The area of "design for the territory" has gradually been enriched by the growing and widespread interest in food, due to its relevance for the quality of life of people and of the environment and also for the effectiveness of agricultural production in the territorial identity enhancement. Design, a discipline that communicates and elaborates the story of traditional knowledge, has become an important actor in the development of food culture, a fundamental aspect of human history. Socio-anthropological readings moreover invite to consider design as a primary activity of the human being. The reflection on the "anthropological dimension of design" allows to explore different "qualitative" aspects in the project, alongside the functional, spatial, technical-productive and economic aspects that interact in the design process; in fact, it’s in the everyday gestures and practices that relationships between environment, objects and people are actually built. The text ends with the presentation of some project experiences developed around food and its complex cultural history; experimenting in many cases an "open" and collaborative design dimension, which led the designers to build certain phases of the project “on the field”, as happens in the social sciences, through the inclusion and listening of the different territorial actors.

L’ambito del “design per il territorio” si è progressivamente arricchito dall’interesse crescente e diffuso per il cibo, per la sua rilevanza nella qualità della vita delle persone e dell’ambiente e inoltre per l’efficacia delle produzioni dell’agro-alimentare nel rafforzare l’identità dei territori. Il design, disciplina che comunica ed elabora il racconto dei saperi tradizionali,è diventato un importante attore dello sviluppo della cultura del cibo, aspetto fondamentale della storia dell’uomo. Le letture socio-antropologiche per altri versi, invitano a considerare anche il design come un’attività primaria dell’essere umano. La riflessione sulla “dimensione antropologica del design”, permette di esplorare nel progetto diversi aspetti “qualitativi”, accanto agli aspetti funzionali, spaziali, tecnico-produttivi ed economici che s’incrociano nel processo progettuale; infatti è nella quotidianità dei gesti e delle pratiche che si costruiscono realmente relazioni tra ambiente, oggetti, persone. Il testo si conclude con la presentazione di alcune esperienze progettuali sviluppate intorno al cibo e alla sua complessa storia culturale; sperimentando in molti casi una dimensione progettuale “aperta” e collaborativa, che ha portato i progettisti a costruire sul campo, come avviene nelle scienze sociali, alcune fasi del progetto, attraverso l’ascolto e l’inclusione dei diversi attori territoriali.

TRAPANI, V.M. (2020). Design, cultura del cibo e del territorio. In Di Roma A (a cura di), Il senso delle cose. Design, nutrimenti e codici culturali (pp. 71-81). Siracusa : LetteraVentidue.

Design, cultura del cibo e del territorio

TRAPANI, Vita Maria
2020

Abstract

L’ambito del “design per il territorio” si è progressivamente arricchito dall’interesse crescente e diffuso per il cibo, per la sua rilevanza nella qualità della vita delle persone e dell’ambiente e inoltre per l’efficacia delle produzioni dell’agro-alimentare nel rafforzare l’identità dei territori. Il design, disciplina che comunica ed elabora il racconto dei saperi tradizionali,è diventato un importante attore dello sviluppo della cultura del cibo, aspetto fondamentale della storia dell’uomo. Le letture socio-antropologiche per altri versi, invitano a considerare anche il design come un’attività primaria dell’essere umano. La riflessione sulla “dimensione antropologica del design”, permette di esplorare nel progetto diversi aspetti “qualitativi”, accanto agli aspetti funzionali, spaziali, tecnico-produttivi ed economici che s’incrociano nel processo progettuale; infatti è nella quotidianità dei gesti e delle pratiche che si costruiscono realmente relazioni tra ambiente, oggetti, persone. Il testo si conclude con la presentazione di alcune esperienze progettuali sviluppate intorno al cibo e alla sua complessa storia culturale; sperimentando in molti casi una dimensione progettuale “aperta” e collaborativa, che ha portato i progettisti a costruire sul campo, come avviene nelle scienze sociali, alcune fasi del progetto, attraverso l’ascolto e l’inclusione dei diversi attori territoriali.
Settore ICAR/13 - Disegno Industriale
TRAPANI, V.M. (2020). Design, cultura del cibo e del territorio. In Di Roma A (a cura di), Il senso delle cose. Design, nutrimenti e codici culturali (pp. 71-81). Siracusa : LetteraVentidue.
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