To rethink a future for internal areas today means first of all deconstruct ing the idea of periphery and marginality they have been referred to for a long time (Decandia, 2016). A deconstruction that takes place through the adoption of a new point of view, a creative and generative rethinking of the territories in which sensitive languages and aesthetic rationality potentially act as devices. Many of these areas are today the incubator of a lush undergrowth in action, lands where artistic and cultural practices act using periphery as the focus of experimentation. Through contemporary art, these practices affect the territories triggering critical processes of understanding of reality, giving life to amorphous bodies, building new imaginaries through the deconstruction and reconstruction of collectivities and communities and of a common sense, re-enchanting and increasing the sense of possibilities through imaginative exercises (Sandercock, 2000). Among these Latronico, in the Pollino National Park, arises with ArtePollino and A cielo aperto as an interesting forge of experimentation on public art and as a cognitive device, helping the territory to recover a dimension of sociality and a conscience of itself through sensitive and creative action. Experiences in which the institutional and informal dimension, top-down and bottom-up approaches merge.

Ripensare oggi un futuro per le aree interne significa in primo luogo decostruire l’idea di perifericità e di marginalità cui esse hanno rimandato per un lungo periodo (Decandia, 2016). Una decostuzione che si compie adottando un nuovo sguardo, un ripensamento creativo e generativo dei territori in cui linguaggi sensibili e razionalità estetiche agiscono come dispositivi di trasformazione. Molte di queste aree sono oggi l’incubazione di un rigoglioso sottobosco in azione, terreni in cui pratiche artistiche e culturali agiscono facendo della perifericità il fulcro della sperimentazione. Attraverso l’arte contemporanea queste pratiche incidono nei territori innescando dei processi critici di comprensione delle realtà, dando vita a corpi amorfi, costruendo nuovi immaginari attraverso la decostruzione e ricostruzione di collettività e comunità, di un senso comune, re-incantando e aumentando il senso delle possibilità attraverso esercizi immaginativi (Sandercock, 2000). Tra queste Latronico, nel Parco Nazionale del Pollino, con ArtePollino e A cielo Aperto, appare come una interessante fucina di sperimentazione sull’arte pubblica agendo come dispositivo conoscitivo del territorio per recuperare una dimensione di socialità e una coscienza del luogo attraverso l’esperienza sensibile e l’azione creativa. Esperienze in cui dimensione istituzionale e informale, approccio top down e bottom up si fondono.

Crobe, S. (2017). Rendere sensibile, rendere visibile. Le pratiche artistiche tra confini territoriali e disciplinari. CULTURE DELLA SOSTENIBILITÀ, 10(20), 103-117 [10.7402/CdS.20.009].

Rendere sensibile, rendere visibile. Le pratiche artistiche tra confini territoriali e disciplinari

Crobe, Stefania
2017

Abstract

Ripensare oggi un futuro per le aree interne significa in primo luogo decostruire l’idea di perifericità e di marginalità cui esse hanno rimandato per un lungo periodo (Decandia, 2016). Una decostuzione che si compie adottando un nuovo sguardo, un ripensamento creativo e generativo dei territori in cui linguaggi sensibili e razionalità estetiche agiscono come dispositivi di trasformazione. Molte di queste aree sono oggi l’incubazione di un rigoglioso sottobosco in azione, terreni in cui pratiche artistiche e culturali agiscono facendo della perifericità il fulcro della sperimentazione. Attraverso l’arte contemporanea queste pratiche incidono nei territori innescando dei processi critici di comprensione delle realtà, dando vita a corpi amorfi, costruendo nuovi immaginari attraverso la decostruzione e ricostruzione di collettività e comunità, di un senso comune, re-incantando e aumentando il senso delle possibilità attraverso esercizi immaginativi (Sandercock, 2000). Tra queste Latronico, nel Parco Nazionale del Pollino, con ArtePollino e A cielo Aperto, appare come una interessante fucina di sperimentazione sull’arte pubblica agendo come dispositivo conoscitivo del territorio per recuperare una dimensione di socialità e una coscienza del luogo attraverso l’esperienza sensibile e l’azione creativa. Esperienze in cui dimensione istituzionale e informale, approccio top down e bottom up si fondono.
Settore ICAR/21 - Urbanistica
Crobe, S. (2017). Rendere sensibile, rendere visibile. Le pratiche artistiche tra confini territoriali e disciplinari. CULTURE DELLA SOSTENIBILITÀ, 10(20), 103-117 [10.7402/CdS.20.009].
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