«Poor, good, melancholic Italy». The cartographies of OrioVergani Vergani's intellectual, literary and artistic parable evolves in the sign of the inexhaustible geographical and cultural travel through emblematic places of the most crucial epochal junctions of the twentieth century. In the diachronic crossing of this complex microcosm, an ideological and political path of adherence to Fascism is outlined, never denied but experienced in a problematic way, especially close to the war. In the mediated forms with which these disturbances meander through Vergani's writing, journalism, non-fiction, inventiveness, public and private, the treatment of places has a fundamental cognitive and interpretative centrality, configuring topographies in which documentary cross-section, corporate analysis and narrative suggestion coexist. A peculiar anthropological depth assumes the geography of the nation that is being drawn in the passionate odeporic tale of the Tour of Italy, also permeated, from the forties until the death of the journalist in 1960, by the reverberation of painful meditations generated by the tragic experience of war.

Un'intensa urgenza di ricostruzione si ritrova nelle pagine di Orio Vergani dedicate alle imprese ciclistiche di Fausto Coppi, in cui la cronaca sportiva si fonde al racconto del tormentato ventennio che va dal 29 maggio del 1940 sino alla morte del «campionissimo», nel gennaio del 1960. In tale ‘narrazione’, che coopera a delineare un percorso ideologico e politico di adesione al fascismo mai negato dallo scrittore ma vissuto, soprattutto a ridosso della guerra, in modo problematico, il trattamento dello spazio riveste una centralità conoscitiva ed intepretativa fondante, configurando topografie in cui spaccato documentario, analisi societaria, suggestione narrativa coesistono. Nell’immediato dopoguerra i luoghi nevralgici dell’itinerario ciclistico divengono, infatti, lo scenario elettivo della metamorfosi territoriale, sociale e culturale di un’Italia martoriata dalla violenza bellica e, al tempo stesso, nella rilettura dell'autore si rivelano esemplari di un dolente bilancio coscienziale.Il saggio pedina gli snodi cruciali del «racconto odeporico del Giro d’Italia» tracciato dal giornalista attraverso cui si disegna la mappa di un’Italia ferita ma protesa verso una nuova, travagliata rinascita, mentre il resoconto sportivo si converte in un’ambivalente autobiografia della nazione.

La Monaca D (2019). «Povera, buona, malinconica Italia». Le cartografie di Orio Vergani. INVERBIS, 9(2), 49-64 [10.7368/96979].

«Povera, buona, malinconica Italia». Le cartografie di Orio Vergani

La Monaca D
2019-01-01

Abstract

Un'intensa urgenza di ricostruzione si ritrova nelle pagine di Orio Vergani dedicate alle imprese ciclistiche di Fausto Coppi, in cui la cronaca sportiva si fonde al racconto del tormentato ventennio che va dal 29 maggio del 1940 sino alla morte del «campionissimo», nel gennaio del 1960. In tale ‘narrazione’, che coopera a delineare un percorso ideologico e politico di adesione al fascismo mai negato dallo scrittore ma vissuto, soprattutto a ridosso della guerra, in modo problematico, il trattamento dello spazio riveste una centralità conoscitiva ed intepretativa fondante, configurando topografie in cui spaccato documentario, analisi societaria, suggestione narrativa coesistono. Nell’immediato dopoguerra i luoghi nevralgici dell’itinerario ciclistico divengono, infatti, lo scenario elettivo della metamorfosi territoriale, sociale e culturale di un’Italia martoriata dalla violenza bellica e, al tempo stesso, nella rilettura dell'autore si rivelano esemplari di un dolente bilancio coscienziale.Il saggio pedina gli snodi cruciali del «racconto odeporico del Giro d’Italia» tracciato dal giornalista attraverso cui si disegna la mappa di un’Italia ferita ma protesa verso una nuova, travagliata rinascita, mentre il resoconto sportivo si converte in un’ambivalente autobiografia della nazione.
Settore L-FIL-LET/11 - Letteratura Italiana Contemporanea
La Monaca D (2019). «Povera, buona, malinconica Italia». Le cartografie di Orio Vergani. INVERBIS, 9(2), 49-64 [10.7368/96979].
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