Nel 2017 il legislatore italiano ha espressamente introdotto nel codice di rito penale la previsione per cui le dichiarazioni o le informazioni ottenute tramite il reato di tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al fine esclusivo di provarne la responsabilità penale (art. 191 comma 2-bis c.p.p.). A questo riguardo, lo scritto mira, anzitutto, ad approfondire il ruolo e le finalità svolti da tale norma nell’ambito del sistema processuale penale. In particolare, l’Autore, oltre a compiere un’attenta analisi della portata della sanzione processuale ricollegabile alle prove acquisite con la tortura, intende svolgere alcune riflessioni critiche rispetto alla vexata quaestio della “inutilizzabilità derivata”, considerando specificatamente – e tentando di superare – la dicotomia manichea tra la teoria del “male captum bene retentum” e la dottrina dei “fruits of the poisonous tree”.

CALLARI F (2021). L’acquisizione della prova tramite tortura e l’operatività della sanzione processuale. L'INDICE PENALE, VII(2), 350-381.

L’acquisizione della prova tramite tortura e l’operatività della sanzione processuale

CALLARI F
2021

Abstract

Nel 2017 il legislatore italiano ha espressamente introdotto nel codice di rito penale la previsione per cui le dichiarazioni o le informazioni ottenute tramite il reato di tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al fine esclusivo di provarne la responsabilità penale (art. 191 comma 2-bis c.p.p.). A questo riguardo, lo scritto mira, anzitutto, ad approfondire il ruolo e le finalità svolti da tale norma nell’ambito del sistema processuale penale. In particolare, l’Autore, oltre a compiere un’attenta analisi della portata della sanzione processuale ricollegabile alle prove acquisite con la tortura, intende svolgere alcune riflessioni critiche rispetto alla vexata quaestio della “inutilizzabilità derivata”, considerando specificatamente – e tentando di superare – la dicotomia manichea tra la teoria del “male captum bene retentum” e la dottrina dei “fruits of the poisonous tree”.
Settore IUS/16 - Diritto Processuale Penale
CALLARI F (2021). L’acquisizione della prova tramite tortura e l’operatività della sanzione processuale. L'INDICE PENALE, VII(2), 350-381.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
L’acquisizione della prova tramite tortura.pdf

Solo gestori archvio

Dimensione 252.15 kB
Formato Adobe PDF
252.15 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/550260
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact