Proposition 65 is a Californian “right to know” statute, requiring companies that expose consumers to chemicals known to cause cancer, birth defects, or other reproductive harm to provide a «reasonable and clear» warning associated with the products they supply. Section 230 of the Communications Decency Act provides immunity to online intermediaries from liability based on third-party content. As marketplace facilitators, e-commerce platforms put consumers at risk by bringing in their hands thousands of banned, unsafe or mislabeled products formally sold by third-party sellers. In that scenario, in Lee v. Amazon the California Court of Appeal has been asked to determine who is responsible for providing the Proposition 65 disclosures. From the perspective of consumer safety, this question is pivotal: many vendors are overseas, so e-commerce platforms seem the only entities that could be forced to comply with Proposition 65. Taking into consideration the ruling of the Court of Appeal, this article analyzes a significant shift in the U.S. case-law regarding the Internet governance.

La Proposition 5 è una legge californiana che attribuisce ai consumatori il diritto ad essere informati circa l’esposizione a sostanze cancerogene o che possano dar luogo a malformazioni congenite o ad altri danni riproduttivi: ai sensi della legge, tutti gli attori del circuito distributivo sono tenuti a fornire un’avvertenza «chiara e ragionevole» del relativo rischio. La sezione 230 del Communications Decency Act esonera da responsabilità gli intermediari della rete relativamente ai contenuti dei terzi. Le piattaforme del commercio elettronico, nel facilitare l’interazione di venditori ed acquirenti, rischiano di mettere a repentaglio la salute dei consumatori, portando loro prodotti vietati, non sicuri o etichettati in modo errato. Alla luce di tale scenario, in Lee v. Amazon è stato chiesto alla Court of Appeal della California di individuare chi - nell’economia di piattaforma - sia chiamato a fornire le avvertenze ex Proposition 5. Dal punto di vista delle tutele spettanti al consumatore, questa domanda è fondamentale: considerato che molti venditori terzi operano dall’estero, le piattaforme di e-commerce potrebbero essere gli unici attori della catena negoziale tenuti a conformarsi agli obblighi discendenti dalla Proposition 5. Alla luce della recente sentenza della Court of Appeal californiana, questo scritto prende in esame un cambiamento significativo nella giurisprudenza statunitense relativa alla regolazione della rete.

Rosario Petruso (2022). Avvertenze per il consumatore e obblighi delle piattaforme del commercio elettronico: alcune osservazioni sulla sentenza Lee v. Amazon. MEDIA LAWS(3), 54-75.

Avvertenze per il consumatore e obblighi delle piattaforme del commercio elettronico: alcune osservazioni sulla sentenza Lee v. Amazon

Rosario Petruso
2022-01-01

Abstract

Proposition 65 is a Californian “right to know” statute, requiring companies that expose consumers to chemicals known to cause cancer, birth defects, or other reproductive harm to provide a «reasonable and clear» warning associated with the products they supply. Section 230 of the Communications Decency Act provides immunity to online intermediaries from liability based on third-party content. As marketplace facilitators, e-commerce platforms put consumers at risk by bringing in their hands thousands of banned, unsafe or mislabeled products formally sold by third-party sellers. In that scenario, in Lee v. Amazon the California Court of Appeal has been asked to determine who is responsible for providing the Proposition 65 disclosures. From the perspective of consumer safety, this question is pivotal: many vendors are overseas, so e-commerce platforms seem the only entities that could be forced to comply with Proposition 65. Taking into consideration the ruling of the Court of Appeal, this article analyzes a significant shift in the U.S. case-law regarding the Internet governance.
2022
Settore IUS/02 - Diritto Privato Comparato
Rosario Petruso (2022). Avvertenze per il consumatore e obblighi delle piattaforme del commercio elettronico: alcune osservazioni sulla sentenza Lee v. Amazon. MEDIA LAWS(3), 54-75.
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