The need of physical distance that identifies the current pandemic is linked to the liveability of urban areas and living spaces. The pressing need for quality of life, as well as in physical and in human relations, addresses to consider those places that are depositories for their historical sedimentation. A possible response is to rehabilitate internal minor centres, as places in low population density, places resilient to urban mutations and healthy. These places, however, are affected by marginality and lack of infrastructure and services. Digital technologies are proposed as an aid in the recovery of urban heritage distributed in internal territories, implementing new performances and helping to preserve their physicality. The study has focused on healthcare services, according to an interscalar vision: from a comprensory to living spaces; with the use of digital technologies, the condition of marginality can be reduced through telemedicine, with itinerant and on-demand services, with the aim of offering better opportunities to geographically disadvantaged communities.

La necessità del distanziamento fisico, dettata dall’epoca pandemica in corso, ricade inevitabilmente sulla vivibilità degli spazi urbani e di quelli abitativi. L’esigenza pressante di qualità della vita, nella fisicità e nelle relazioni umane, impone di riguardare con interesse a quei luoghi che ne sono depositari per sedimentazione storica. Una delle risposte è nel riabitare i centri minori dei territori interni, luoghi con bassa densità demografica e costruita, luoghi resilienti alle mutazioni urbane, luoghi salubri. Questi luoghi, di contro, sono affetti da marginalità e carenze di infrastrutture e servizi. Le tecnologie digitali si propongono sempre più come ausilio nel recupero del patrimonio urbano distribuito nei territori interni, implementando nuove performance e contribuendo a preservarne la fisicità. Lo studio è focalizzato sui servizi sanitari in una visione interscalare: dal comprensorio allo spazio abitativo; con l’utilizzo delle tecnologie digitali può ridursi la condizione di marginalità mediante la telemedicina e l’assistenza a rete, con servizi itineranti e on demand, con l’obiettivo di offrire migliori opportunità alle comunità geograficamente disagiate.

Mamì, A., & Nicolini, E. (2020). RIABITARE IL PATRIMONIO URBANO ED EDILIZIO DEI TERRITORI INTERNI: SPAZIO DIGITALE PER SERVIZI SANITARI EFFICIENTI. BDC, 317-335 [10.6092/2284-4732/7558].

RIABITARE IL PATRIMONIO URBANO ED EDILIZIO DEI TERRITORI INTERNI: SPAZIO DIGITALE PER SERVIZI SANITARI EFFICIENTI

Mamì, Antonella
;
Nicolini, Elvira
2020

Abstract

La necessità del distanziamento fisico, dettata dall’epoca pandemica in corso, ricade inevitabilmente sulla vivibilità degli spazi urbani e di quelli abitativi. L’esigenza pressante di qualità della vita, nella fisicità e nelle relazioni umane, impone di riguardare con interesse a quei luoghi che ne sono depositari per sedimentazione storica. Una delle risposte è nel riabitare i centri minori dei territori interni, luoghi con bassa densità demografica e costruita, luoghi resilienti alle mutazioni urbane, luoghi salubri. Questi luoghi, di contro, sono affetti da marginalità e carenze di infrastrutture e servizi. Le tecnologie digitali si propongono sempre più come ausilio nel recupero del patrimonio urbano distribuito nei territori interni, implementando nuove performance e contribuendo a preservarne la fisicità. Lo studio è focalizzato sui servizi sanitari in una visione interscalare: dal comprensorio allo spazio abitativo; con l’utilizzo delle tecnologie digitali può ridursi la condizione di marginalità mediante la telemedicina e l’assistenza a rete, con servizi itineranti e on demand, con l’obiettivo di offrire migliori opportunità alle comunità geograficamente disagiate.
Settore ICAR/12 - Tecnologia Dell'Architettura
BDC
Mamì, A., & Nicolini, E. (2020). RIABITARE IL PATRIMONIO URBANO ED EDILIZIO DEI TERRITORI INTERNI: SPAZIO DIGITALE PER SERVIZI SANITARI EFFICIENTI. BDC, 317-335 [10.6092/2284-4732/7558].
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