AGATHÓN issue number 7 is a collection of essays, studies, research and projects on the subject entitled ‘From Mega to Nano: the Complexity of a Multiscalar Project’, inextricably linked to the ever-increasing request of trans and multidisciplinarity of the project. The ability of ‘change of scales’, work on more different scales – multiscalarity – create new ones or change the meaning of the scales commonly accepted, it is common practice in the approach to the project and has always concerned architects, engineers, designers and artists for the multiple symbolic and real meanings of the size of a territory, a city, an architecture and an object. The concepts of scale and size are fundamental to link, in a systemic point of view, the detail with the big picture, the detail with the group, to interpret and represent, to discretize and recompose elements and parts that stand in a hierarchy or interconnection relation, to investigate the physical and social, to outline critical issues and potential, but especially to establish the importance of relational aspects between the group and its component as a way to understand their identity, their nature and organization, their regulation rules and the role played in different contexts, namely the fundamental elements to identify the form and structure of a territory, a city, an architecture and an object. The concept of scale in Architecture regulates the size of the anthropic space, always keeping human dimension as reference. The choice of the scale inevitably becomes a conceptual selection of what the project actually wants to represent. When using multiscalar representation, we try to show the complexity of reality, by using as many regulation criteria and specific evaluations as we can, not only by describing its size and geometric aspects but most of all by significantly highlighting its qualitative aspects and those related to identity, culture and history. This means that there is not just one scale to represent a territory, a city, architecture, an object or a detail; however, in terms of a necessary multiscalarity, the project chooses the most fitting scale to develop practices, on a case-by-case basis. Therefore, logically the scale influences the project: thanks to the progress of technology in the field of design at all levels, it is probably the component of the project on which the designer works the most, simultaneously coordinating real and virtual relations; these relations do not end when the form is created, but continue over time and modify the management of the object’s complexity. The essays and research published show that if measuring, using the scale as a tool, means understanding the things in the world by establishing some differences, therefore ‘off-size’ can be the basis for new theoretical assumptions in which both the infinitely large (mega) and the infinitely small (nano) contribute to defining crucial topics, such as environmental, social and economic sustainability, resilience, territory government, the idea of space, aesthetics, use, development of new products, services and materials, etc. Therefore, the multiscalar approach can be considered as an important design working tool that, in a systemic point of view, can foster the proposal of adequate strategies for action and planning of sustainable actions, developing new methods, working techniques and shared measurements, through well-considered hierarchies of priorities necessary to optimize the choices of the project and to determine the reliable cost/benefit balances (especially of environmental nature).

Il numero 7 di AGATHÓN raccoglie saggi, studi, ricerche e progetti sul tema dal titolo ‘Dal Mega al Nano: la Complessità del Progetto Multiscalare’, tema indissolubilmente legato alla sempre maggiore richiesta di trans e multidisplinarietà del progetto. La capacità di effettuare ‘salti di scala’, di agire su scale diverse e di costruirne di nuove o di mutare il senso di quelle comunemente accettate è una pratica comune dell’approccio al progetto, e riguarda da sempre gli architetti, gli ingegneri, i designer e gli artisti, nei molteplici significati simbolici e reali della misura di un territorio, di una città, di un’architettura e di un oggetto. I concetti di scala e di misura sono indispensabili per correlare, in un’ottica sistemica, il particolare con il generale, il dettaglio con l’insieme, per interpretare e rappresentare, per discretizzare e ricomporre elementi e parti tra loro in un rapporto di gerarchia o di interconnessione, per indagare il fisico e il sociale, per delinearne criticità e potenzialità, ma soprattutto per stabilire l’importanza degli aspetti relazionali fra l’insieme e le sue parti come chiave di lettura della loro identità, della loro natura e organizzazione, dei principi di regolazione e del ruolo svolto nei diversi contesti, ovvero di quei fattori indispensabili per individuare forma e struttura di un territorio, di una città, di un’architettura e di un oggetto. La nozione di scala in Architettura regola la dimensione dello spazio antropico, ponendo sempre come riferimento la dimensione umana. La scelta della scala è inevitabilmente una selezione concettuale di ciò che in effetti il progetto vuole rappresentare. Quando invece si utilizza la rappresentazione multiscalare si cerca di esplicitare la complessità del reale servendosi di un maggior numero di criteri regolatori e di valutazioni specifiche, non solo descrivendone gli aspetti dimensionali e geometrici, ma soprattutto evidenziandone in maniera significativa gli aspetti qualitativi e quelli legati all’identità, alla cultura e alla storia. Ciò significa che non esiste una sola scala per la rappresentazione del territorio, della città, dell’architettura, di un oggetto o di un dettaglio; tuttavia, nella logica della necessaria multiscalarità il progetto seleziona di volta in volta la scala più adeguata allo svolgimento delle pratiche. La scala, quindi, ha un’interferenza logica sul progetto: grazie agli avanzamenti della tecnologia nell’ambito della progettazione a tutti i livelli, essa probabilmente è la componente del progetto su cui maggiormente il progettista agisce coordinando relazioni reali e virtuali in maniera simultanea; queste relazioni non terminano con la concretizzazione della forma, ma continuano nel tempo e modificano la gestione della complessità propria dell’oggetto. I saggi e le ricerche pubblicati dimostrano che, se misurare usando la scala come strumento significa prendere possesso delle cose del mondo stabilendone le differenze, il fuori-misura può costituire la base per nuovi assunti teorici in cui l’infinitamente grande (il ‘mega’) e l’infinitamente piccolo (il ‘nano’) concorrono simultaneamente nella definizione di questioni centrali come la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, la resilienza, il governo del territorio, la concezione dello spazio, l’estetica, l’uso, lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e materiali, ecc. L’approccio multiscalare può quindi essere considerato un importante strumento progettuale operativo che, in un’ottica sistemica, può favorire la proposizione di adeguate strategie d’azione e di pianificazione degli interventi sostenibili, sviluppando nuove metodiche, tecniche operative e metriche condivise, attraverso ragionate gerarchie di priorità necessarie a ottimizzare le scelte del progetto e a determinare credibili bilanci costi/benefici (soprattutto di natura ambientale).

