E' ormai assodato che ogni essere vivente, uomo compreso, ha caratteristiche che meglio lo fanno adattare all'ambiente in cui vive ed è anche altrettanto noto che all'interno di una stessa popolazione di viventi la presenza di variabilità è garanzia di adattamento all'ambiente mutevole. La variabilità genetica ha origine nel DNA, unica macromolecola in grado di gestire identità e diversità dell'informazione al susseguirsi delle generazioni; questo, nel grande tempo evoluzionistico, attraverso meccanismi di mutazione genetica e selezione ambientale, ha fatto si che ogni singolo vivente erediti una capacità differenziale di adattarsi finemente all'ambiente in cui vive. Per una cellula umana, la luce, in quanto energia, può promuovere importanti metabolismi, ma è anche fonte di mutazione per il DNA e perciò può essere ascritta fra i promotori di variabilità genetica. Oltre certi limiti, però, è anche fonte di danno cromosomico, e quindi di disfunzioni metaboliche, di gravi patologie, cancro compreso. E' per questo che nell'arco evolutivo la cellula delle specie animali più "recenti", ha sfruttato la luce come catalizzatore metabolico per reazioni biochimiche indispensabili alla vita ma, in tutti quegli ambienti dove la principale fonte di luce (il sole) era maggiormente presente, attraverso processi evolutivi di variabilità genetica, ha imparato a difendersi dai suoi effetti esagerati e dannosi. Nella specie umana, ad esempio, alcune popolazioni viventi in zone climatiche con una componente UV solare alta, hanno svi-luppato un fenotipo "pelle scura" rispetto ad altre popolazioni che invece vivono in zone non molto colpite dalla radiazione solare che invece mostrano un fenotipo "pelle chiara" per riuscire a catturare il più possibile fotoni utili a soddisfare i metabolismi vitali luce-dipendenti. Luci ed ombre sul DNA: non è solo un modo di dire!

Caradonna, F. (2012). Luci ed ombre sul DNA: non è solo un modo di dire!. In Floriano M, Chillura Martino D (a cura di), SPAIS 2011: Luce e materia (pp. 1-4). Palermo : G.R.I.M. (Department of mathemathics, University of Palermo).

Luci ed ombre sul DNA: non è solo un modo di dire!

CARADONNA, Fabio
2012-01-01

Abstract

E' ormai assodato che ogni essere vivente, uomo compreso, ha caratteristiche che meglio lo fanno adattare all'ambiente in cui vive ed è anche altrettanto noto che all'interno di una stessa popolazione di viventi la presenza di variabilità è garanzia di adattamento all'ambiente mutevole. La variabilità genetica ha origine nel DNA, unica macromolecola in grado di gestire identità e diversità dell'informazione al susseguirsi delle generazioni; questo, nel grande tempo evoluzionistico, attraverso meccanismi di mutazione genetica e selezione ambientale, ha fatto si che ogni singolo vivente erediti una capacità differenziale di adattarsi finemente all'ambiente in cui vive. Per una cellula umana, la luce, in quanto energia, può promuovere importanti metabolismi, ma è anche fonte di mutazione per il DNA e perciò può essere ascritta fra i promotori di variabilità genetica. Oltre certi limiti, però, è anche fonte di danno cromosomico, e quindi di disfunzioni metaboliche, di gravi patologie, cancro compreso. E' per questo che nell'arco evolutivo la cellula delle specie animali più "recenti", ha sfruttato la luce come catalizzatore metabolico per reazioni biochimiche indispensabili alla vita ma, in tutti quegli ambienti dove la principale fonte di luce (il sole) era maggiormente presente, attraverso processi evolutivi di variabilità genetica, ha imparato a difendersi dai suoi effetti esagerati e dannosi. Nella specie umana, ad esempio, alcune popolazioni viventi in zone climatiche con una componente UV solare alta, hanno svi-luppato un fenotipo "pelle scura" rispetto ad altre popolazioni che invece vivono in zone non molto colpite dalla radiazione solare che invece mostrano un fenotipo "pelle chiara" per riuscire a catturare il più possibile fotoni utili a soddisfare i metabolismi vitali luce-dipendenti. Luci ed ombre sul DNA: non è solo un modo di dire!
Settore BIO/18 - Genetica
Caradonna, F. (2012). Luci ed ombre sul DNA: non è solo un modo di dire!. In Floriano M, Chillura Martino D (a cura di), SPAIS 2011: Luce e materia (pp. 1-4). Palermo : G.R.I.M. (Department of mathemathics, University of Palermo).
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