Il verde pensile è un sistema tecnologico che prevede l’utilizzo della vegetazione come strato superiore della copertura di un edificio, impiegato sia per le sue funzioni ambientali che per le sue caratteristiche estetiche (Cascone, 2019). Infatti, la realizzazione di un tetto verde, oltre al suo intrinseco valore ecologico, consente numerosi vantaggi economici ed ambientali rispetto alle coperture tradizionali (Berardi & Ghaffarianhoseini, 2014). Nel tempo, l’interesse nei confronti dei tetti verdi è sempre più cresciuto, sia per i benefici conseguibili che rispondono a molti degli obiettivi delle diverse politiche nazionali, europee e internazionali per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile (es., 2030 Agenda for Sustainable Development, EU Cohesion Policy 2021-2027, Next Generation EU, Programma Nazionale Ricerca 2021-2027, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che per la migliorata conoscenza delle tecnologie di cui si dispone, anche grazie alla pubblicazione di norme di settore come la norma UNI 11235:2015, e la diminuzione delle spese d’installazione legate anche a una serie di politiche incentivanti e di agevolazioni fiscali. Tra i benefici legati all’utilizzo delle coperture a verde uno dei più importanti è sicuramente quello legato al miglioramento del microclima dei centri urbani grazie alla presenza della vegetazione che: 1) ha effetti positivi sulla riduzione delle “isole di calore” urbano e sull’aumento dei livelli di ombreggiamento e di isolamento acustico; 2) permette di abbattere considerevolmente le polveri inquinanti e di sequestrare la CO2 atmosferica; 3) consente di abbattere il carico inquinante delle precipitazioni attraverso i processi di biofiltrazione su matrici porose pedologiche e attraverso l’attività dei microrganismi presenti nel suolo; 4) permette un effetto di laminazione delle acque meteoriche mediante processi d’immagazzinamento temporaneo e rilascio controllato (De Nardo et al., 2003; Liu & Minor, 2005; Fioretti et al., 2010). Con riferimento a quest’ultimo punto, l’installazione di un tetto verde, e in particolare di un sistema multistrato caratterizzato da una maggiore capacità d’immagazzinamento rispetto ai tetti verdi convenzionali, permette una migliore gestione delle acque meteoriche e una riduzione del carico sui sistemi fognari. In particolare, nel caso di più installazioni distribuite all’interno di una data area, è possibile ottenere una significativa riduzione della frequenza e/o della gravità degli allagamenti urbani, soprattutto in occasione di precipitazioni intense. I tetti verdi multistrato potrebbero inoltre consentire il riutilizzo delle acque piovane per l’irrigazione e come acque grigie per l’uso domestico, riducendo i consumi di acqua potabile. Tali soluzioni rientrano tra le Nature Based Solution spesso adottate in ambito urbano anche per l’efficientamento energetico degli edifici, poiché conferiscono un maggiore isolamento termico alle coperture consentendo una riduzione dei consumi energetici per il condizionamento dei locali interni. Lo scopo di questo studio è quello di descrivere un tetto verde multistrato installato sul tetto dell’Edificio 8 del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo. L’installazione, avvenuta nell’ambito del progetto pilota Polder Roof Field Lab a metà del 2020, ha consentito un intensivo monitoraggio durante tutto il 2021, di cui si riportano nel presente lavoro i risultati principali.

Pumo, D.; Francipane, A.; Alongi, F.; Cannarozzo, M.; Noto, L. (4-7/09/2022).Installazione di un tetto verde multistrato in un tipico ambiente urbano del sud Italia.

Installazione di un tetto verde multistrato in un tipico ambiente urbano del sud Italia

Pumo, D.
;
Francipane, A.;Alongi, F.;Cannarozzo, M.;Noto, L.

Abstract

Il verde pensile è un sistema tecnologico che prevede l’utilizzo della vegetazione come strato superiore della copertura di un edificio, impiegato sia per le sue funzioni ambientali che per le sue caratteristiche estetiche (Cascone, 2019). Infatti, la realizzazione di un tetto verde, oltre al suo intrinseco valore ecologico, consente numerosi vantaggi economici ed ambientali rispetto alle coperture tradizionali (Berardi & Ghaffarianhoseini, 2014). Nel tempo, l’interesse nei confronti dei tetti verdi è sempre più cresciuto, sia per i benefici conseguibili che rispondono a molti degli obiettivi delle diverse politiche nazionali, europee e internazionali per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile (es., 2030 Agenda for Sustainable Development, EU Cohesion Policy 2021-2027, Next Generation EU, Programma Nazionale Ricerca 2021-2027, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che per la migliorata conoscenza delle tecnologie di cui si dispone, anche grazie alla pubblicazione di norme di settore come la norma UNI 11235:2015, e la diminuzione delle spese d’installazione legate anche a una serie di politiche incentivanti e di agevolazioni fiscali. Tra i benefici legati all’utilizzo delle coperture a verde uno dei più importanti è sicuramente quello legato al miglioramento del microclima dei centri urbani grazie alla presenza della vegetazione che: 1) ha effetti positivi sulla riduzione delle “isole di calore” urbano e sull’aumento dei livelli di ombreggiamento e di isolamento acustico; 2) permette di abbattere considerevolmente le polveri inquinanti e di sequestrare la CO2 atmosferica; 3) consente di abbattere il carico inquinante delle precipitazioni attraverso i processi di biofiltrazione su matrici porose pedologiche e attraverso l’attività dei microrganismi presenti nel suolo; 4) permette un effetto di laminazione delle acque meteoriche mediante processi d’immagazzinamento temporaneo e rilascio controllato (De Nardo et al., 2003; Liu & Minor, 2005; Fioretti et al., 2010). Con riferimento a quest’ultimo punto, l’installazione di un tetto verde, e in particolare di un sistema multistrato caratterizzato da una maggiore capacità d’immagazzinamento rispetto ai tetti verdi convenzionali, permette una migliore gestione delle acque meteoriche e una riduzione del carico sui sistemi fognari. In particolare, nel caso di più installazioni distribuite all’interno di una data area, è possibile ottenere una significativa riduzione della frequenza e/o della gravità degli allagamenti urbani, soprattutto in occasione di precipitazioni intense. I tetti verdi multistrato potrebbero inoltre consentire il riutilizzo delle acque piovane per l’irrigazione e come acque grigie per l’uso domestico, riducendo i consumi di acqua potabile. Tali soluzioni rientrano tra le Nature Based Solution spesso adottate in ambito urbano anche per l’efficientamento energetico degli edifici, poiché conferiscono un maggiore isolamento termico alle coperture consentendo una riduzione dei consumi energetici per il condizionamento dei locali interni. Lo scopo di questo studio è quello di descrivere un tetto verde multistrato installato sul tetto dell’Edificio 8 del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo. L’installazione, avvenuta nell’ambito del progetto pilota Polder Roof Field Lab a metà del 2020, ha consentito un intensivo monitoraggio durante tutto il 2021, di cui si riportano nel presente lavoro i risultati principali.
Tetto verde multistrato; Polder Roof Field Lab; Gestione distribuita della acque meteoriche in ambiente urbano;Mitigazione degli effetti del cambiamento climatico
Pumo, D.; Francipane, A.; Alongi, F.; Cannarozzo, M.; Noto, L. (4-7/09/2022).Installazione di un tetto verde multistrato in un tipico ambiente urbano del sud Italia.
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