This paper aims to interpret the concept of “in-house proving companies” – pursuant to Article 12, Dir. 2014/24/UE, Article 17, Dir. 2014/23/UE, andArticle 28, Dir. 2014/25/UE – within the European and national legislative framework of the concept of “group of companies”. Bringing the “in-house providing” back to a group relationship between two or more companies should involve, in the first instance, the application of the so called “single economic entity doctrine”, as developed in the competition field mainly to impute fines to the parent company for the competition infringements committed by the controlled companies. Furthermore, in the Italian legal system, the above mentioned theory should entail the substantial convergence between the control exercised by the public authority over the “in-house providing company”, the decisive influence underlying the concept of “single economic entity” and the management and coordination activity referred to in Article 2497 of the Italian civil Code. As a consequence, the State and the other public administrations could be considered responsible for the abuses carried out to the detriment of the minority shareholders and creditors of the “in-house providing company”. Finally, the proposed conclusions would make it easier to overcome the theses that want to exclude the application of the Articles 2497 of the Italian civil Code to the in-house relationship due to the alleged lack of economic and/or entrepreneurial interests of public authorities exercising management and coordination activities of “in-house providing” companies.

L’articolo si propone di ricostruire in chiave sistematica il concetto di “società in house” nell’ambito del quadro della nozione europea e nazionale di impresa di gruppo. Ricondurre la relazione in house ad un rapporto di gruppo tra due o più imprese dovrebbe comportare, in prima battuta, l’applicazione della cd. single economic entity doctrine e delle sue ricadute in ambito concorrenziale, fra le quali acquista particolare rilievo la potenziale imputazione delle sanzioni antitrust all’ente pubblico capogruppo per le infrazioni compiute dalle società eterodirette. Nell’ordinamento giuridico nazionale, inoltre, la sostanziale convergenza tra il tipo di controllo alla base dell’in house providing, il potere di condizionamento dell’impresa a capo della single economic entity (la cd. influenza determinante) e l’attività di direzione e coordinamento di cui agli artt. 2497 ss. c.c. consentirebbe di ritenere integrati anche i presupposti per l’applicazione di tale ultima disciplina per gli abusi imputabili all’ente pubblico capogruppo a danno di eventuali soci di minoranza e creditori della società in house. Infine, la configurazione di un’unica impresa di gruppo permetterebbe di superare più agevolmente alcune delle obiezioni tradizionalmente mosse all’applicazione degli art. 2497 ss. c.c. alle relazioni “in house”, in ragione della presunta insussistenza di interessi economici e/o imprenditoriali in capo agli enti pubblici esercenti attività di direzione e coordinamento su società in house investite di servizi pubblici d’interesse economico.

Garilli Chiara (2020). Le società in house nel quadro della nozione europea e nazionale di impresa di gruppo. RIVISTA DI DIRITTO SOCIETARIO(4), 879-921.

Le società in house nel quadro della nozione europea e nazionale di impresa di gruppo

Garilli Chiara
2020

Abstract

L’articolo si propone di ricostruire in chiave sistematica il concetto di “società in house” nell’ambito del quadro della nozione europea e nazionale di impresa di gruppo. Ricondurre la relazione in house ad un rapporto di gruppo tra due o più imprese dovrebbe comportare, in prima battuta, l’applicazione della cd. single economic entity doctrine e delle sue ricadute in ambito concorrenziale, fra le quali acquista particolare rilievo la potenziale imputazione delle sanzioni antitrust all’ente pubblico capogruppo per le infrazioni compiute dalle società eterodirette. Nell’ordinamento giuridico nazionale, inoltre, la sostanziale convergenza tra il tipo di controllo alla base dell’in house providing, il potere di condizionamento dell’impresa a capo della single economic entity (la cd. influenza determinante) e l’attività di direzione e coordinamento di cui agli artt. 2497 ss. c.c. consentirebbe di ritenere integrati anche i presupposti per l’applicazione di tale ultima disciplina per gli abusi imputabili all’ente pubblico capogruppo a danno di eventuali soci di minoranza e creditori della società in house. Infine, la configurazione di un’unica impresa di gruppo permetterebbe di superare più agevolmente alcune delle obiezioni tradizionalmente mosse all’applicazione degli art. 2497 ss. c.c. alle relazioni “in house”, in ragione della presunta insussistenza di interessi economici e/o imprenditoriali in capo agli enti pubblici esercenti attività di direzione e coordinamento su società in house investite di servizi pubblici d’interesse economico.
Settore IUS/04 - Diritto Commerciale
Garilli Chiara (2020). Le società in house nel quadro della nozione europea e nazionale di impresa di gruppo. RIVISTA DI DIRITTO SOCIETARIO(4), 879-921.
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