieme al coinvolgimento di diversi attori con ruoli e responsabilità più o meno definite, ha perso l’unitarietà del controllo, determinando problemi di affidabilità. Anche il settore industriale a partire dalla prima rivoluzione industriale si trovò ad affrontare un simile problema quando, a causa della reingegnerizzazione dei processi di produzione tradizionali, trascurò la pianificazione della qualità. Le soluzioni trovate per innalzare il livello di qualità passarono attraverso la sperimentazione di nuovi modelli di management che portarono, alla fine della seconda guerra mondiale, al concepimento della metodologia della Qualità Totale. A distanza di molti anni il settore delle costruzioni ha solo in parte applicato il know-how del settore industriale e si interroga ancora su come gestire al meglio ogni fase del processo. Una possibile soluzione, sperimentata con successo nelle organizzazioni che operano per progetti, è il project management i cui principi sono già presenti all’interno del Decreto Legislativo 163/2006 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture). Seguendo la strada del processo di riforma orientato al modello manageriale dei privati (New Public Management), la legge ricalca i principi tipici di un modello organizzativo per progetto. Come dimostra l’esperienza del settore industriale, l’innovazione del processo, sempre più spesso associata all’innovazione tecnologica, deve riconsiderare l’importanza di una nuova cultura manageriale flessibile e dinamica che metta in primo piano l’organizzazione e la valorizzazione delle risorse umane. Riproponendo in chiave moderna principi della teoria dell’apprendimento organizzativo, nata negli USA negli anni Settanta, potremmo concludere dicendo che la valorizzazione delle istanze provenienti da tutti gli attori coinvolti nel processo crea occasioni di apprendimento, accrescendo un know- how capace di migliorare ogni fase del processo.

Marsolo, A. (2012). Il ruolo del management per la qualità del costruire. In R. Bolici, M. Gambaro, A. Tartaglia (a cura di), La ricerca tra innovazione, creatività e progetto (pp. 243-252). Firenze : Firenze University Press.

Il ruolo del management per la qualità del costruire

MARSOLO, Antonio
2012

Abstract

Tra le sfide che deve affrontare oggi il settore delle costruzioni vi è il perseguimento della qualità attraverso l’utilizzo di sistemi di gestione capaci di ottimizzare ogni fase del processo produttivo. Il percorso intrapreso grazie alle recenti normative in tema di sicurezza, certificazione energetica, certificazione dei prodotti e dei processi, la legge quadro in materia di lavori pubblici va nella giusta direzione ma molto rimane ancora da fare. In particolare il processo edilizio, a causa dell’aumentata complessità e della sua suddivisione, insieme al coinvolgimento di diversi attori con ruoli e responsabilità più o meno definite, ha perso l’unitarietà del controllo, determinando problemi di affidabilità. Anche il settore industriale a partire dalla prima rivoluzione industriale si trovò ad affrontare un simile problema quando, a causa della reingegnerizzazione dei processi di produzione tradizionali, trascurò la pianificazione della qualità. Le soluzioni trovate per innalzare il livello di qualità passarono attraverso la sperimentazione di nuovi modelli di management che portarono, alla fine della seconda guerra mondiale, al concepimento della metodologia della Qualità Totale. A distanza di molti anni il settore delle costruzioni ha solo in parte applicato il know-how del settore industriale e si interroga ancora su come gestire al meglio ogni fase del processo. Una possibile soluzione, sperimentata con successo nelle organizzazioni che operano per progetti, è il project management i cui principi sono già presenti all’interno del Decreto Legislativo 163/2006 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture). Seguendo la strada del processo di riforma orientato al modello manageriale dei privati (New Public Management), la legge ricalca i principi tipici di un modello organizzativo per progetto. Come dimostra l’esperienza del settore industriale, l’innovazione del processo, sempre più spesso associata all’innovazione tecnologica, deve riconsiderare l’importanza di una nuova cultura manageriale flessibile e dinamica che metta in primo piano l’organizzazione e la valorizzazione delle risorse umane. Riproponendo in chiave moderna principi della teoria dell’apprendimento organizzativo, nata negli USA negli anni Settanta, potremmo concludere dicendo che la valorizzazione delle istanze provenienti da tutti gli attori coinvolti nel processo crea occasioni di apprendimento, accrescendo un know- how capace di migliorare ogni fase del processo.
Settore ICAR/12 - Tecnologia Dell'Architettura
Marsolo, A. (2012). Il ruolo del management per la qualità del costruire. In R. Bolici, M. Gambaro, A. Tartaglia (a cura di), La ricerca tra innovazione, creatività e progetto (pp. 243-252). Firenze : Firenze University Press.
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