Il saggio prende in considerazione il sex working maschile omosessuale evidenziandone il carattere di fenomeno complesso, sottostimato e trascurato non solo dalla ricerca scientifica, ma anche dall’intervento e dalle politiche sociali. I mondi sociali che esso implica e gli stessi sex workers spesso sono stati stereotipati e confusi con una serie di altri fenomeni (tra cui l’abuso infantile; la pedofilia; la tratta e lo sfruttamento; la dipendenza e il consumo di droghe, ecc.) che, seppure possono esservi talvolta contigui, hanno allontanato il focus della ricerca dalle dimensioni e dalle caratteristiche che lo contraddistinguono. Un altro aspetto, non secondario, che ha fortemente ostacolato un’analisi scevra da pregiudizi è il suo accostamento con lo “spettro” sociale dell’omosessualità, equazione che ha comportato pesanti condizionamenti da parte dei ricercatori e dell’opinione pubblica, nonché dei legislatori e degli altri “imprenditori morali” con l’effetto duplice di occultare il fenomeno e, nel momento in cui dovesse emergere, di convogliarvi una zelante reazione sociale e conseguenti forme stigmatizzazione. Le riflessioni ricostruiscono il fenomeno da un punto di vista storico e sociale, e tenendo conto di una ricerca etnografica in fieri, si discute della struttura sociale e delle tipologie, delle carriere e delle interazioni del sex working.

RINALDI, C. (2012). Il sex work maschile (omosessuale): rappresentazioni, mondi sociali e analisi. In C. CIPOLLA, E. RUSPINI (a cura di), Prostituzioni visibili e invisibili (pp. 189-222). MILANO : FRANCO ANGELI.

Il sex work maschile (omosessuale): rappresentazioni, mondi sociali e analisi

RINALDI, Cirus
2012-01-01

Abstract

Il saggio prende in considerazione il sex working maschile omosessuale evidenziandone il carattere di fenomeno complesso, sottostimato e trascurato non solo dalla ricerca scientifica, ma anche dall’intervento e dalle politiche sociali. I mondi sociali che esso implica e gli stessi sex workers spesso sono stati stereotipati e confusi con una serie di altri fenomeni (tra cui l’abuso infantile; la pedofilia; la tratta e lo sfruttamento; la dipendenza e il consumo di droghe, ecc.) che, seppure possono esservi talvolta contigui, hanno allontanato il focus della ricerca dalle dimensioni e dalle caratteristiche che lo contraddistinguono. Un altro aspetto, non secondario, che ha fortemente ostacolato un’analisi scevra da pregiudizi è il suo accostamento con lo “spettro” sociale dell’omosessualità, equazione che ha comportato pesanti condizionamenti da parte dei ricercatori e dell’opinione pubblica, nonché dei legislatori e degli altri “imprenditori morali” con l’effetto duplice di occultare il fenomeno e, nel momento in cui dovesse emergere, di convogliarvi una zelante reazione sociale e conseguenti forme stigmatizzazione. Le riflessioni ricostruiscono il fenomeno da un punto di vista storico e sociale, e tenendo conto di una ricerca etnografica in fieri, si discute della struttura sociale e delle tipologie, delle carriere e delle interazioni del sex working.
Settore SPS/12 - Sociologia Giuridica, Della Devianza E Mutamento Sociale
RINALDI, C. (2012). Il sex work maschile (omosessuale): rappresentazioni, mondi sociali e analisi. In C. CIPOLLA, E. RUSPINI (a cura di), Prostituzioni visibili e invisibili (pp. 189-222). MILANO : FRANCO ANGELI.
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