In an article recently published in Italian, Bruno Latour explains that the new coronavirus illustrates in a striking way how non-human actors break into our collective spaces, demanding deep transformations (and inviting us to rethink ourselves within them). It is currently impossible to assess these changes over the long term. It is clear, however, that SARS-CoV-2 has had very visible effects on the institutions that shape our collective universe: financial markets, production chains, health systems, regulations, lockdowns. It seems to me that the place of convergence of these thematic areas is the body, a figure in which the medical, economic, social and media isotopies through which the virus circulates without disciplinary boundaries intersect. The thoughts that I entrust to this diary therefore go to the body, indeed, to the three dimensions of corporeality implied by the irruption of the virus in our collective. The first of these dimensions is the zoosemiotic one; the second is that of the discipline of individual bodies; the third is that of the biopolitical control of the collective body.

In un articolo recentemente uscito in italiano, Bruno Latour spiega che il nuovo coronavirus illustra in modo eclatante come gli attori non umani irrompano nei nostri spazi collettivi esigendo profonde trasformazioni (e invitando a ripensare così noi stessi al loro interno). Al momento è impossibile valutare questi cambiamenti sul lungo periodo. È chiaro però che SARS-CoV-2 ha avuto subito effetti visibilissimi sulle istituzioni che danno forma al nostro universo collettivo: mercati finanziari, filiere produttive, sistemi sanitari, regolamenti, lockdown. Mi sembra che il luogo di convergenza di questi ambiti tematici sia il corpo, figura in cui si incrociano le isotopie mediche, economiche, sociali, mediatiche attraverso le quali il virus circola senza frontiere disciplinari. I pensieri che affido a questo diario vanno quindi al corpo, anzi, a tre dimensioni della corporeità implicate dall'irruzione del virus nel nostro collettivo. La prima di queste dimensioni è quella zoosemiotica; la seconda è quella della disciplina dei corpi individuali; la terza è quella del controllo biopolitico del corpo collettivo.

Tassinari Carlo Andrea (2020). I corpi del virus. E/C, 35-36.

I corpi del virus

Tassinari Carlo Andrea
2020

Abstract

In un articolo recentemente uscito in italiano, Bruno Latour spiega che il nuovo coronavirus illustra in modo eclatante come gli attori non umani irrompano nei nostri spazi collettivi esigendo profonde trasformazioni (e invitando a ripensare così noi stessi al loro interno). Al momento è impossibile valutare questi cambiamenti sul lungo periodo. È chiaro però che SARS-CoV-2 ha avuto subito effetti visibilissimi sulle istituzioni che danno forma al nostro universo collettivo: mercati finanziari, filiere produttive, sistemi sanitari, regolamenti, lockdown. Mi sembra che il luogo di convergenza di questi ambiti tematici sia il corpo, figura in cui si incrociano le isotopie mediche, economiche, sociali, mediatiche attraverso le quali il virus circola senza frontiere disciplinari. I pensieri che affido a questo diario vanno quindi al corpo, anzi, a tre dimensioni della corporeità implicate dall'irruzione del virus nel nostro collettivo. La prima di queste dimensioni è quella zoosemiotica; la seconda è quella della disciplina dei corpi individuali; la terza è quella del controllo biopolitico del corpo collettivo.
Settore M-FIL/05 - Filosofia E Teoria Dei Linguaggi
E/C
https://www.academia.edu/43343793/I_corpi_del_virus
Tassinari Carlo Andrea (2020). I corpi del virus. E/C, 35-36.
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