The essay analyses the modalities of the encounter between a group of Vikings and the indigenous populations of the eastern coasts of Canada at the time of the discovery of America, around the year 1000, as narrated in the Icelandic sagas which have preserved the memory of these events (Vinland Sagas). Like all the other Norse sagas, the Vinland sagas can be placed halfway between reliable accounts and fiction - partly due to their nature, partly due to the characteristics of Norse cultural transmission, and partly due to the temporal distance between the historical events and their recording in written form - and can therefore provide us with valuable information, albeit not always totally reliable, about historical events and perspectives. The Vinland sagas tell us of encounters and interactions driven mainly by curiosity and the desire to trade. Clashes with the natives do take place, and eventually lead the Vikings to abandon these territories, but seem to be dictated more by fear and distrust resulting from fortuitous and unpredictable events, rather than by predetermined conflict or thirst for conquest. Despite the lack of a common language and cultural system of reference, on several occasions, as the analysis shows, the two groups manage to overcome their differences and find an effective communication system. And the real enemy, instead of wearing ethnic colors, will have the connotations of greed and deceit creeping within the Viking group itself.

Il saggio analizza le modalità dell'incontro tra un gruppo di Vichinghi e le popolazioni indigene delle coste orientali del Canada al momento della scoperta dell'America, intorno all'anno 1000, come narrato dalle saghe islandesi che ci hanno conservato la memoria di questi avvenimenti (Vinland Sagas). Documenti situabili a metà strada tra resoconti attendibili e fiction - un po' per la loro natura, un po' per le caratteristiche della trasmissione culturale norrena, e un po' per la distanza temporale tra gli eventi narrati e la loro registrazione in forma scritta - le saghe ci narrano di incontri e interazioni mossi principalmente da curiosità e desiderio di commerciare. Gli scontri, che pur avverranno e che porteranno poi i Vichinghi ad abbandonare questi territori, sembrano dettati più da paura e diffidenza scaturite da avvenimenti fortuiti ed imprevedibili, che da conflittualità predeterminata e sete di conquista. Nonostante la mancanza di una lingua e di un sistema culturale di riferimento comuni, i due gruppi riescono in più occasioni, come mostra la disamina, a superare le differenze e trovare un sistema di comunicazione efficace. E il nemico reale, anzichè vestire colori etnici, avrà i connotati dell'avidità e dell'inganno serpeggianti all'interno del gruppo vichingo stesso.

Loredana Teresi (2022). Crossing the Atlantic at the turn of the Millennium: friends and foes. In A. Casamento (a cura di), Imagine There’s no Border. Miti identitari, percorsi di viaggio, sguardi sull’altro dall’Antichità al Medioevo (pp. 201-221). Palermo : Palermo Univeristy Press.

Crossing the Atlantic at the turn of the Millennium: friends and foes

Loredana Teresi
2022-01-01

Abstract

Il saggio analizza le modalità dell'incontro tra un gruppo di Vichinghi e le popolazioni indigene delle coste orientali del Canada al momento della scoperta dell'America, intorno all'anno 1000, come narrato dalle saghe islandesi che ci hanno conservato la memoria di questi avvenimenti (Vinland Sagas). Documenti situabili a metà strada tra resoconti attendibili e fiction - un po' per la loro natura, un po' per le caratteristiche della trasmissione culturale norrena, e un po' per la distanza temporale tra gli eventi narrati e la loro registrazione in forma scritta - le saghe ci narrano di incontri e interazioni mossi principalmente da curiosità e desiderio di commerciare. Gli scontri, che pur avverranno e che porteranno poi i Vichinghi ad abbandonare questi territori, sembrano dettati più da paura e diffidenza scaturite da avvenimenti fortuiti ed imprevedibili, che da conflittualità predeterminata e sete di conquista. Nonostante la mancanza di una lingua e di un sistema culturale di riferimento comuni, i due gruppi riescono in più occasioni, come mostra la disamina, a superare le differenze e trovare un sistema di comunicazione efficace. E il nemico reale, anzichè vestire colori etnici, avrà i connotati dell'avidità e dell'inganno serpeggianti all'interno del gruppo vichingo stesso.
Settore L-FIL-LET/15 - Filologia Germanica
https://unipapress.com/book/imagine-theres-no-borders/
Loredana Teresi (2022). Crossing the Atlantic at the turn of the Millennium: friends and foes. In A. Casamento (a cura di), Imagine There’s no Border. Miti identitari, percorsi di viaggio, sguardi sull’altro dall’Antichità al Medioevo (pp. 201-221). Palermo : Palermo Univeristy Press.
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