Ancora oggi manca una codificazione di regole da suggerire perché vengano seguite con puntualità per ripristinare e per risanare i monumenti e gli edifici di interesse storico risalenti ai primi anni del secolo scorso, realizzati in calcestruzzo o contenenti parti ornamentali ma anche funzionali in calcestruzzo. E’ prevalsa l’abitudine di trattare questi ultimi come se fossero costruiti secondo le regole dell’odierna tecnica delle costruzioni, senza considerare dunque le differenti caratteristiche che essi presentano a partire dalle metodologie utilizzate per la produzione dei materiali, fino ad arrivare alle differenze di calcolo progettuale. Se da un lato dunque sembra corretto l’utilizzo di calcestruzzi di nuova generazione, come ad esempio calcestruzzi autocompattanti, autostagionanti, autoprecompressi, o ancora materiali polimerici fibrorinforzati, ciò che realmente sembra mancare all’interno di questa pratica d’intervento, è la formulazione di un metodo scientifico multidisciplinare da seguire nel restauro del moderno, che possa mantenere inalterate le caratteristiche di tali architetture, senza modificarne cioè i loro caratteri strutturali, estetici ed architettonici. La comprensione e l’acquisizione di dati eterogenei è, dunque, la base per l’elaborazione di un progetto di conservazione e di restauro di tipo filologico, che vada ad individuare metodi di intervento mirati caso per caso, nella comprensione della materia esistente e nello sforzo di riproporne le proprietà, nel mantenimento dimensionale delle parti strutturali e nelle compatibilità fisico-meccaniche tra i materiali storici e quelli di nuova generazione. Si riportano i risultati di due esperienze sperimentali condotte in due edifici di interesse storico palermitani di inizio ‘900: il Teatro Finocchiaro sito in Via Roma e il Castello Utveggio posto sulla sommità del Primo Pizzo nel settore meridionale del Monte Pellegrino a 346 m s.l.m.. Le ricerche storio-archivistiche, volte alla conoscenza e all’approfondimento delle tecniche costruttive originarie e della qualità e della provenienza dei materiali impiegati, hanno introdotto le operazioni di rilievo morfo-metrico (integrato con metodologie innovative laser scanning e fotogrammetriche) delle parti architettoniche finalizzate allo studio geometrico-spaziale dell’oggetto architettonico di indagine. Documentando con schede di rilievo tipologico-funzionale e tecnologico, con quadri fessurativi e con la realizzazione di un modello in scala (prodotto con tecnica di prototyping), si presentano i primi risultati delle indagini e delle prove distruttive e non-distruttive su alcune parti più rappresentative delle diverse tipologie di elementi costruttivi e di condizioni di esposizione della struttura. Le analisi chimico-fisiche condotte su campioni di calcestruzzo hanno permesso diagnosi di deterioramento del materiale, proponendo possibili interventi di ripristino.

Di Paola, F., Mineo, S., Lo Presti, S., Alessi, R. (2010). Metodologie di rilievo metrico e diagnosi materica in edifici storici. Casi studio. CONSERVATION SCIENCE IN CULTURAL HERITAGE, 10, 1-3.

Metodologie di rilievo metrico e diagnosi materica in edifici storici. Casi studio.

DI PAOLA, Francesco;MINEO, Serena;LO PRESTI, Salvatore;
2010

Abstract

Ancora oggi manca una codificazione di regole da suggerire perché vengano seguite con puntualità per ripristinare e per risanare i monumenti e gli edifici di interesse storico risalenti ai primi anni del secolo scorso, realizzati in calcestruzzo o contenenti parti ornamentali ma anche funzionali in calcestruzzo. E’ prevalsa l’abitudine di trattare questi ultimi come se fossero costruiti secondo le regole dell’odierna tecnica delle costruzioni, senza considerare dunque le differenti caratteristiche che essi presentano a partire dalle metodologie utilizzate per la produzione dei materiali, fino ad arrivare alle differenze di calcolo progettuale. Se da un lato dunque sembra corretto l’utilizzo di calcestruzzi di nuova generazione, come ad esempio calcestruzzi autocompattanti, autostagionanti, autoprecompressi, o ancora materiali polimerici fibrorinforzati, ciò che realmente sembra mancare all’interno di questa pratica d’intervento, è la formulazione di un metodo scientifico multidisciplinare da seguire nel restauro del moderno, che possa mantenere inalterate le caratteristiche di tali architetture, senza modificarne cioè i loro caratteri strutturali, estetici ed architettonici. La comprensione e l’acquisizione di dati eterogenei è, dunque, la base per l’elaborazione di un progetto di conservazione e di restauro di tipo filologico, che vada ad individuare metodi di intervento mirati caso per caso, nella comprensione della materia esistente e nello sforzo di riproporne le proprietà, nel mantenimento dimensionale delle parti strutturali e nelle compatibilità fisico-meccaniche tra i materiali storici e quelli di nuova generazione. Si riportano i risultati di due esperienze sperimentali condotte in due edifici di interesse storico palermitani di inizio ‘900: il Teatro Finocchiaro sito in Via Roma e il Castello Utveggio posto sulla sommità del Primo Pizzo nel settore meridionale del Monte Pellegrino a 346 m s.l.m.. Le ricerche storio-archivistiche, volte alla conoscenza e all’approfondimento delle tecniche costruttive originarie e della qualità e della provenienza dei materiali impiegati, hanno introdotto le operazioni di rilievo morfo-metrico (integrato con metodologie innovative laser scanning e fotogrammetriche) delle parti architettoniche finalizzate allo studio geometrico-spaziale dell’oggetto architettonico di indagine. Documentando con schede di rilievo tipologico-funzionale e tecnologico, con quadri fessurativi e con la realizzazione di un modello in scala (prodotto con tecnica di prototyping), si presentano i primi risultati delle indagini e delle prove distruttive e non-distruttive su alcune parti più rappresentative delle diverse tipologie di elementi costruttivi e di condizioni di esposizione della struttura. Le analisi chimico-fisiche condotte su campioni di calcestruzzo hanno permesso diagnosi di deterioramento del materiale, proponendo possibili interventi di ripristino.
Settore ICAR/17 - Disegno
Settore ICAR/11 - Produzione Edilizia
Di Paola, F., Mineo, S., Lo Presti, S., Alessi, R. (2010). Metodologie di rilievo metrico e diagnosi materica in edifici storici. Casi studio. CONSERVATION SCIENCE IN CULTURAL HERITAGE, 10, 1-3.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10447/45212
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