This essay concerns the activity of a woman who can be considered one of the first protagonists and probably, paraphrasing Nikolaus Pevsner, one of the first pioneers of the Modern Movement in Palermo, a complex cultural context. The difficult role of women in Italian architecture of the 1960s and 1970s, coming from the legacies of the fascist regime, was particularly evident in Sicily where professional activity was practiced only by men. Among the very few operating and militant women, it is certainly to remember Luciana Natoli whose works and all the writings define, in that period, an identity character to the Sicilian territory. To fully understand the figure of this woman able to look architecture through different scales of analysis, one must start from her academic activity made up multiple studies and interesting reflections very current on architecture and cities, then cross the urban activity up to the planning activity. This study investigates the thought of Luciana Natoli and returns, also through the discipline of “Drawing”, the knowledge of her unrealized projects, a clear testimony of a coherent path.

Questo saggio riguarda l’attività di una donna che può essere considerata una delle prime protagoniste e probabilmente, parafrasando Nikolaus Pevsner, una delle prime pioniere del Movimento Moderno a Palermo, un contesto culturale complesso. Il difficile ruolo della donna nell’architettura italiana degli anni ’60 e ’70, proveniente dai retaggi del regime fascista, è stato particolarmente palese in Sicilia dove l’attività professionale era soltanto praticata da uomini. Tra le pochissime donne operanti e militanti è certamente da ricordare Luciana Natoli le cui opere e gli scritti definiscono, in quel periodo, un carattere identitario al territorio siciliano. Per comprendere compiutamente la figura di questa donna in grado di guardare l’architettura attraverso differenti scale d’analisi, bisogna partire dalla sua attività accademica, fatta di molteplici studi e interessanti riflessioni ad oggi attualissime sull’architettura e sulle città, attraversare poi l’attività urbanistica fino ad arrivare all’attività progettuale. Questo studio indaga il pensiero di Luciana Natoli e restituisce, anche attraverso la disciplina del “Disegno”, la conoscenza dei suoi progetti non realizzati, patente testimonianza di un percorso coerente.

Maggio, F. (2020). Una dama dell'architettura a Palermo. QUAD, 3(3), 89-107.

Una dama dell'architettura a Palermo

Maggio, Francesco
2020

Abstract

Questo saggio riguarda l’attività di una donna che può essere considerata una delle prime protagoniste e probabilmente, parafrasando Nikolaus Pevsner, una delle prime pioniere del Movimento Moderno a Palermo, un contesto culturale complesso. Il difficile ruolo della donna nell’architettura italiana degli anni ’60 e ’70, proveniente dai retaggi del regime fascista, è stato particolarmente palese in Sicilia dove l’attività professionale era soltanto praticata da uomini. Tra le pochissime donne operanti e militanti è certamente da ricordare Luciana Natoli le cui opere e gli scritti definiscono, in quel periodo, un carattere identitario al territorio siciliano. Per comprendere compiutamente la figura di questa donna in grado di guardare l’architettura attraverso differenti scale d’analisi, bisogna partire dalla sua attività accademica, fatta di molteplici studi e interessanti riflessioni ad oggi attualissime sull’architettura e sulle città, attraversare poi l’attività urbanistica fino ad arrivare all’attività progettuale. Questo studio indaga il pensiero di Luciana Natoli e restituisce, anche attraverso la disciplina del “Disegno”, la conoscenza dei suoi progetti non realizzati, patente testimonianza di un percorso coerente.
Settore ICAR/17 - Disegno
Maggio, F. (2020). Una dama dell'architettura a Palermo. QUAD, 3(3), 89-107.
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