When writing, debating or arguing about Islam and radicalization, ǧihād and Islamic communities in Europe, as well as when dealing with Muslims in prison, the risk of falling into stereotyped or narrow-minded approaches (narrow-minded in the jargon of Anglo-Saxon colleagues), is a risk almost always not only around the corner, but often very concretely realized before the eyes of the reader , of whoever listens or who participates in a debate. Islamophobic attitudes can be traced in a certain press also identifiable, unfortunately, even in some political expressions that unfortunately benefit from the "negative public image of Islam [which] in Italy allows populism to invest in Islamophobia". In this article review of the book "Jihadism and prison in Italy", these issues are addressed and problematized in search of new lines of research that materialize in new projects and that these have a tangible impact, therefore lies primarily in full cooperation between institutions, civil society and Islamic organizations.

Quando si scrive, si dibatte o si argomenta intorno ad Islam e radicalizzazione, ǧihād e comunità islamiche in Europa, come anche quando ci si occupa di musulmani in carcere, il rischio di scadere in approcci stereotipati o di ristrette vedute (narrow-minded nel gergo dei colleghi anglosassoni), è un rischio quasi sempre non solo dietro l’angolo, ma spesse volte ben concretamente realizzatosi dinanzi agli occhi di chi legge, di chi ascolta o di chi partecipa ad un dibattito. In una certa stampa si possono rintracciare atteggiamenti islamofobi altresì individuabili, purtroppo, persino in alcune espressioni politiche che sciaguratamente beneficiano dell’ “immagine pubblica negativa dell’Islam [che] in Italia permette al populismo di investire nell’islamofobia”. In questo articolo recensione del libro "Jihadismo e carcere in Italia", tali temi vengono affrontati e problematizzati alla ricerca di inedite linee di ricerca che si concretizzino in nuovi progetti e che questi stessi abbiano un impatto tangibile, risiede dunque in prima battuta nella piena cooperazione fra istituzioni, società civile ed organizzazioni islamiche.

Di Donato, M. (2022). Jihadismo e carcere in italia. STUDI MAGREBINI, 20(1), 67-79.

Jihadismo e carcere in italia

Di Donato, Marco
2022

Abstract

Quando si scrive, si dibatte o si argomenta intorno ad Islam e radicalizzazione, ǧihād e comunità islamiche in Europa, come anche quando ci si occupa di musulmani in carcere, il rischio di scadere in approcci stereotipati o di ristrette vedute (narrow-minded nel gergo dei colleghi anglosassoni), è un rischio quasi sempre non solo dietro l’angolo, ma spesse volte ben concretamente realizzatosi dinanzi agli occhi di chi legge, di chi ascolta o di chi partecipa ad un dibattito. In una certa stampa si possono rintracciare atteggiamenti islamofobi altresì individuabili, purtroppo, persino in alcune espressioni politiche che sciaguratamente beneficiano dell’ “immagine pubblica negativa dell’Islam [che] in Italia permette al populismo di investire nell’islamofobia”. In questo articolo recensione del libro "Jihadismo e carcere in Italia", tali temi vengono affrontati e problematizzati alla ricerca di inedite linee di ricerca che si concretizzino in nuovi progetti e che questi stessi abbiano un impatto tangibile, risiede dunque in prima battuta nella piena cooperazione fra istituzioni, società civile ed organizzazioni islamiche.
Settore L-OR/10 - Storia Dei Paesi Islamici
Di Donato, M. (2022). Jihadismo e carcere in italia. STUDI MAGREBINI, 20(1), 67-79.
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