Il contributo analizza il reato di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo, offrendo un’analisi comparata con il sistema repressivo tedesco. Lo studio si sofferma, in particolare, sui limiti di legittimazione del diritto penale nella punizione dei fatti di “caporalato”, nel tentativo di scongiurare che l’intervento repressivo nelle dinamiche economiche e contrattuali, di natura sinallagmatica, possa assumere una portata tale da porsi in contrasto con il canone della sussidiarietà. A tal fine, si suggerisce una prospettiva ermeneutica che incentri il disvalore penale del reato di cui all’art. 603-bis c.p. sulla lesione dei diritti fondamentali del lavoratore – riconducibili agli artt. 4, 35 e 36 Cost. – che fungono da limite alla libertà di impresa. Invero, gli indici di sfruttamento elencati dalla norma incriminatrice sembrano riecheggiare quei diritti fondamentali che spettano all’uomo in quanto lavoratore: quegli stessi diritti che – qualora lesi nella loro dimensione minima e quindi intangibile – legittimano l’intervento dello ius terribile. Viene, peraltro, posto l’accento anche sulla tutela del mercato del lavoro: in tal senso, il reato de quo – pur collocato nell’alveo del c.d. Kernstrafrecht – rappresenta un nuovo paradigma della risposta istituzionale nel quadro degli attuali rapporti tra diritto ed economia.

Salvatore Orlando (2020). Il delitto di "caporalato" tra diritti minimi della persona e tutela del mercato del lavoro. RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO PENALE DELL'ECONOMIA(3-4), 622-670.

Il delitto di "caporalato" tra diritti minimi della persona e tutela del mercato del lavoro

Salvatore Orlando
2020

Abstract

Il contributo analizza il reato di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo, offrendo un’analisi comparata con il sistema repressivo tedesco. Lo studio si sofferma, in particolare, sui limiti di legittimazione del diritto penale nella punizione dei fatti di “caporalato”, nel tentativo di scongiurare che l’intervento repressivo nelle dinamiche economiche e contrattuali, di natura sinallagmatica, possa assumere una portata tale da porsi in contrasto con il canone della sussidiarietà. A tal fine, si suggerisce una prospettiva ermeneutica che incentri il disvalore penale del reato di cui all’art. 603-bis c.p. sulla lesione dei diritti fondamentali del lavoratore – riconducibili agli artt. 4, 35 e 36 Cost. – che fungono da limite alla libertà di impresa. Invero, gli indici di sfruttamento elencati dalla norma incriminatrice sembrano riecheggiare quei diritti fondamentali che spettano all’uomo in quanto lavoratore: quegli stessi diritti che – qualora lesi nella loro dimensione minima e quindi intangibile – legittimano l’intervento dello ius terribile. Viene, peraltro, posto l’accento anche sulla tutela del mercato del lavoro: in tal senso, il reato de quo – pur collocato nell’alveo del c.d. Kernstrafrecht – rappresenta un nuovo paradigma della risposta istituzionale nel quadro degli attuali rapporti tra diritto ed economia.
Settore IUS/17 - Diritto Penale
Salvatore Orlando (2020). Il delitto di "caporalato" tra diritti minimi della persona e tutela del mercato del lavoro. RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO PENALE DELL'ECONOMIA(3-4), 622-670.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
RDPEC_03-04_2020_0622-ORLANDO (1).pdf

Solo gestori archvio

Tipologia: Versione Editoriale
Dimensione 367.23 kB
Formato Adobe PDF
367.23 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10447/497056
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact