The paper contains a detailed investigation of some colour terms (poikìlos, chloròs, erythròs, pòrphyros and their compounds) which are examined in their semantic aspects and in their use by the Greek archaic lyric poets as well as by ancient physicians, particularly in erotic contexts. It emerges, according to previous studies by other scholars on this issue, that both lyric poetry and medicine contribute to an extension and upgrading of the traditional semantic and cultural range of these terms, often to the detriment of their chromatic traits. Specifically, the comparison between the poetic and medical, particularly Hippocratic, use of the colour terms considered shows some correspondences in representation and imagery of erotic experience: in the case of chloròs, love is represented as a disease which consumes the lovers, while the adjectives erythròs and pòrphyros express the blood agitation which makes the person in love blush, according to the topic of the fire of love. Poikìlos is used in poetic context to allude to the deceptive and seductive aspects of love, while in the medical language it refers to a theatrical show of technical skills, where no apparent connection with erotic motifs is present.

L’articolo contiene una dettagliata indagine di alcuni termini di colore (poikìlos, chloròs, erythròs, pòrphyros e loro composti), di cui si esamina l’uso e i significati nel confronto tra lirica greca arcaica e letteratura medica, con particolare attenzione per i contesti erotici. In accordo con quanto già evidenziato da altri studiosi, emerge in generale l’estensione e l’innovazione, da parte di lirici e medici, del tradizionale ambito culturale e semantico di tali termini, a discapito del mero tratto coloristico. Specificamente, il confronto tra l’uso poetico e medico, specie ippocratico, dei termini di colore considerati mostra alcune corrispondenze nella rappresentazione e nell’immaginario dell’esperienza erotica: nel caso di chloròs, la passione d’amore è vista come una malattia che consuma gli amanti, mentre gli aggettivi erythròs e pòrphyros rimandano all’agitazione dell’umore sanguigno che fa arrossire la persona innamorata nel contesto della topica del fuoco d’amore. Poikìlos è usato in poesia per alludere agli aspetti ingannevoli e seducenti dell’amore, nel linguaggio medico fa riferimento ad un’esibizione teatrale di capacità tecniche, senza apparenti connessioni con il motivo erotico.

Giorgianni, F. (2020). Colori dell'eros nelle Grecia antica. MEDICINA NEI SECOLI, 32(2), 443-476.

Colori dell'eros nelle Grecia antica

Giorgianni, F
2020

Abstract

L’articolo contiene una dettagliata indagine di alcuni termini di colore (poikìlos, chloròs, erythròs, pòrphyros e loro composti), di cui si esamina l’uso e i significati nel confronto tra lirica greca arcaica e letteratura medica, con particolare attenzione per i contesti erotici. In accordo con quanto già evidenziato da altri studiosi, emerge in generale l’estensione e l’innovazione, da parte di lirici e medici, del tradizionale ambito culturale e semantico di tali termini, a discapito del mero tratto coloristico. Specificamente, il confronto tra l’uso poetico e medico, specie ippocratico, dei termini di colore considerati mostra alcune corrispondenze nella rappresentazione e nell’immaginario dell’esperienza erotica: nel caso di chloròs, la passione d’amore è vista come una malattia che consuma gli amanti, mentre gli aggettivi erythròs e pòrphyros rimandano all’agitazione dell’umore sanguigno che fa arrossire la persona innamorata nel contesto della topica del fuoco d’amore. Poikìlos è usato in poesia per alludere agli aspetti ingannevoli e seducenti dell’amore, nel linguaggio medico fa riferimento ad un’esibizione teatrale di capacità tecniche, senza apparenti connessioni con il motivo erotico.
Settore L-FIL-LET/02 - Lingua E Letteratura Greca
Giorgianni, F. (2020). Colori dell'eros nelle Grecia antica. MEDICINA NEI SECOLI, 32(2), 443-476.
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