Judgment no. 90 of 2022 of the Constitutional Court rules on a conflict of powers between the State and the Valle d'Aosta Region. The conflict arose from the judgment of the central jurisdictional section III of the Court of Auditors, no. 350 of 2021 which found liable for tax damage various Councilors of the Region for having approved an administrative act concerning a refinancing operation of the Saint-Vincent Casino. Unlike the criteria previously followed to define the scope of application of the irresponsibility of the Regional Councilors in hypothesis of adoption of non-legislative acts (see spec. Constitutional Court nos. 69 and 70 of 1985 and Constitutional Court no. 337 of 2009), here the Court recalls a substantialistic approach based on the criterion of the “strategic relevance” of the non-legislative act from a political-economic perspective. The Constitutional Court seems also to depart from an approach whereby the area of the unquestionability covers only those Council acts based on the exercise of powers defined by the Constitution or by state laws. Furthermore, conceptual categories such as that of political direction and its relevance for the reconstruction of the notion of political act in the Italian constitutional order do not appear to be rigorously used. The comment critics the position taken by the Constitutional Court, reiterating the need for a strict interpretation of the prerogative and for the exclusion from the scope of the irresponsibility of those acts for which it is not possible to trace back an evident foundation of the power exercised or in the Constitution or in the laws of the State. This critics aims at ensuring effective guarantee to the constitutional principles of equality and legality in criminal matters; to the right of defense; to the exclusive legislative competence of the State of art. 117.2 letter l) of the Constitution and to the need to reconstruct the scope of application of the prerogative in the light of the structure of the form of government and of the dynamics of formation of the political direction between the Council and the Council that characterize it.

La sentenza n. 90 del 2022 della Corte costituzionale risolve un conflitto di attribuzioni fra Stato e Regione Valle d’Aosta originato dalla sentenza della sezione giurisdizionale III centrale della Corte dei conti (la nr. 350 del 2021) di condanna per responsabilità da danno erariale nei confronti di diversi Consiglieri della Regione per aver deliberato un atto amministrativo concernente un’operazione di rifinanziamento del Casinò di Saint-Vincent. A differenza dei criteri precedentemente seguiti per definire l’ambito di applicazione dell’insindacabilità dei Consiglieri regionali nell’ipotesi di deliberazioni consiliari relative ad atti non legislativi (cfr. spec. Corte cost. nn. 69 e 70 del 1985 e Corte cost. n. 337 del 2009), qui si valorizza un approccio sostanzialistico basato sul criterio della rilevanza strategica sul piano politico-economico dell’atto non legislativo e, sul versante del fondamento del potere consiliare, ci si allontana da un approccio per cui l’area dell’insindacabilità copre soltanto quegli atti consiliari fondati sull’esercizio di poteri definiti da norme costituzionali o da leggi dello Stato. Inoltre, non appaiono essere utilizzate in modo rigoroso categorie concettuali quali quella d’indirizzo politico ed il suo rilievo per la ricostruzione della nozione di atto politico nell’ordinamento costituzionale italiano. Il commento affronta in chiave critica l’iter motivazionale della pronuncia, ribadendo la necessità di una stretta interpretazione della prerogativa e l’esclusione dall’ambito di operatività della stessa per atti per i quali non sia possibile rintracciare un sicuro fondamento del potere esercitato o nella Costituzione o in leggi dello Stato, in ragione dei principi costituzionali di uguaglianza e di legalità in materia penale; del diritto di difesa; della riserva di competenza legislativa statale esclusiva di cui all’art. 117 c. 2° lett. l) Cost. e della necessità di ricostruire l’ambito di applicazione della prerogativa alla luce della struttura della forma di governo e delle dinamiche di formazione dell’indirizzo politico fra Giunta e Consiglio che la caratterizzano.

Cavasino, E. (2022). Il perimetro variabile dell’insindacabilità dei Consiglieri regionali: la vis politica delle decisioni “strategiche” per l’economia regionale. Nota a Corte costituzionale n. 90 del 2022.

Il perimetro variabile dell’insindacabilità dei Consiglieri regionali: la vis politica delle decisioni “strategiche” per l’economia regionale. Nota a Corte costituzionale n. 90 del 2022

Cavasino, Elisa
2022

Abstract

La sentenza n. 90 del 2022 della Corte costituzionale risolve un conflitto di attribuzioni fra Stato e Regione Valle d’Aosta originato dalla sentenza della sezione giurisdizionale III centrale della Corte dei conti (la nr. 350 del 2021) di condanna per responsabilità da danno erariale nei confronti di diversi Consiglieri della Regione per aver deliberato un atto amministrativo concernente un’operazione di rifinanziamento del Casinò di Saint-Vincent. A differenza dei criteri precedentemente seguiti per definire l’ambito di applicazione dell’insindacabilità dei Consiglieri regionali nell’ipotesi di deliberazioni consiliari relative ad atti non legislativi (cfr. spec. Corte cost. nn. 69 e 70 del 1985 e Corte cost. n. 337 del 2009), qui si valorizza un approccio sostanzialistico basato sul criterio della rilevanza strategica sul piano politico-economico dell’atto non legislativo e, sul versante del fondamento del potere consiliare, ci si allontana da un approccio per cui l’area dell’insindacabilità copre soltanto quegli atti consiliari fondati sull’esercizio di poteri definiti da norme costituzionali o da leggi dello Stato. Inoltre, non appaiono essere utilizzate in modo rigoroso categorie concettuali quali quella d’indirizzo politico ed il suo rilievo per la ricostruzione della nozione di atto politico nell’ordinamento costituzionale italiano. Il commento affronta in chiave critica l’iter motivazionale della pronuncia, ribadendo la necessità di una stretta interpretazione della prerogativa e l’esclusione dall’ambito di operatività della stessa per atti per i quali non sia possibile rintracciare un sicuro fondamento del potere esercitato o nella Costituzione o in leggi dello Stato, in ragione dei principi costituzionali di uguaglianza e di legalità in materia penale; del diritto di difesa; della riserva di competenza legislativa statale esclusiva di cui all’art. 117 c. 2° lett. l) Cost. e della necessità di ricostruire l’ambito di applicazione della prerogativa alla luce della struttura della forma di governo e delle dinamiche di formazione dell’indirizzo politico fra Giunta e Consiglio che la caratterizzano.
Settore IUS/08 - Diritto Costituzionale
Settore IUS/09 - Istituzioni Di Diritto Pubblico
Cavasino, E. (2022). Il perimetro variabile dell’insindacabilità dei Consiglieri regionali: la vis politica delle decisioni “strategiche” per l’economia regionale. Nota a Corte costituzionale n. 90 del 2022.
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