Lo scritto vuole compiere una verifica su alcune linee di ricerca del progetto per l’architettura cul- tuale nel quadro della cultura architettonica contemporanea in Sicilia a partire dall’esperienza di Pasquale Culotta e Crispino Valenziano. Dal loro sodalizio, nell’intreccio fecondo tra la dimensio- ne speculativa negli scritti e nelle riflessioni teoriche e la sperimentazione concreta nell’architet- tura progettata e costruita, emerge la sistematica trattazione di una qualità che supera gli ambiti dell’architettura sacra per riferirsi alla più profonda chiave interpretativa di architettura cultuale, concezione in genere sovente trascurata se non ignorata del tutto. Il loro operato rischiara infatti la rigida lettura dell’architettura sacra, da intendersi come una struttura edificatoria che non è qualificata dalla sacralità, ovvero dalla distanza quale lontananza del nostro Dio cristiano, bensì dalla santità, quindi dalla prossimità nella distanza del Dio cristiano. Attraverso la trattazione di importanti momenti di congiunzione tra pratica professionale, costitu- zione di una tradizione disciplinare nella Scuola di Architettura e ricerca scientifica si evidenziano alcune possibili specificità come l’architettura del luogo e il mediterraneo. Queste tracce motiva- no una ancora più importante qualità, che le riconnette al grande bacino dell’esperienza univer- sale dell’architettura cultuale, ovvero l’unità di spazio e tempo dell’opera in quanto espressione di spirito, che travalica completamente la natura di spazio ordinato del progetto.

Biancucci, A. (2022). Pasquale Culotta, Crispino Valenziano e la tradizione della Composizione Cultuale nella Scuola di Architettura. IN BO, 13(17), 26-57.

Pasquale Culotta, Crispino Valenziano e la tradizione della Composizione Cultuale nella Scuola di Architettura

Biancucci, Antonio
2022-01-01

Abstract

Lo scritto vuole compiere una verifica su alcune linee di ricerca del progetto per l’architettura cul- tuale nel quadro della cultura architettonica contemporanea in Sicilia a partire dall’esperienza di Pasquale Culotta e Crispino Valenziano. Dal loro sodalizio, nell’intreccio fecondo tra la dimensio- ne speculativa negli scritti e nelle riflessioni teoriche e la sperimentazione concreta nell’architet- tura progettata e costruita, emerge la sistematica trattazione di una qualità che supera gli ambiti dell’architettura sacra per riferirsi alla più profonda chiave interpretativa di architettura cultuale, concezione in genere sovente trascurata se non ignorata del tutto. Il loro operato rischiara infatti la rigida lettura dell’architettura sacra, da intendersi come una struttura edificatoria che non è qualificata dalla sacralità, ovvero dalla distanza quale lontananza del nostro Dio cristiano, bensì dalla santità, quindi dalla prossimità nella distanza del Dio cristiano. Attraverso la trattazione di importanti momenti di congiunzione tra pratica professionale, costitu- zione di una tradizione disciplinare nella Scuola di Architettura e ricerca scientifica si evidenziano alcune possibili specificità come l’architettura del luogo e il mediterraneo. Queste tracce motiva- no una ancora più importante qualità, che le riconnette al grande bacino dell’esperienza univer- sale dell’architettura cultuale, ovvero l’unità di spazio e tempo dell’opera in quanto espressione di spirito, che travalica completamente la natura di spazio ordinato del progetto.
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
https://in-bo.unibo.it/issue/view/1116
Biancucci, A. (2022). Pasquale Culotta, Crispino Valenziano e la tradizione della Composizione Cultuale nella Scuola di Architettura. IN BO, 13(17), 26-57.
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