Leggenda privata (2017) is the latest in a series of autobiographical writings by Michele Mari. The novel is the factual narration of the author's childhood and adolescence, documented by family photos, but is also the narration of a fictional and fantastic situation of writing, where the reader is involved in live recording. In particular, the narrative framework is structured almost like a personal essay that engages dialogically the norms and potentials, opportunities and risks of a theory of autobiography. The purpose of this article is to explore the limits, the difficulties, indeed the impossibility of autobiographical writing in Leggenda Privata, which instead verges towards a complex autofictional strategy. The analysis is focused on the narrative framework and the onomastics, and the consequent theoretical questions that they raise, namely the definition of the literary genre and the identification of the subject. As the search for a proper term to identify this new form of writing confirms that Mari’s novel does not easily fit into the norms of the autobiographical genre, the multitude of names attributed to the protagonist reveal the difficulty of narrating a unitary identity for the subject.

Leggenda privata (2017) è l’ultima di una serie di scritture autobiografiche di Michele Mari. LP è la narrazione fattuale degli anni dell’infanzia e dell’adolescenza dell’autore, ricostruita a partire dalla relazione con i genitori, e documentata da foto di famiglia. Ma LP è inoltre la narrazione di una finzionale e fantastica situazione di scrittura, angosciata e angosciante, dove il lettore viene coinvolto in presa diretta. In particolare, la cornice narrativa si articola quasi come un personal essay dove si confrontano, in forma dialogica e polemica, le norme e le potenzialità, le libertà e i rischi di una teoria sull’autobiografia. Infine, un’essenziale attenzione all’onomastica ricorre nella narrazione, vi giustifica intrecci dotati di un’avvincente suspense, e invita a riflettere sul nucleo identitario del soggetto. Ciò che vorrei dimostrare nelle pagine seguenti è che sebbene Mari in Leggenda privata sembri adottare esplicitamente le forme della scrittura autobiografica, ne esibisca più che altro i limiti, le difficoltà, l’impossibilità, per indicare invece un approdo verso una complessa strategia autofinzionale, eppure mai citata. In particolare sono due gli elementi presi in esame: la cornice narrativa e l’onomastica, e le conseguenti questioni teoriche, ovvero la definizione del genere letterario e l’individuazione del soggetto. La ricerca del nome più adatto per questa nuova forma di scrittura («isshgioman ‘zo con chui ti conshgedi», «Auto-bio-grafia», «autobiopsicoscopognosografia», «un’autobiografia per i mostri della finzione»), conferma la difficoltà a rientrare nei canoni dell’autobiografia, così come la questione dei numerosi nomi propri, in particolare del protagonista, riguarda la difficoltà di narrare un’identità unitaria del soggetto.

Roberta Coglitore (2019). Strategie autofinzionali in "Leggenda privata" di Michele Mari. BETWEEN, 9(18), 1-22 [10.13125/2039-6597/3768].

Strategie autofinzionali in "Leggenda privata" di Michele Mari

Roberta Coglitore
2019-01-01

Abstract

Leggenda privata (2017) è l’ultima di una serie di scritture autobiografiche di Michele Mari. LP è la narrazione fattuale degli anni dell’infanzia e dell’adolescenza dell’autore, ricostruita a partire dalla relazione con i genitori, e documentata da foto di famiglia. Ma LP è inoltre la narrazione di una finzionale e fantastica situazione di scrittura, angosciata e angosciante, dove il lettore viene coinvolto in presa diretta. In particolare, la cornice narrativa si articola quasi come un personal essay dove si confrontano, in forma dialogica e polemica, le norme e le potenzialità, le libertà e i rischi di una teoria sull’autobiografia. Infine, un’essenziale attenzione all’onomastica ricorre nella narrazione, vi giustifica intrecci dotati di un’avvincente suspense, e invita a riflettere sul nucleo identitario del soggetto. Ciò che vorrei dimostrare nelle pagine seguenti è che sebbene Mari in Leggenda privata sembri adottare esplicitamente le forme della scrittura autobiografica, ne esibisca più che altro i limiti, le difficoltà, l’impossibilità, per indicare invece un approdo verso una complessa strategia autofinzionale, eppure mai citata. In particolare sono due gli elementi presi in esame: la cornice narrativa e l’onomastica, e le conseguenti questioni teoriche, ovvero la definizione del genere letterario e l’individuazione del soggetto. La ricerca del nome più adatto per questa nuova forma di scrittura («isshgioman ‘zo con chui ti conshgedi», «Auto-bio-grafia», «autobiopsicoscopognosografia», «un’autobiografia per i mostri della finzione»), conferma la difficoltà a rientrare nei canoni dell’autobiografia, così come la questione dei numerosi nomi propri, in particolare del protagonista, riguarda la difficoltà di narrare un’identità unitaria del soggetto.
Settore L-FIL-LET/14 - Critica Letteraria E Letterature Comparate
Roberta Coglitore (2019). Strategie autofinzionali in "Leggenda privata" di Michele Mari. BETWEEN, 9(18), 1-22 [10.13125/2039-6597/3768].
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