According to Italian bankruptcy law one of the trustee’s duties is to rebuild the debtor’s assets, in order to guarantee the equal treatment among creditors. For this purpose, the trustee can bring actions to invalidate the debtor’s fraudulent acts and conveyances. These actions have different grounds and effects; an action is aimed at declaring the ineffectiveness ex lege of acts made by the debtor; there are also the ordinary actio pauliana and the “azione revocatoria fallimentare” (bankruptcy invalidation action). On the other hand, the trustee may be sued in similar actions. In all these cases, it is necessary to establish the admissibility of the use of arbitration. These issues will be examined in light of the provisions contained in the Bankruptcy Law and in the recent Crisis and Insolvency Code, which will soon replace the Bankruptcy Law.

Tra i compiti del curatore vi è quello di ricostruire il patrimonio del debitore, al fine di garantire la par condicio creditorum. A questo scopo il curatore può proporre azioni dirette a far dichiarare la inefficacia degli atti compiuti dal debitore. Si tratta di azioni con presupposti ed effetti tra loro diversi; una azione è diretta a far dichiarare la inefficacia ex lege atti compiuti dal debitore; le altre sono lazione revocatoria ordinaria e l’azione revocatoria fallimentare. Per altro verso, il curatore potrebbe essere convenuto in azioni revocatorie dirette a fare dichiarare inefficaci atti di cui ha beneficiato il debitore prima del fallimento o la stessa curatela. In tutte queste ipotesi, occorre verificare la ammissibilità del ricorso all’arbitrato. Le superiori tematiche saranno esaminate anche alla luce delle disposizioni contenute nel Codice della crisi e dell’insolvenza.

ziino, s. (2020). L’arbitrabilità delle azioni revocatorie e di inefficacia nella prospettiva del Codice della Crisi. IL DIRITTO FALLIMENTARE E DELLE SOCIETÀ COMMERCIALI(5), 1011-1044.

L’arbitrabilità delle azioni revocatorie e di inefficacia nella prospettiva del Codice della Crisi

ziino, s
2020

Abstract

Tra i compiti del curatore vi è quello di ricostruire il patrimonio del debitore, al fine di garantire la par condicio creditorum. A questo scopo il curatore può proporre azioni dirette a far dichiarare la inefficacia degli atti compiuti dal debitore. Si tratta di azioni con presupposti ed effetti tra loro diversi; una azione è diretta a far dichiarare la inefficacia ex lege atti compiuti dal debitore; le altre sono lazione revocatoria ordinaria e l’azione revocatoria fallimentare. Per altro verso, il curatore potrebbe essere convenuto in azioni revocatorie dirette a fare dichiarare inefficaci atti di cui ha beneficiato il debitore prima del fallimento o la stessa curatela. In tutte queste ipotesi, occorre verificare la ammissibilità del ricorso all’arbitrato. Le superiori tematiche saranno esaminate anche alla luce delle disposizioni contenute nel Codice della crisi e dell’insolvenza.
Settore IUS/15 - Diritto Processuale Civile
Settore IUS/04 - Diritto Commerciale
ziino, s. (2020). L’arbitrabilità delle azioni revocatorie e di inefficacia nella prospettiva del Codice della Crisi. IL DIRITTO FALLIMENTARE E DELLE SOCIETÀ COMMERCIALI(5), 1011-1044.
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Descrizione: Articolo su arbitrabilità azioni revocatorie e di inefficacia
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