For several years now, digital representation has assumed a fundamental role in the field of Cultural Heritage enhancement, introducing new ways of working. At the same time, monumental sites, museums and cultural institutions are increasingly making use of applications and installations which, thanks to the employment of commonly known technologies, adopt multimedia language to allow virtual accessibility to Cultural Heritage. This paper briefly describes some examples of approaches and applications designed to ensure tactile, sound or virtual accessibility to a wide and varied user. Different approaches are analysed to overcome barriers through the realisation of products designed designed to physically or virtually access the morphological, spatial and sound characteristics of a place or a work of art. The use of augmented/virtual reality allows for the fruition of sites that are not accessible for various reasons, of architectural or urban configurations that no longer exist, simulating a virtual spatial reality in real time and visualising, in a physical context, the transformations that have taken place over time, the digital reconstruction of lost assets or never realised solutions. In this way, the visitor, who moves in real space, enjoys an immersive perspective and can make a comparison between current reality and digital reconstruction, without space-time limits.

Da diversi anni, la rappresentazione digitale ha assunto un ruolo fondamentale nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale, introducendo nuove modalità operative. Allo stesso tempo e con frequenza sempre maggiore siti monumentali, musei e istituzioni culturali si avvalgono di applicazioni e installazioni che, grazie all’impiego di tecnologie di uso comune, adoperano il linguaggio multimediale per consentire l’accessibilità virtuale ai Beni Culturali. Questo contributo racconta brevemente alcuni esempi di approcci e applicazioni pensati per assicurare accessibilità tattile, sonora o virtuale a un’utenza ampia e variegata. Sono qui analizzati approcci differenti che favoriscono il superamento di barriere mediante la realizzazione di prodotti pensati per accedere, fisicamente o virtualmente, alle caratteristiche morfologiche, spaziali e sonore di un luogo o di un’opera d’arte. L’uso di realtà aumentata/virtuale consente la fruizione di siti per diverse ragioni non accessibili, di configurazioni architettoniche o urbane non più esistenti, simulando in tempo reale una realtà spaziale virtuale e visualizzando, in un contesto fisico, le trasformazioni intervenute nel tempo, la ricostruzione digitale di assetti ormai perduti o di soluzioni progettuali mai realizzate. In tal modo, il visitatore, che si muove nello spazio reale, fruisce di una prospettiva immersiva e può operare un confronto tra realtà attuale e ricostruzione digitale, senza limiti spaziotemporali.

Garofalo Vincenza (2021). La rappresentazione digitale per l’accessibilità al patrimonio culturale. In R. Prescia (a cura di), Il progetto I-Access. Patrimonio culturale e accessibilità (pp. 57-66). Palermo : Caracol.

La rappresentazione digitale per l’accessibilità al patrimonio culturale

Garofalo Vincenza
2021

Abstract

Da diversi anni, la rappresentazione digitale ha assunto un ruolo fondamentale nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale, introducendo nuove modalità operative. Allo stesso tempo e con frequenza sempre maggiore siti monumentali, musei e istituzioni culturali si avvalgono di applicazioni e installazioni che, grazie all’impiego di tecnologie di uso comune, adoperano il linguaggio multimediale per consentire l’accessibilità virtuale ai Beni Culturali. Questo contributo racconta brevemente alcuni esempi di approcci e applicazioni pensati per assicurare accessibilità tattile, sonora o virtuale a un’utenza ampia e variegata. Sono qui analizzati approcci differenti che favoriscono il superamento di barriere mediante la realizzazione di prodotti pensati per accedere, fisicamente o virtualmente, alle caratteristiche morfologiche, spaziali e sonore di un luogo o di un’opera d’arte. L’uso di realtà aumentata/virtuale consente la fruizione di siti per diverse ragioni non accessibili, di configurazioni architettoniche o urbane non più esistenti, simulando in tempo reale una realtà spaziale virtuale e visualizzando, in un contesto fisico, le trasformazioni intervenute nel tempo, la ricostruzione digitale di assetti ormai perduti o di soluzioni progettuali mai realizzate. In tal modo, il visitatore, che si muove nello spazio reale, fruisce di una prospettiva immersiva e può operare un confronto tra realtà attuale e ricostruzione digitale, senza limiti spaziotemporali.
Digital representation for accessibility to cultural heritage
Settore ICAR/17 - Disegno
Garofalo Vincenza (2021). La rappresentazione digitale per l’accessibilità al patrimonio culturale. In R. Prescia (a cura di), Il progetto I-Access. Patrimonio culturale e accessibilità (pp. 57-66). Palermo : Caracol.
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