SPOSITO, C., DE GIOVANNI, G. (2020). Editoriale. AGATHÓN, 8, 3-7 [10.19229/2464-9309/702020].

Editoriale

SPOSITO, Cesare
;
DE GIOVANNI, Giuseppe
2020

Abstract

Il numero 7 di AGATHÓN raccoglie saggi, studi, ricerche e progetti sul tema dal titolo ‘Dal Mega al Nano: la Complessità del Progetto Multiscalare’, tema indissolubilmente legato alla sempre maggiore richiesta di trans e multidisplinarietà del progetto. La capacità di effettuare ‘salti di scala’, di agire su scale diverse e di costruirne di nuove o di mutare il senso di quelle comunemente accettate è una pratica comune dell’approccio al progetto, e riguarda da sempre gli architetti, gli ingegneri, i designer e gli artisti, nei molteplici significati simbolici e reali della misura di un territorio, di una città, di un’architettura e di un oggetto. I concetti di scala e di misura sono indispensabili per correlare, in un’ottica sistemica, il particolare con il generale, il dettaglio con l’insieme, per interpretare e rappresentare, per discretizzare e ricomporre elementi e parti tra loro in un rapporto di gerarchia o di interconnessione, per indagare il fisico e il sociale, per delinearne criticità e potenzialità, ma soprattutto per stabilire l’importanza degli aspetti relazionali fra l’insieme e le sue parti come chiave di lettura della loro identità, della loro natura e organizzazione, dei principi di regolazione e del ruolo svolto nei diversi contesti, ovvero di quei fattori indispensabili per individuare forma e struttura di un territorio, di una città, di un’architettura e di un oggetto. La nozione di scala in Architettura regola la dimensione dello spazio antropico, ponendo sempre come riferimento la dimensione umana. La scelta della scala è inevitabilmente una selezione concettuale di ciò che in effetti il progetto vuole rappresentare. Quando invece si utilizza la rappresentazione multiscalare si cerca di esplicitare la complessità del reale servendosi di un maggior numero di criteri regolatori e di valutazioni specifiche, non solo descrivendone gli aspetti dimensionali e geometrici, ma soprattutto evidenziandone in maniera significativa gli aspetti qualitativi e quelli legati all’identità, alla cultura e alla storia. Ciò significa che non esiste una sola scala per la rappresentazione del territorio, della città, dell’architettura, di un oggetto o di un dettaglio; tuttavia, nella logica della necessaria multiscalarità il progetto seleziona di volta in volta la scala più adeguata allo svolgimento delle pratiche. La scala, quindi, ha un’interferenza logica sul progetto: grazie agli avanzamenti della tecnologia nell’ambito della progettazione a tutti i livelli, essa probabilmente è la componente del progetto su cui maggiormente il progettista agisce coordinando relazioni reali e virtuali in maniera simultanea; queste relazioni non terminano con la concretizzazione della forma, ma continuano nel tempo e modificano la gestione della complessità propria dell’oggetto. I saggi e le ricerche pubblicati dimostrano che, se misurare usando la scala come strumento significa prendere possesso delle cose del mondo stabilendone le differenze, il fuori-misura può costituire la base per nuovi assunti teorici in cui l’infinitamente grande (il ‘mega’) e l’infinitamente piccolo (il ‘nano’) concorrono simultaneamente nella definizione di questioni centrali come la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, la resilienza, il governo del territorio, la concezione dello spazio, l’estetica, l’uso, lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e materiali, ecc. L’approccio multiscalare può quindi essere considerato un importante strumento progettuale operativo che, in un’ottica sistemica, può favorire la proposizione di adeguate strategie d’azione e di pianificazione degli interventi sostenibili, sviluppando nuove metodiche, tecniche operative e metriche condivise, attraverso ragionate gerarchie di priorità necessarie a ottimizzare le scelte del progetto e a determinare credibili bilanci costi/benefici (soprattutto di natura ambientale).
Settore ICAR/12 - Tecnologia Dell'Architettura
https://www.agathon.it/agathon/article/view/173
SPOSITO, C., DE GIOVANNI, G. (2020). Editoriale. AGATHÓN, 8, 3-7 [10.19229/2464-9309/702020].
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