With its immense smoldering mass, its incessant volcanic activity, the destructive and generative power of its lava, its ever-changing landscapes, over millennia Mount Etna has been a constant reference of the island’s imaginary, offering itself as an inexhaustible source of mythopoesis, an epic and lyrical theater of life and death, subject and setting for multiple rituals, myths, and legends. A colossus with an inconstant disposition and a terrifying power, a voracious destroyer of hovels and palaces built of its own stone, of fields and plantations first fed by its own lava, Etna contains and represents the opposites, both materially and symbolically: the high and low, transcendence and immanence, the angelic and the demonic, the dazzling light and the smoky darkness, the exuberant fertility and the desert aridity. If it is true that myth is often the first and fundamental verbalization of complex reality, it is not surprising then that Etna has been a mythological subject, the scene of tales and legends, home to cults and sanctuaries, an ideal place of residence or manifestation of gods, demons, and heroes, as well as saints from the most remote antiquity to the present day.

L’Etna con la sua immensa mole fumante, la sua incessante attività vulcanica, il potere distruttivo e generativo delle sue lave, i suoi mutevoli paesaggi, ha costituito nei millenni un riferimento costante dell’immaginario isolano, offrendosi come inesauribile sorgente di affabulazione mitopoietica, teatro epico e lirico di vita e di morte, soggetto e scenario di riti, di miti, di leggende molteplici. Colosso dall’indole incostante e dalla potenza terrifica, vorace distruttore di tuguri e palazzi costruiti della sua stessa pietra, di campi e di piantagioni prima nutriti dalla sua stessa lava, l’Etna contiene e rappresenta, materialmente e simbolicamente, gli opposti: l’alto e il basso, la trascendenza e l’immanenza, l’angelico e il demonico, la luce abbagliante e le tenebre fumose, la fecondità esuberante e le aridità desertiche. Se è vero che il mito è spesso la prima e fondamentale verbalizzazione della realtà complessa, non sorprende allora che l’Etna sia stato soggetto mitologico, scenario di racconti e leggende, sede di culti e santuari, luogo ideale di residenza o manifestazione di dèi, di demoni, di eroi, di santi dalla più remota antichità fino ai nostri giorni.

Buttitta, I. (2019). Etna. Miti e riti della "montagna" sacra. In M. Taufer (a cura di), La montagna nell’antichità – Berge in der Antike – Mountains in Antiquity (pp. 21-61). Freiburg i.Br./Berlin/Wien : Rombach Verlag KG.

Etna. Miti e riti della "montagna" sacra

Buttitta, I
2019-01-01

Abstract

L’Etna con la sua immensa mole fumante, la sua incessante attività vulcanica, il potere distruttivo e generativo delle sue lave, i suoi mutevoli paesaggi, ha costituito nei millenni un riferimento costante dell’immaginario isolano, offrendosi come inesauribile sorgente di affabulazione mitopoietica, teatro epico e lirico di vita e di morte, soggetto e scenario di riti, di miti, di leggende molteplici. Colosso dall’indole incostante e dalla potenza terrifica, vorace distruttore di tuguri e palazzi costruiti della sua stessa pietra, di campi e di piantagioni prima nutriti dalla sua stessa lava, l’Etna contiene e rappresenta, materialmente e simbolicamente, gli opposti: l’alto e il basso, la trascendenza e l’immanenza, l’angelico e il demonico, la luce abbagliante e le tenebre fumose, la fecondità esuberante e le aridità desertiche. Se è vero che il mito è spesso la prima e fondamentale verbalizzazione della realtà complessa, non sorprende allora che l’Etna sia stato soggetto mitologico, scenario di racconti e leggende, sede di culti e santuari, luogo ideale di residenza o manifestazione di dèi, di demoni, di eroi, di santi dalla più remota antichità fino ai nostri giorni.
Settore M-DEA/01 - Discipline Demoetnoantropologiche
Buttitta, I. (2019). Etna. Miti e riti della "montagna" sacra. In M. Taufer (a cura di), La montagna nell’antichità – Berge in der Antike – Mountains in Antiquity (pp. 21-61). Freiburg i.Br./Berlin/Wien : Rombach Verlag KG.
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