Conosciuto come il massimo studioso in Italia delle musiche della Seconda Scuola di Vienna, Luigi Rognoni (Milano, 1913-1986) nutrì nondimeno, sin dagli anni giovanili, un profondo interesse per la cultura francese. Durante la sua poliedrica attività di musicologo e operatore culturale, di critico cinematografico, collaboratore del Terzo Programma della RAI e regista di teatro musicale, ebbe molteplici contatti con musicisti e intellettuali francesi (Cocteau, Colette, René Clair, Leibowitz, Honegger, Milhaud, Poulenc, etc.), testimoniati dai documenti del suo archivio personale, oggi custoditi presso l’Università di Palermo. Con Darius Milhaud e René Leibowitz c’era poi un legame che andava al di là del rapporto professionale, ed entrambi furono più volte ospiti in casa Rognoni. Il corposo carteggio con Milhaud (più di ottanta documenti fra lettere, cartoline e telegrammi) ha inizio nel 1937 (in seguito alla conoscenza personale al V Festival di musica contemporanea della Biennale di Venezia) e prosegue fino alla morte del compositore, nel 1974. Impegnato su tutti i fronti nella diffusione della musica contemporanea, Rognoni si fece promotore di molteplici iniziative a favore di Milhaud, che su commissione della RAI compose l’Apothéose de Molière op. 286 (per il concerto offerto ai rappresentanti delle Società Europee di Radiodiffusione convenuti a Capri nel settembre del 1948) e la 5ème Symphonie op. 322, eseguita in prima assoluta dall’orchestra della RAI di Torino il 16 ottobre 1953 (e preceduta da una conversazione radiofonica a cura di Luigi Rognoni). L’archivio custodisce altri articoli, conferenze, trasmissioni e interviste radiofoniche dedicate da Rognoni a Milhaud (la cui gratitudine è testimoniata da numerose dediche autografe); e una preziosa testimonianza sonora, oltre che cartografica, si conserva dell’intervista a Milhaud e al librettista Armand Lunel in occasione della prima esecuzione in forma scenica del David, alla Scala di Milano nel gennaio del 1955. L’ultimo incontro fra i due ebbe luogo a Palermo nel dicembre del 1965, quando Milhaud fu invitato a dirigere l’Orchestra Sinfonica Siciliana e Rognoni, all’epoca ordinario di Storia della Musica nell’Università di Palermo, tenne una conferenza introduttiva che rimane il suo scritto più ampio e dettagliato sulla musica del compositore francese.

Misuraca, P. (2020). Un "artigiano" del Novecento. Darius Milhaud nell'archivio di Luigi Rognoni. In A. Collisani, G. Garilli, G. Mercadante (a cura di), Italia/Francia. Musica e cultura nella seconda metà del XX secolo. (pp. 169-194). Roma : NeoClassica.

Un "artigiano" del Novecento. Darius Milhaud nell'archivio di Luigi Rognoni

MISURACA, Pietro
2020

Abstract

Conosciuto come il massimo studioso in Italia delle musiche della Seconda Scuola di Vienna, Luigi Rognoni (Milano, 1913-1986) nutrì nondimeno, sin dagli anni giovanili, un profondo interesse per la cultura francese. Durante la sua poliedrica attività di musicologo e operatore culturale, di critico cinematografico, collaboratore del Terzo Programma della RAI e regista di teatro musicale, ebbe molteplici contatti con musicisti e intellettuali francesi (Cocteau, Colette, René Clair, Leibowitz, Honegger, Milhaud, Poulenc, etc.), testimoniati dai documenti del suo archivio personale, oggi custoditi presso l’Università di Palermo. Con Darius Milhaud e René Leibowitz c’era poi un legame che andava al di là del rapporto professionale, ed entrambi furono più volte ospiti in casa Rognoni. Il corposo carteggio con Milhaud (più di ottanta documenti fra lettere, cartoline e telegrammi) ha inizio nel 1937 (in seguito alla conoscenza personale al V Festival di musica contemporanea della Biennale di Venezia) e prosegue fino alla morte del compositore, nel 1974. Impegnato su tutti i fronti nella diffusione della musica contemporanea, Rognoni si fece promotore di molteplici iniziative a favore di Milhaud, che su commissione della RAI compose l’Apothéose de Molière op. 286 (per il concerto offerto ai rappresentanti delle Società Europee di Radiodiffusione convenuti a Capri nel settembre del 1948) e la 5ème Symphonie op. 322, eseguita in prima assoluta dall’orchestra della RAI di Torino il 16 ottobre 1953 (e preceduta da una conversazione radiofonica a cura di Luigi Rognoni). L’archivio custodisce altri articoli, conferenze, trasmissioni e interviste radiofoniche dedicate da Rognoni a Milhaud (la cui gratitudine è testimoniata da numerose dediche autografe); e una preziosa testimonianza sonora, oltre che cartografica, si conserva dell’intervista a Milhaud e al librettista Armand Lunel in occasione della prima esecuzione in forma scenica del David, alla Scala di Milano nel gennaio del 1955. L’ultimo incontro fra i due ebbe luogo a Palermo nel dicembre del 1965, quando Milhaud fu invitato a dirigere l’Orchestra Sinfonica Siciliana e Rognoni, all’epoca ordinario di Storia della Musica nell’Università di Palermo, tenne una conferenza introduttiva che rimane il suo scritto più ampio e dettagliato sulla musica del compositore francese.
Settore L-ART/07 - Musicologia E Storia Della Musica
Misuraca, P. (2020). Un "artigiano" del Novecento. Darius Milhaud nell'archivio di Luigi Rognoni. In A. Collisani, G. Garilli, G. Mercadante (a cura di), Italia/Francia. Musica e cultura nella seconda metà del XX secolo. (pp. 169-194). Roma : NeoClassica.
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