Even today you can hear news about men who cross the Mediterranean Sea, about a flood of desperate castaways trying to reach the shores, just like a gruesome appointment with Death, like a sad funeral litany evolving under the amazed eyes of the West. Meanwhile a new world is silently being born, shaping with apparent di- sorder a new geopolitical order, between the nationalistic exaltation of walls that reaffirm the impassability of borders and a diffused hospitality that invokes the disintegration of them, showing the unstoppable and strong strength of solidarity among populations, a remained hope in the future. A sort of recomposition of the places of the world and the languages of people, an updating of the geography of nations and urban topologies by the movement of people. Everything competes to construct a memory of the present, in an elaboration of a sense too difficult to practice, disturbed by cultural crisis and implosions of the capitalism. Political contradictions in the background indicate that the way is insecure toward a comple- ted European identity, showing the weakness of a society crossed by global financial intere- sts. Also the architectural research has to examine the dramatic and complex conditions of our times, the sense of the architectural space and cities, proxemic relationships and those that interest the widest landscape, the suburbs or structures full of history. Carrying on the experiment, in the Laboratories of Architectural Planning and in the Laboratories of Degree, with great emotional incentive and with the desire to offer a useful worth to the theme, the didactics of the project has been enriched with important ethical and social contents. ‘Abitare’ ( live/inhabit) has been explored in social and urban aspects, in the relapses in terms of space and form, result of the dynamics of the XXI century’s migration. Hospitality certainly constitutes one of the fundamental values of architecture, nowadays get a different meaning, that in itself raises the question of the pacific cohabitation among people and changing in social and physical relationships. These questions, though they have dramatic aspects waiting for clear and urgent answers, concern the destiny and the transformation of the urban space in the next decades.

Ancora oggi si susseguono notizie di uomini che strenuamente attraversano il Mediterraneo, di naufragi disperati che si susseguono con cadenza inesorabile, come in un appuntamento macabro con la morte, come in una triste litania funebre che si snoda sotto lo sguardo attonito dell’Occidente. Intanto un nuovo mondo sta silenziosamente nascendo, configurando con apparente disordine un nuovo assetto geopolitico, tra l’esaltazione nazionalistica di muri che riaffermano l’invalicabilità dei confini e un’accoglienza diffusa che invece ne invoca la disintegrazione mostrando la forza inarrestabile e pervicace della solidarietà tra gli uomini, una residua speranza nel futuro. Una sorta di ricomposizione dei luoghi del mondo e dei linguaggi degli uomini, un aggiornamento della geografia delle nazioni e delle topologie urbane a opera di intere masse di persone in movimento. Tutto concorre alla costruzione di una memoria del presente, in un’elaborazione di senso troppo difficile da praticare, disturbata com’è da crisi culturali e implosioni del capitalismo. Tutto si consuma sullo sfondo di contraddittori politici che evidenziano la precarietà della strada verso una compiuta identità europea, mostrando tutta la debolezza di una società attraversata da silenziosi interessi finanziari globali. Anche la ricerca architettonica deve interrogarsi sulle condizioni drammatiche e complesse del nostro tempo, sul senso dello spazio architettonico e su quello delle città, sulle relazioni prossemiche e su quelle che interessano il paesaggio più esteso, le periferie o le strutture dense di storia. L’esperienza portata avanti, nei Laboratori di Progettazione architettonica e nei Laboratori di Laurea, con grande trasporto emotivo ma, anche, col desiderio di offrire un utile contributo al tema, ha implementato la didattica del progetto di importanti contenuti etici e sociali. L’abitare è strato esplorato nei suoi risvolti sociali e urbani, nelle ricadute, in termini di spazio e di forma, conseguenti alla dinamica delle migrazioni del XXI secolo. L’accoglienza che costituisce certamente uno dei valori fondamentali dell’architettura, oggi si arricchisce di un contenuto diverso, che ci interroga sulla convivenza pacifica tra gli uomini e sul mutamento delle relazioni sociali e fisiche. Sono questioni che pur assumendo, nell’immediato, aspetti drammatici che attendono risposte chiare e urgenti, riguardano il destino e la trasformazione dello spazio urbano nei prossimi decenni.

G.F. Tuzzolino (2019). Storie di uomini, racconti di spazio. In A. Currò, L. Parrivecchio (a cura di), Territori strategici: antichi sbarchi e nuove mete di libertà (pp. 156-163). Roma : Aracne Editrice.

Storie di uomini, racconti di spazio

G. F. Tuzzolino
2019-01-01

Abstract

Ancora oggi si susseguono notizie di uomini che strenuamente attraversano il Mediterraneo, di naufragi disperati che si susseguono con cadenza inesorabile, come in un appuntamento macabro con la morte, come in una triste litania funebre che si snoda sotto lo sguardo attonito dell’Occidente. Intanto un nuovo mondo sta silenziosamente nascendo, configurando con apparente disordine un nuovo assetto geopolitico, tra l’esaltazione nazionalistica di muri che riaffermano l’invalicabilità dei confini e un’accoglienza diffusa che invece ne invoca la disintegrazione mostrando la forza inarrestabile e pervicace della solidarietà tra gli uomini, una residua speranza nel futuro. Una sorta di ricomposizione dei luoghi del mondo e dei linguaggi degli uomini, un aggiornamento della geografia delle nazioni e delle topologie urbane a opera di intere masse di persone in movimento. Tutto concorre alla costruzione di una memoria del presente, in un’elaborazione di senso troppo difficile da praticare, disturbata com’è da crisi culturali e implosioni del capitalismo. Tutto si consuma sullo sfondo di contraddittori politici che evidenziano la precarietà della strada verso una compiuta identità europea, mostrando tutta la debolezza di una società attraversata da silenziosi interessi finanziari globali. Anche la ricerca architettonica deve interrogarsi sulle condizioni drammatiche e complesse del nostro tempo, sul senso dello spazio architettonico e su quello delle città, sulle relazioni prossemiche e su quelle che interessano il paesaggio più esteso, le periferie o le strutture dense di storia. L’esperienza portata avanti, nei Laboratori di Progettazione architettonica e nei Laboratori di Laurea, con grande trasporto emotivo ma, anche, col desiderio di offrire un utile contributo al tema, ha implementato la didattica del progetto di importanti contenuti etici e sociali. L’abitare è strato esplorato nei suoi risvolti sociali e urbani, nelle ricadute, in termini di spazio e di forma, conseguenti alla dinamica delle migrazioni del XXI secolo. L’accoglienza che costituisce certamente uno dei valori fondamentali dell’architettura, oggi si arricchisce di un contenuto diverso, che ci interroga sulla convivenza pacifica tra gli uomini e sul mutamento delle relazioni sociali e fisiche. Sono questioni che pur assumendo, nell’immediato, aspetti drammatici che attendono risposte chiare e urgenti, riguardano il destino e la trasformazione dello spazio urbano nei prossimi decenni.
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
G.F. Tuzzolino (2019). Storie di uomini, racconti di spazio. In A. Currò, L. Parrivecchio (a cura di), Territori strategici: antichi sbarchi e nuove mete di libertà (pp. 156-163). Roma : Aracne Editrice.
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