Le democrazie industriali nell’ultimo secolo, hanno improntato lo sviluppo delle proprie società ponendo al centro (e come obbligo) la crescita esponenziale dell’economia. Da più di mezzo secolo la misura di questa crescita è indicata dal Prodotto Interno Lordo (PIL) che “deve” aumentare anno dopo anno per mantenere saldo il rapporto (e il consenso) tra economia, società e cittadini. A partire dalla seconda metà del novecento, questo sistema economico ha distribuito un relativo maggiore benessere solamente ad un quinto degli abitanti del Pianeta, al costo però, di una drastica riduzione delle risorse disponibili e causando il global warming per tutti gli abitanti della Terra. Questo modello si basa sul continuo rilancio economico dei sistemi produttivi essenzialmente come problema di crescita di competitività, con interventi sulla struttura del lavoro ed assegnando un ruolo “produttivo” alla ricerca scientifica e tecnologica. Tuttavia anche i sistemi più competitivi cominciano a conoscere difficoltà e contraddizioni profonde. La sostenibile è un sistema di obiettivi che può essere sintetizzato in due grandi questioni: l’integrità ambientale, in cui la sostenibilità è intesa come la realizzazione del principio etico ed utilitaristico della salvaguardia della complessità degli ecosistemi e dei beni comuni; l’efficienza economica, in cui la sostenibilità parte dal presupposto che la sola crescita è una prospettiva impraticabile e consiste essenzialmente nel promuovere attività economiche che utilizzino risorse rinnovabili facilmente reperibili a livello locale, nel gestire la richiesta di risorse naturali in modo tale da ridurre e riorientare la domanda, nell’intervenire al fine di conservare le risorse della Terra, potenziando il capitale naturale coltivato e infine, nell’ampliare le attività di produzione, distribuzione e scambio economico improntate ai criteri di equità sociale.

Angelini A (2010). Sostenibilità: una riforma economica che premia l'efficienza. POL.IS(4), 81-89.

Sostenibilità: una riforma economica che premia l'efficienza

ANGELINI, Aurelio
2010-01-01

Abstract

Le democrazie industriali nell’ultimo secolo, hanno improntato lo sviluppo delle proprie società ponendo al centro (e come obbligo) la crescita esponenziale dell’economia. Da più di mezzo secolo la misura di questa crescita è indicata dal Prodotto Interno Lordo (PIL) che “deve” aumentare anno dopo anno per mantenere saldo il rapporto (e il consenso) tra economia, società e cittadini. A partire dalla seconda metà del novecento, questo sistema economico ha distribuito un relativo maggiore benessere solamente ad un quinto degli abitanti del Pianeta, al costo però, di una drastica riduzione delle risorse disponibili e causando il global warming per tutti gli abitanti della Terra. Questo modello si basa sul continuo rilancio economico dei sistemi produttivi essenzialmente come problema di crescita di competitività, con interventi sulla struttura del lavoro ed assegnando un ruolo “produttivo” alla ricerca scientifica e tecnologica. Tuttavia anche i sistemi più competitivi cominciano a conoscere difficoltà e contraddizioni profonde. La sostenibile è un sistema di obiettivi che può essere sintetizzato in due grandi questioni: l’integrità ambientale, in cui la sostenibilità è intesa come la realizzazione del principio etico ed utilitaristico della salvaguardia della complessità degli ecosistemi e dei beni comuni; l’efficienza economica, in cui la sostenibilità parte dal presupposto che la sola crescita è una prospettiva impraticabile e consiste essenzialmente nel promuovere attività economiche che utilizzino risorse rinnovabili facilmente reperibili a livello locale, nel gestire la richiesta di risorse naturali in modo tale da ridurre e riorientare la domanda, nell’intervenire al fine di conservare le risorse della Terra, potenziando il capitale naturale coltivato e infine, nell’ampliare le attività di produzione, distribuzione e scambio economico improntate ai criteri di equità sociale.
Settore SPS/10 - Sociologia Dell'Ambiente E Del Territorio
Angelini A (2010). Sostenibilità: una riforma economica che premia l'efficienza. POL.IS(4), 81-89.
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