It’s a hard task to present this research by Giovanni Battista Cocco and Adriano Dessì without mentioning what has happened recently due to the pandemic. If we were to proceed on our reflection without considering the spread of the SARS-Cov-2 virus and Covid-19 infection, we would transmit a distorted image of our present and maybe we could only partially appreciate the work of the two researchers, who highlighted the significant features of a specific metropolitan condition and its potentials by using the architectural project as an investigative tool. Why talk about the pandemic if the volume was concluded just before the disaster began to spread? Because the consequences of the virus have, in general, put mankind’s ways of living on this earth in a difficult position and, in particular, the modus vivendi of large urban concentrations where the contradictions accumulated for decades have emerged with an even greater clarity. Therefore, talking about a metropolitan area - that of Cagliari observed from Sestu - becomes an important opportunity to understand the distance between the limits of the legislation erga omnes of the Italian metropolitan areas and the specificity of a context which is hardly comparable to others and therefore incomprehensible through a priori models. What is the challenge of the two re- searchers? Demonstrating, by discussing the case of Sestu, that there are alternatives to a mono-gravitational metropolitan system in which a single star radiates a set of satellites.

Difficile presentare la ricerca di Giovanni Battista Cocco e Adriano Dessi escludendo quanto è accaduto negli ultimi mesi in seguito alla pandemia. Se si dovesse procedere nella riflessione senza tenere conto della diffusione del virus SARS-Cov-2 e della infezione Covid-19, ne scaturirebbe un quadro distorto e forse si apprezzerebbe solo in parte il lavoro dei due ricercatori che, osservando una specifica condizione metropolitana, ne palesano le peculiarità e, utilizzando il progetto di architettura come strumento di indagine, le potenzialità. Perché richiamare la pandemia se il volume è stato concluso poco prima che la sciagura si propagasse? Perché le conseguenze del virus hanno messo in crisi, in generale, l’abitare dell’uomo sulla terra e, in particolare modo, il modus vivendi delle grandi concentrazioni urbane nelle quali sono emerse, con maggiore evidenza, quelle contraddizioni accumulatesi per decenni. Ragionare, quindi, su un’area metropolitana – quella di Cagliari osservata da Sestu – si trasforma in una occasione rilevante per comprendere la distanza esistente tra i limiti di una legislazione erga omnes – quella per le aree metropolitane italiane – e le specificità di un contesto difficilmente assimilabile ad altri e quindi incomprensibile attraverso modelli apriori. Quale è la sfida dei due ricercatori? Dimostrare, trattando il caso di Sestu, che esistono delle alternative ad un sistema metropolitano mono gravitazionale in cui un unico fuoco irradia l’insieme dei satelliti. Alcuni di questi elementi, pur non essendo del tutto autonomi, hanno delle qualità complementari a quelle della città capoluogo. Passando in rassegna i casi studio: Il colle della cura, La quota intermedia, La quinta abitata, Spessori di margine, Recinti rurali, Moduli d’agro, questi si offrono alla ‘sostanza’ metropolitana come spazi urbani risparmiati da un complessivo fenomeno di subsidenza che ha riguardato l’intero territorio di Sestu.

SCIASCIA, A. (2020). Interazioni metropolitane. In Paesaggi neometropolitani. Ricerca e progetto di architettura per la città di Sestu / Neometropolitan landscapes. Research and architecture project for the city of Sest (pp. 12-17). Siracusa : LetteraVentidue.

Interazioni metropolitane

SCIASCIA, Andrea
2020-01-01

Abstract

Difficile presentare la ricerca di Giovanni Battista Cocco e Adriano Dessi escludendo quanto è accaduto negli ultimi mesi in seguito alla pandemia. Se si dovesse procedere nella riflessione senza tenere conto della diffusione del virus SARS-Cov-2 e della infezione Covid-19, ne scaturirebbe un quadro distorto e forse si apprezzerebbe solo in parte il lavoro dei due ricercatori che, osservando una specifica condizione metropolitana, ne palesano le peculiarità e, utilizzando il progetto di architettura come strumento di indagine, le potenzialità. Perché richiamare la pandemia se il volume è stato concluso poco prima che la sciagura si propagasse? Perché le conseguenze del virus hanno messo in crisi, in generale, l’abitare dell’uomo sulla terra e, in particolare modo, il modus vivendi delle grandi concentrazioni urbane nelle quali sono emerse, con maggiore evidenza, quelle contraddizioni accumulatesi per decenni. Ragionare, quindi, su un’area metropolitana – quella di Cagliari osservata da Sestu – si trasforma in una occasione rilevante per comprendere la distanza esistente tra i limiti di una legislazione erga omnes – quella per le aree metropolitane italiane – e le specificità di un contesto difficilmente assimilabile ad altri e quindi incomprensibile attraverso modelli apriori. Quale è la sfida dei due ricercatori? Dimostrare, trattando il caso di Sestu, che esistono delle alternative ad un sistema metropolitano mono gravitazionale in cui un unico fuoco irradia l’insieme dei satelliti. Alcuni di questi elementi, pur non essendo del tutto autonomi, hanno delle qualità complementari a quelle della città capoluogo. Passando in rassegna i casi studio: Il colle della cura, La quota intermedia, La quinta abitata, Spessori di margine, Recinti rurali, Moduli d’agro, questi si offrono alla ‘sostanza’ metropolitana come spazi urbani risparmiati da un complessivo fenomeno di subsidenza che ha riguardato l’intero territorio di Sestu.
Metropolitan interactions
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
SCIASCIA, A. (2020). Interazioni metropolitane. In Paesaggi neometropolitani. Ricerca e progetto di architettura per la città di Sestu / Neometropolitan landscapes. Research and architecture project for the city of Sest (pp. 12-17). Siracusa : LetteraVentidue.
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