The impact of our ecological mark linked to the uncontrolled growth rate of digital technology is leading to an aggravation of existing environmental imbalances. With this in mind, this paper intends to investigate the causes of the 'lost innocence' of the digital world also through an analytical reconstruction of phenomena that until recently were perceived as immaterial means, absolutely non-invasive for the environment and with extraordinary potential for progress, democratisation and economic growth. Today, digitalisation is compromised by the weight of rampant pollution from which it cannot escape. In recent years, there has been a proliferation of a growing body of literature on issues related to the environmental impact of TIC: digital media are assessed as pollution factors that play an increasingly relevant role in the global ecological crisis. Digital has been associated with immateriality, lightness, even in some studies as being synonymous with green action. Communication technologies, by revealing their physicality [Balbi, 2016], have an obligation to remedy an environmental pollution that is global, uncontrollable and unstoppable.

L’impatto della nostra impronta ecologica legata al tasso di crescita incontrollato della tecnologia digitale sta portando ad un aggravamento degli squilibri ambientali esistenti. Il digitale e i new media che fino a ieri ci apparivano una terra promessa dell’emancipazione umana, oggi rilevano enormi effetti inquinanti sulla biosfera che devono essere obbligatoriamente evidenziati. Nel contributo si intende sottoporre a indagine le cause della “perduta innocenza” del mondo digitale anche attraverso una ricostruzione analitica sui fenomeni che sino a poco tempo fa venivano percepiti come veicoli immateriali, assolutamente non invasivi per l’ambiente e dalle straordinarie potenzialità di progresso, democratizzazione e crescita economica. La digitalizzazione è oggi investita dal peso di un dilagante inquinamento a cui non riesce a sottrarsi. A questo si aggiunge il peso sociale determinato dalla commercializzazione, dalla sorveglianza e dalla violazione della privacy, spesso evidenziato all’interno del dibattito pubblico, soprattutto, dalle diverse comunità scientifiche di settore ma anche da aziende e istituzioni pubbliche. Si assiste negli ultimi anni al proliferare di una letteratura sempre più nutrita sui temi relativi all’impatto ambientale delle TIC: i media digitali sono valutati come fattori di inquinamento che esercitano un ruolo sempre più rilevante nella crisi ecologica globale. Il digitale è stato associato all’immaterialità, alla leggerezza, addirittura in taluni studi come essa stessa sinonimo di azione “green”. Le tecnologie della comunicazione, rivelando la loro fisicità [Balbi, 2016] hanno l’obbligo di porre rimedio ad un inquinamento ambientale che si rivela globale, incontrollabile e inarrestabile.

Vitrano, R.M. (2022). The rediscovery of nature: the lost innocence of the digital world. SUSTAINABLE MEDITERRANEAN CONSTRUCTION(16), 115-123.

The rediscovery of nature: the lost innocence of the digital world

Vitrano, Rosa Maria
2022-01-01

Abstract

L’impatto della nostra impronta ecologica legata al tasso di crescita incontrollato della tecnologia digitale sta portando ad un aggravamento degli squilibri ambientali esistenti. Il digitale e i new media che fino a ieri ci apparivano una terra promessa dell’emancipazione umana, oggi rilevano enormi effetti inquinanti sulla biosfera che devono essere obbligatoriamente evidenziati. Nel contributo si intende sottoporre a indagine le cause della “perduta innocenza” del mondo digitale anche attraverso una ricostruzione analitica sui fenomeni che sino a poco tempo fa venivano percepiti come veicoli immateriali, assolutamente non invasivi per l’ambiente e dalle straordinarie potenzialità di progresso, democratizzazione e crescita economica. La digitalizzazione è oggi investita dal peso di un dilagante inquinamento a cui non riesce a sottrarsi. A questo si aggiunge il peso sociale determinato dalla commercializzazione, dalla sorveglianza e dalla violazione della privacy, spesso evidenziato all’interno del dibattito pubblico, soprattutto, dalle diverse comunità scientifiche di settore ma anche da aziende e istituzioni pubbliche. Si assiste negli ultimi anni al proliferare di una letteratura sempre più nutrita sui temi relativi all’impatto ambientale delle TIC: i media digitali sono valutati come fattori di inquinamento che esercitano un ruolo sempre più rilevante nella crisi ecologica globale. Il digitale è stato associato all’immaterialità, alla leggerezza, addirittura in taluni studi come essa stessa sinonimo di azione “green”. Le tecnologie della comunicazione, rivelando la loro fisicità [Balbi, 2016] hanno l’obbligo di porre rimedio ad un inquinamento ambientale che si rivela globale, incontrollabile e inarrestabile.
Settore ICAR/12 - Tecnologia Dell'Architettura
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Vitrano, R.M. (2022). The rediscovery of nature: the lost innocence of the digital world. SUSTAINABLE MEDITERRANEAN CONSTRUCTION(16), 115-123.
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