A reflection upon all designs related to the “restoration of modern architecture” developed within the PhD in Architectural Design held in Palermo permits to verify processes and outcomes of a method applied in very different architectural works. The research method followed in this PhD has always underlined its freedom from a priori theories, confirming a “case by case” research without following the typical tendency of “restoration of modern architecture” which tends to choose a one-way direction towards a mere rehabilitation. Starting from a brief survey of various case studies, it is possible to draw up a double list: one for famous works, widely studied by historiography, and another for seemingly minor works, almost entirely unknown, which, for their real quality and their relationship with the place they belong to, make clear the gravity of their exclusion from modern and contemporary history handbooks. Through the identification of four topics, we’ll try to reflect on the entire work done by this PhD, avoiding the fragmentation that would arise by the interpretation of every individual work. Within these topics it is possible to make considerations on a large part of this doctoral work, suggesting perhaps little obvious connections and highlighting a specific quality of architecture produced in the so-called “heroic years” of modern architecture between the two World Wars: the utopian and moral strength on which large part of modern architecture is founded. The thirty selected theses can thus be divided into four groups based on the prevailing topic: soil design; connections and urban routes; adjustments and changes of use; additions/completions. What may seem a simplistic exercise is, in fact, a necessary synthesis to bring light to all the reasoning, pointing to common research topics in works sometimes both geographically and chronologically distant. The identification of these elements derives from the same logos that led the restoration works on the basis of the principles inherent in the works.

Una riflessione sull’insieme dei progetti relativi al “restauro del moderno”, elaborati all’interno del dottorato di ricerca in Progettazione Architettonica con sede a Palermo, consente di verificare processi ed esiti di un metodo che ha trovato applicazione in architetture assai differenti. In questo saggio si proverà a sviluppare un ragionamento sotto forma di trama, che inquadrerà le esplorazioni progettuali svolte dai dottorandi attorno al tema del "restauro del Moderno" a prescindere dalle catalogazioni consuete. La metodologia di ricerca seguita in questo dottorato ha sempre sottolineato la sua libertà da teorie a priori, confermando la ricerca “caso per caso” senza far prevalere quella tipica malattia del “restauro del Moderno” in particolare, che induce ad imboccare una strada a senso unico verso il ripristino. A partire da una rapida rassegna o disamina dei vari casi di studio, è qui possibile costruire un doppio elenco in cui si distinguono opere note, ampiamente scandagliate dalla storiografia e una lista parallela di opere apparentemente minori, quasi del tutto sconosciute che, per la loro qualità intrinseca e per il rapporto che instaurano con i luoghi di appartenenza, rendono evidente la gravità della loro esclusione dai manuali di storia moderna e contemporanea, Attraverso l’individuazione delle quattro tematiche che qui si propongono si proverà a riflettere sull’intero operato di questo dottorato, evitando la frantumazione a cui si sarebbe costretti se si lavorasse ad un elenco composto soltanto dalle singole opere. All’interno delle tematiche evidenziate, lo sguardo trasversale può così articolare considerazioni che inquadrano una parte consistente del lavoro di questo dottorato, proponendo nessi forse poco palesi e agevolando l'emergere di una qualità tipica dell’architettura prodotta nei cosiddetti “anni eroici” dell’architettura moderna tra le due guerre mondiali: quella carica morale, utopica, in cui trova fondamento buona parte dell’architettura moderna. Le circa trenta tesi selezionate possono così essere suddivise in quattro grandi gruppi sulla base del tema prevalente: progetto di suolo; connessioni e percorsi urbani; adeguamenti e trasformazioni d’uso; addizioni/completamenti. Quello che potrebbe apparire come un esercizio semplificatorio è, nella realtà, una necessaria sintesi che porta luce all’insieme dei ragionamenti, indicando temi di ricerca progettuali comuni in opere lontane, a volte, sia geograficamente che cronologicamente. L’individuazione di questi elementi caratterizzanti è figlia dello stesso logos che ha guidato i progetti di restauro sulla base dei principi insiti nelle opere.

Palazzotto, E., Sciascia, A. (2011). Principi ed azioni di progetto nei casi di restauro del moderno. In e. Palazzotto (a cura di), Il restauro del Moderno in Italia e in Europa (pp. 91-110). Milano : Franco Angeli.

Principi ed azioni di progetto nei casi di restauro del moderno

PALAZZOTTO, Emanuele;SCIASCIA, Andrea
2011-01-01

Abstract

Una riflessione sull’insieme dei progetti relativi al “restauro del moderno”, elaborati all’interno del dottorato di ricerca in Progettazione Architettonica con sede a Palermo, consente di verificare processi ed esiti di un metodo che ha trovato applicazione in architetture assai differenti. In questo saggio si proverà a sviluppare un ragionamento sotto forma di trama, che inquadrerà le esplorazioni progettuali svolte dai dottorandi attorno al tema del "restauro del Moderno" a prescindere dalle catalogazioni consuete. La metodologia di ricerca seguita in questo dottorato ha sempre sottolineato la sua libertà da teorie a priori, confermando la ricerca “caso per caso” senza far prevalere quella tipica malattia del “restauro del Moderno” in particolare, che induce ad imboccare una strada a senso unico verso il ripristino. A partire da una rapida rassegna o disamina dei vari casi di studio, è qui possibile costruire un doppio elenco in cui si distinguono opere note, ampiamente scandagliate dalla storiografia e una lista parallela di opere apparentemente minori, quasi del tutto sconosciute che, per la loro qualità intrinseca e per il rapporto che instaurano con i luoghi di appartenenza, rendono evidente la gravità della loro esclusione dai manuali di storia moderna e contemporanea, Attraverso l’individuazione delle quattro tematiche che qui si propongono si proverà a riflettere sull’intero operato di questo dottorato, evitando la frantumazione a cui si sarebbe costretti se si lavorasse ad un elenco composto soltanto dalle singole opere. All’interno delle tematiche evidenziate, lo sguardo trasversale può così articolare considerazioni che inquadrano una parte consistente del lavoro di questo dottorato, proponendo nessi forse poco palesi e agevolando l'emergere di una qualità tipica dell’architettura prodotta nei cosiddetti “anni eroici” dell’architettura moderna tra le due guerre mondiali: quella carica morale, utopica, in cui trova fondamento buona parte dell’architettura moderna. Le circa trenta tesi selezionate possono così essere suddivise in quattro grandi gruppi sulla base del tema prevalente: progetto di suolo; connessioni e percorsi urbani; adeguamenti e trasformazioni d’uso; addizioni/completamenti. Quello che potrebbe apparire come un esercizio semplificatorio è, nella realtà, una necessaria sintesi che porta luce all’insieme dei ragionamenti, indicando temi di ricerca progettuali comuni in opere lontane, a volte, sia geograficamente che cronologicamente. L’individuazione di questi elementi caratterizzanti è figlia dello stesso logos che ha guidato i progetti di restauro sulla base dei principi insiti nelle opere.
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
Palazzotto, E., Sciascia, A. (2011). Principi ed azioni di progetto nei casi di restauro del moderno. In e. Palazzotto (a cura di), Il restauro del Moderno in Italia e in Europa (pp. 91-110). Milano : Franco Angeli.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/61090
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