History teaches that the past sometimes comes to us through an action of "invention", precisely in the meaning of the Latin term invenire (to find) which restores the meaning of "discovery". Almost always, then, the reintroduction of this past into the living circuit of culture corresponds to an imaginative capacity to produce new elaborations, with attention of a scientific or inventive type. This is what happens in Sicily in the last decades of the eighteenth century, to then continue throughout the nineteenth century and last until the first decades of the twentieth century, with the rediscovery of the Arab-Normand culture in the literary, agricultural and architectural fields. We are dealing, then, with operations of "rewriting" according to an ideal image, in which the myth involves and historiography provides the foundations, to which are reconnected some current design operations aimed at enhancing the monuments and urban surroundings with which now they confront each other.

La storia insegna che il passato a volte giunge a noi attraverso un’azione di “invenzione”, proprio nel significato del termine latino invenire (trovare) che restituisce il senso della “scoperta”, cioè del sollevamento del velo dell’oblio su un tempo dimenticato. Quasi sempre poi alla reintroduzione di tale passato nel circuito vivo della cultura corrisponde una capacità immaginativa per produrre nuove elaborazioni, con una attenzione di tipo “scientifico” o “inventivo”. È quel che avviene in Sicilia negli ultimi decenni del Settecento, per poi proseguire per tutto il secolo XIX e durare sino ai primi decenni del Novecento, con la riscoperta in ambito letterario, agrario e architettonico della cultura arabo-normanna. Si tratta, allora, di operazioni di “riscrittura” secondo un’immagine ideale, a cui il mito rende partecipi e la storiografia fornisce i fondamenti, a cui si ricollegano alcune operazioni progettuali attuali intesi a valorizzare i monumenti e gli intorni urbani con cui adesso si confrontano.

Antonino Margagliotta (2022). L’architettura arabo-normanna a Palermo tra realtà e invenzione. In R. Cabecera Soriano (a cura di), Sicilia y Extremadura un patrimonio posible (pp. 249-289). Cáceres : Universidad de Extremadura - Grupo de Investigación de Construcciones Arquitectónicas.

L’architettura arabo-normanna a Palermo tra realtà e invenzione

Antonino Margagliotta
2022-01-01

Abstract

La storia insegna che il passato a volte giunge a noi attraverso un’azione di “invenzione”, proprio nel significato del termine latino invenire (trovare) che restituisce il senso della “scoperta”, cioè del sollevamento del velo dell’oblio su un tempo dimenticato. Quasi sempre poi alla reintroduzione di tale passato nel circuito vivo della cultura corrisponde una capacità immaginativa per produrre nuove elaborazioni, con una attenzione di tipo “scientifico” o “inventivo”. È quel che avviene in Sicilia negli ultimi decenni del Settecento, per poi proseguire per tutto il secolo XIX e durare sino ai primi decenni del Novecento, con la riscoperta in ambito letterario, agrario e architettonico della cultura arabo-normanna. Si tratta, allora, di operazioni di “riscrittura” secondo un’immagine ideale, a cui il mito rende partecipi e la storiografia fornisce i fondamenti, a cui si ricollegano alcune operazioni progettuali attuali intesi a valorizzare i monumenti e gli intorni urbani con cui adesso si confrontano.
La arquitectura árabe-normanda en Palermo entre realidad e invención
2022
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
Antonino Margagliotta (2022). L’architettura arabo-normanna a Palermo tra realtà e invenzione. In R. Cabecera Soriano (a cura di), Sicilia y Extremadura un patrimonio posible (pp. 249-289). Cáceres : Universidad de Extremadura - Grupo de Investigación de Construcciones Arquitectónicas.
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