There are many ways to approach the theme of landscape. Franco Zagari has identified 48 +1 (his own), by asking for the opinions of architects, artists, etc. As Andres Kipar says, we are the landscape. We belong to the landscape: we are its actors and so we modify it every day. We are also its spectators, and thus we perceive each landscape in a different way (see Eugenio Turri). For many people, (architects included), the actual understanding of the landscape is abstract, it is not clear how we should act, nor the tools we should use to improve, recover or create a landscape. Our belief, shaped by the analysis of the case studies presented here, is that we need a radical cultural change in society and an evolution in the education of architects and, therefore, in the schools of architecture. You cannot say that this change has not been made, but the few cases that are testimony to this change have not been correctly highlighted or communicated. The perception of change, a key factor in the media era, is missing, with the result that magazines almost always present only the formal aspects of a design and not the substantial aspects. Before talking about these case studies I would like to recount my experiences on a short trip I made in Switzerland to visit two works of architecture which, although very different, are certainly significant in the cultural change which is taking place in society and in the discipline of architecture and the project.

L'editoriale indaga i tanti modi per declinare il tema del paesaggio. Franco Zagari1 ne ha inviduato 48 +1, il suo, chiedendo di raccontare il proprio punto di vista ad architetti, artisti, etc. Come dice Andres Kipar (nell’intervista che pubblichiamo in questo numero), il paesaggio siamo noi. Apparteniamo al paesaggio: ne siamo attori e contribuiamo ogni giorno a modificarlo e ne siamo anche spettatori e lo percepiamo ognuno in modo diverso (cfr. Eugenio Turri, Il paesaggio come teatro). Per molti (architetti inclusi), il concetto di “paesaggio” é astratto; non é chiaro chi debba agire e con quali strumenti si possa incidere diffusamente e concreta- mente per migliorare, recuperare ed eventualmente creare il paesaggio.Attraverso casi di studio e interviste l'autore vuole dimostrare la modernità del progetto di paesaggio come strumento critico e strategia progettuale per la città contemporanee. E' il principio ecologico che supporta le nuove trasformazioni, cioè le relazioni tra uomo, natura e cultura.

Guerrera, G. (2011). Editoriale. Modernità del paesaggio. In G. Guerrera (a cura di), Uruk03 (pp. 3-5). Palermo : Darch.

Editoriale. Modernità del paesaggio

GUERRERA, Giuseppe
2011-01-01

Abstract

L'editoriale indaga i tanti modi per declinare il tema del paesaggio. Franco Zagari1 ne ha inviduato 48 +1, il suo, chiedendo di raccontare il proprio punto di vista ad architetti, artisti, etc. Come dice Andres Kipar (nell’intervista che pubblichiamo in questo numero), il paesaggio siamo noi. Apparteniamo al paesaggio: ne siamo attori e contribuiamo ogni giorno a modificarlo e ne siamo anche spettatori e lo percepiamo ognuno in modo diverso (cfr. Eugenio Turri, Il paesaggio come teatro). Per molti (architetti inclusi), il concetto di “paesaggio” é astratto; non é chiaro chi debba agire e con quali strumenti si possa incidere diffusamente e concreta- mente per migliorare, recuperare ed eventualmente creare il paesaggio.Attraverso casi di studio e interviste l'autore vuole dimostrare la modernità del progetto di paesaggio come strumento critico e strategia progettuale per la città contemporanee. E' il principio ecologico che supporta le nuove trasformazioni, cioè le relazioni tra uomo, natura e cultura.
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
Guerrera, G. (2011). Editoriale. Modernità del paesaggio. In G. Guerrera (a cura di), Uruk03 (pp. 3-5). Palermo : Darch.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
URUK 03 Editoriale .pdf

accesso aperto

Dimensione 425.22 kB
Formato Adobe PDF
425.22 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/61167
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact